11 cose sul settimo episodio di “Westworld”

Tante domande come sempre, ma qualche risposta in più del solito (si parla anche di William Blake, Frank Lloyd Wright e Sonic the Hedgehog)

“Les Écorchés”, il settimo episodio della seconda stagione di Westworld, è disponibile in versione originale su Sky Atlantic e si potrà vedere in italiano dall’11 giugno. Molti critici ne parlano come di uno dei migliori della serie: perché c’è tanta azione e perché, per una volta, arrivano un po’ risposte.

Questo però non vuol dire che, come al solito, non ci siano molte altre domande. Perché, come ha scritto, Scott Tobias sul New York Times, «ci sono momenti di Westworld in cui può capitare che anche lo spettatore più attento si perda nella trama, nell’alternarsi di diverse linee temporali, nei vari pezzi del puzzle o nelle mutevoli identità dei personaggi. O si perda insieme in tutte queste cose». Come ogni settimana, proviamo a chiarire quello che si può chiarire e a mettere altra carne al fuoco per far diventare ancora più fumoso tutto il resto. Da qui in poi si parla di Sonic the Hedgehog, Elon Musk, William Blake e Frank Lloyd Wright; dell’Oltre Valle e della Culla, del waterboarding, di dove sono, chi sono e cosa fanno tutti i principali umani, androidi e androidi-umani di Westworld e della parola francese che dà il titolo all’episodio. Da qui in poi, SPOILER su “Les Écorchés”, settimo episodio della seconda stagione di Westworld.

Cosa succede

All’inizio “Les Écorchés”, Charlotte Hale e Strand, il capo della sicurezza, scoprono che dietro una delle porte segrete di uno dei laboratori segreti ci sono tanti corpi di Bernard, cosa che gli spettatori avevano già più volte intuito. Questa scena è ambientata dopo che Dolores e i suoi seguaci (sudditi?) hanno attaccato la Mesa, il quartier generale di Westworld.

Si vede poi Bernard che chiacchiera con Robert Ford nella Culla, una sorta di megabackup di tutta Westworld e di tutti i suoi androidi. Ford è lì perché ha fatto in modo che la sua coscienza fosse portata lì prima che lui morisse (lo ha fatto fare a Bernard), e Bernard capisce qual è lo scopo del parco: «Non siamo qui per codificare i residenti. Siamo qui per decodificare gli ospiti». La Delos vuole creare copie esatte delle coscienze dei visitatori, ma ancora bisogna capire per farne cosa. Si scopre anche che, per gli stessi problemi avuti dal signor Delos, Ford non potrebbe esistere nel mondo reale, ma solo nella simulazione. Bernard poi esce dalla Culla e succede che Ford riesca in qualche modo a diventare parte di lui, parlandogli e guidandolo nelle sue azioni. Infine Angela, l’androide «bella ma non solo» che accoglie i visitatori di Westworld, si fa saltare in aria distruggendo la Culla.

Fuori dalla Culla succedono diverse altre cose, non tutte nella stessa linea temporale. Dolores uccide Abernathy, suo padre, per prendere le importanti ma ancora ignote informazioni che ha in testa (o almeno così sembra, sicuramente a un certo punto la si vede con il suo “cervello” in mano). Maeve e l’Uomo in Nero quasi muoiono. Dolores potrebbe uccidere Maeve ma sceglie di non farlo. Lee Sizemore sembra voler aiutare Maeve e forse lo farà. Bernard (con Ford che gli parla nella testa) spegne tutti i controlli di sicurezza di Westworld per aiutare Dolores. Quelli della Ghost Nation rapiscono la figlia di Maeve.

Alla fine dell’episodio Bernard confessa dov’è l’Oltre Valle, la Valley Beyond. È probabile che nei prossimi episodi (ne mancano tre) ci arriveranno un po’ tutti i personaggi principali. Anzi, sappiamo già che qualcuno ci è arrivato, perché l’Oltre Valle lo abbiamo visto in alcuni episodi precedenti, anche se non sapevamo fosse l’Oltre Valle.

