(Justin Sullivan/Getty Images)

C’è un caso lattuga negli Stati Uniti

Che ha portato alla più grande infezione da E. coli degli ultimi 12 anni che coinvolga più stati: i casi sono almeno 84

(Justin Sullivan/Getty Images)

Negli Stati Uniti è in corso la più estesa infezione da Escherichia coli degli ultimi 12 anni che coinvolga più stati, secondo i dati raccolti dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), tra i più importanti organismi di controllo della salute pubblica nel paese. Le infezioni sono legate al consumo di lattuga romana prodotta in Arizona, e venduta in buona parte degli Stati Uniti. I casi registrati finora sono stati almeno 84 in 19 diversi stati, tra metà marzo e metà aprile: il numero potrebbe però essere più alto, perché lo sviluppo dei sintomi richiede tempo e non sempre l’infezione viene diagnosticata in tempi rapidi. L’infezione causa forti mal di pancia accompagnati da diarrea sanguinolenta e nei casi più gravi insufficienza renale, che a volte può portare alla morte.

Escherichia coli appartiene al gruppo degli enterobatteri ed è il batterio più comune che vive nella parte inferiore del nostro intestino, e in quello di migliaia di altri animali a sangue caldo. La sua presenza è fondamentale per i processi digestivi, ma a volte alcune sue varianti possono provocare gravi malattie nell’uomo e negli altri animali che lo ospitano. Le varianti solitamente più pericolose appartengono ai ceppi EHEC (Escherichia coli enteroemorragico) e sono presenti nel bestiame. All’uomo arrivano attraverso cibi contaminati come carne poco cotta, latte non pastorizzato o frutta e verdura concimate con letame infetto, consumata cruda e senza un lavaggio accurato.

Dalle analisi condotte finora negli Stati Uniti, sembra che la contaminazione sia dovuta alla lattuga romana prodotta nella contea di Yuma, in Arizona. La maggior parte dell’insalata lavata e imbustata viene prodotta nella Salinas Valley in California, ma nei mesi più freddi (metà autunno-inverno) la produzione viene trasferita in Arizona. I responsabili dei CDC non sono però ancora certi della provenienza specifica della lattuga romana contaminata nella zona di Yuma, quindi consigliano di consumarne solo di proveniente da altri luoghi e di diffidare delle buste che non indicano la precisa provenienza dell’insalata.

Le infezioni da E. coli non sono così rare e ci sono stati negli ultimi anni casi numericamente più rilevanti, ma che hanno riguardato aree geografiche limitate. Quello attuale è il caso che coinvolge il maggior numero di stati dal 2006, con la potenzialità di estendersi ulteriormente nelle prossime settimane.

Delle 84 persone risultate infette, nessuna è per ora morta a causa degli effetti del batterio. Circa la metà dei coinvolti è stata ricoverata in ospedale per sintomi gravi, in alcuni casi legati proprio a insufficienza renale. L’età delle persone infette varia molto: la persona più giovane ha appena 1 anno, la più anziana 88. I sintomi richiedono tempo per svilupparsi e lo fanno progressivamente, cosa che spesso rende difficile una diagnosi accurata. L’infezione viene contrastata con l’assunzione di batteri e con altri farmaci per ridurre i sintomi. I pazienti devono essere inoltre idratati per ridurre gli effetti della diarrea.

I primi casi erano stati registrati a marzo nel New Jersey, poi i CDC hanno iniziato a ricevere segnalazioni da diversi altri stati. Solo in Pennsylvania i casi denunciati finora sono stati 18, il numero più alto tra gli stati coinvolti.