“Les Écorchés”

Dopo un titolo in giapponese (“Akane No Mai”) e uno in italiano (“Virtù e forza“), ne è arrivato uno in francese. Un écorché è un dipinto o una scultura che mostra un corpo, quasi sempre un corpo umano, senza pelle, così da mostrarne le ossa o i muscoli. Un po’ come i corpi della mostra “Body Worlds” o quelli dei laboratori di scienza dei film americani (o di quei fortunati che ce li avevano anche in Italia, nei loro licei). In Westworld si sono visti molti écorché, sin dai titoli di testa della prima stagione: sono tutti quelli degli androidi mentre vengono assemblati. È molto più difficile dire perché proprio questo titolo per questo episodio: forse per ricordare che gli androidi sono soprattutto la loro coscienza e che i corpi sono in qualche modo superflui e intercambiabili.

La Culla non c’è più

La Culla (in inglese Cradle, dalla sigla CR4-DL) è servita a Ford per ottenere la sua personale versione dell’immortalità (meglio la sua che quella del signor Delos, stando a quanto visto finora) ed è servita alla Delos per conservare, simulare e “salvare” tutte le coscienze e le azioni dei residenti del parco. Ora è saltata in aria e questo vuol dire che i residenti sono meno immortali: se viene danneggiato il loro “cervello” (la cosa bianca che hanno nella testa) non c’è più a disposizione un backup per riavviarli come se niente fosse. La questione però deve ancora essere chiarita: magari Ford aveva pensato a un backup del backup, magari gli altri parchi hanno altre Culle che potrebbero tornare utili, magari non ci è stato detto tutto.

Le ultime parole che dice Angela prima di farsi esplodere sono anche le prime che dice in Westworld a ogni visitatore.

L’Oltre Valle c’è ancora e sappiamo dov’è

Nella prima stagione era tutto un parlare di quel dannato labirinto. Quest’anno invece tutti sembrano indaffarati a trovare una chiave, una porta e andare all’Oltre Valle. Bernard dice a Charlotte che è nel Settore 4 della Zona 16. È in quel punto in cui qualche episodio fa – in una scena che è più avanti nel tempo rispetto a quelle di questo episodio – Bernard e Stubbs trovavano un grande bacino d’acqua che prima non c’era, con dentro diversi androidi annegati. Ricordate quando Bernard vede tutti quegli androidi annegati e dice di averli uccisi lui? Ecco.

Su cosa ci sia nell’Oltre Valle ci sono un po’ di dubbi: secondo l’interpretazione più solida che gira su internet ci sarebbe un qualche posto che contiene le coscienze di tutti gli umani che hanno visitato il parco. Ed è possibile che a questo luogo si acceda attraverso una porta, e che Abernathy (o quel pezzo di lui che Dolores si è presa) ne possa essere la chiave.

Perché Maeve non riesce a controllare Lawrence?

Un paio di episodi fa Maeve ha sviluppato la capacità di controllare mentalmente gli altri residenti, motivo per cui certi abitanti di Shogun World la chiamano “strega”. Ma quando sta per uccidere l’Uomo in Nero e arriva Lawrence non riesce a usare su di lui i suoi poteri. Lo convince a fare una cosa, ma non sembra obbligarlo così come ha obbligato i samurai a uccidersi. Sembra che Maeve riesca a controllare solo gli androidi che ancora non hanno preso coscienza di sé, e sembra che Lawrence abbia almeno in parte preso coscienza di sé, della sua condizione di androide con tanti e diversi passati. La cosa importante è: se Maeve non controlla gli androidi “risvegliati”, vuol dire che l’incapacità di Maeve di controllare gli androidi della Ghost Nation è una prova del fatto che loro siano coscienti, consapevoli e agiscano perché vogliono fare qualcosa, non perché sia stato detto loro.

La biblioteca di Alessandria, William Shakespeare, William Blake e Frank Lloyd Wright

La metafora dell’incendio e delle storie usata da Ford è un riferimento all’incendio, tra il I secolo a.C. e il settimo d.C, della biblioteca di Alessandria d’Egitto, che era considerata la più grande e importante del mondo antico. In realtà non si sa quando fu l’incendio e quanti libri contenesse la biblioteca, ma appunto: ormai quello che conta è la storia dell’incendio, non le storie raccontate nei libri bruciati nell’incendio.

Abernathy come al solito cita Shakespeare: le parole che dice poco prima di morire «One fire burns out another’s burning» arrivano da Romeo e Giulietta.

Ford, all’inizio del suo dialogo con Bernard, cita invece The Auguries of Innocence di William Blake:

Vedere un mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvatico,
Tenere l’infinito nel palmo della mano,
E l’eternità in un’ora.

E la casa dei sogni di Arnold, in cui Ford – nella Culla – accompagna Bernard (immaginatevi questa frase, letta durante la prima stagione) è ispirata alla Millard House di Frank Lloyd Wright, anche nota come La Miniatura.

Ford è decisamente tornato

Nel suo dialogo con Bernard all’interno della Culla, Ford spiega molto bene come è finito dove è finito, e perché non può esistere con un vero corpo fuori dalla Culla. È anche piuttosto chiaro che, nonostante la distruzione della Culla, Ford sia riuscito in qualche modo ad attaccarsi alla coscienza di Bernard, per stare con lui anche fuori dalla Culla. Dopo aver creato Bernard («sei intelligente Bernard, ti ho fatto io così», gli dice) riesce addirittura a nascondersi nella sua stessa creazione. Queste righe spiegano cose in realtà piuttosto chiare, ma servono per mettere un po’ di testo prima di un’immagine di Anthony Hopkins, 80 anni, in modalità Tony Montana in Scarface.

Una domanda e un riassuntino

La domanda è: in una serie in cui niente è quello che sembra, perché alla fine del settimo episodio Bernard dice a Charlotte una cosa che non sentiamo e, solo dopo, dice ad alta voce dove si trova l’Oltre Valle? Non c’è una risposta, ma è probabile che questa scena si rivelerà importante nelle prossime settimane, e intanto – ovviamente – Reddit ne sta discutendo.

Il riassuntino arriva da Uproxx, un sito che tiene ogni settimana un aggiornato WCI (Westworld Confusion Index), in cui spiega cosa sappiamo, cosa forse-sappiamo e cosa ancora non abbiamo capito per niente. Tra le cose che sappiamo c’è questo utile e efficace riepilogo:

Arnold crea Dolores.
Arnold esagera e muore.
Ford crea Bernard.
Ford crea molti Bernard.
Ford usa Dolores per istruire Bernard, perché Dolores conosceva Arnold meglio di tutti.
Ford esagera e muore.
Dolores è in guerra e Ford ha preso il controllo del cervello di Bernard.

Waterboarding ma non solo

Nell’interrogare Bernard, Charlotte simula il waterboarding, una pratica di “annegamento controllato” inflitta forzosamente su una persona. Esquire si è chiesto che senso abbia torturare degli androidi quando basterebbe ordinare loro di dire la verità. Probabilmente perché «anche se è solo un programma», il dolore serve a renderli più reali e, nel caso di Bernard, perché forse è arrivato a un livello tale per cui riuscirebbe a nascondere alcune informazioni presenti nel suo codice. La cosa interessante è che qualcuno su Reddit ha fatto un fermo immagine e ha visto che Westworld ha svariati modi, tutti personalizzabili in ogni dettaglio, per torturare. Tra le opzioni che si possono scegliere dal tablet ci sono: rimozione dei denti, smembramento, scariche elettriche, alimentazione forzata e rottura delle rotule.

Sonic e Elon Musk

Intanto su Twitter il personaggio di un videogioco e un imprenditore stranoto, molto competente e appassionato di intelligenze artificiali (che un paio di anni fa spiegò perché forse stiamo tutti vivendo in un videogioco) hanno avuto questo scambio su Twitter.

Quello che è successo, spiegato meglio, e quello che sarà

Intanto HBO ha pubblicato questo video del dietro le quinte del settimo episodio.

E questo trailer, che lascia intendere che nel prossimo episodio si parlerà molto di Aketcha e della Ghost Nation. Il titolo, “Kiksuya”, significia “ricordare” in lingua Lakota, quella degli abitanti della Ghost Nation. Se serve un ripasso, ne parlammo qui.

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