Storia di Avicii

È morto due giorni fa ed era uno dei DJ più famosi al mondo, noto per canzoni come "Levels" e per aver collaborato con i più grandi artisti della musica pop e house

Avicii durante un concerto a Park City, nello Utah, nel 2013. (Dimitrios Kambouris/Getty Images)

Avicii, come era più conosciuto il famoso dj svedese Tim Bergling, è stato trovato morto venerdì mentre si trovava a Mascate, in Oman: aveva 28 anni. La notizia è stata confermata dalla sua agente, che però non ha spiegato le cause della morte. Avicii era uno dei più importanti DJ dell’EDM (musica dance elettronica), dell’electro house e della progressive house; da anni era uno dei DJ più noti al mondo, per canzoni come “Levels” o “Wake me up” e per aver collaborato con alcuni dei più famosi artisti della musica pop e house contemporanea, da Chris Martin a Madonna a David Guetta.

Era nato l’8 settembre 1989 a Östermalm, un quartiere dell’area est di Stoccolma, la capitale della Svezia; sua madre è l’attrice svedese Anki Lidén. Bergling iniziò a mixare canzoni nella sua camera da letto e a pubblicarle gratis su un blog di musica svedese e, in seguito, sul suo profilo MySpace. Raccontò più avanti di aver scelto il nome d’arte Avicii perché “Bergling” (il suo cognome) era già stato preso da altri. Avicii è un riferimento all’Avīci, che significa “senza onde” ed è, semplificando un po’, il livello più basso di quello che per il buddismo è il corrispettivo dell’inferno.

Avicii ha raccontato che tra le sue influenze musicali c’erano Axwell, Laidback Luke, Eric Prydz Steve Angello, il trio Swedish House Mafia e i Daft Punk. A proposito di quest’ultimi, Avicii disse di essersi appassionato alla musica elettronica «ascoltando i Daft Punk, molto prima di sapere che nome avesse quel genere musicale».

Avicii firmò il suo primo contratto discografico nel 2007, a soli 18 anni, con la casa discografica Dejfitts Plays Label. La sua prima canzone che entrò nelle classifiche di diversi paesi fu “Seek Bromance”, nel 2010. In quell’anno fu anche chiamato dal noto DJ olandese Tiësto per suonare per una settimana al Privilege di Ibiza, in Spagna: si era già fatto notare, insomma.

La canzone con cui Avicii divenne davvero noto, anche oltre il suo genere musicale, fu “Levels”: fu suonata e trasmessa in tutto il mondo (non solo suonata nelle discoteche) e la base era tratta da “Something’s Got a Hold on Me” di Etta James.

Un altro notevole successo di Avicii fu “I Could Be the One”, pubblicata nel 2012 insieme a Nick Romero.

“Wake Me Up”, un’altra canzone di Avicii che è davvero difficile non aver mai sentito o non saper fischiettare, contiene la voce di Aloe Blacc, cantante statunitense di 39 anni.

Nella sua carriera Avicii ha pubblicato in tutto due dischi: True, nel 2013, e Stories, 2015. Soltanto pochi giorni fa il suo EP Avicii (01), uscito nell’agosto del 2017, era stato candidato a un Billboard Music Award. Dopo alcuni anni di grande successo, nel 2016 Avicii decise di smettere di esibirsi dal vivo per concentrarsi sulla composizione e produzione in studio della musica. Della sua decisione parla il documentario Avicii: True Stories, diretto da Levan Tsikurishvili, suo amico e collaboratore per quanto riguardava l’aspetto visivo delle sue esibizioni dal vivo.

Avicii ha tenuto il suo ultimo concerto dal vivo nell’agosto 2016 al Tennent’s Vital Festival di Belfast, in Irlanda del Nord. Aveva detto di volersi ritirare dalle esibizioni dal vivo per problemi di salute e per il troppo stress. In passato aveva infatti sofferto di pancreatite acuta, in parte dovuta all’abuso di alcol. Si era sottoposto a un intervento per la rimozione della cistifellea e dell’appendice nel 2014, e aveva dovuto cancellare i successivi concerti per recuperare. Nel 2013 disse, intervistato da Time: «Bevevo troppo e in generale facevo decisamente troppa festa. Quindi mi forzai a invertire del tutto la rotta e smettere di bere».

Le canzoni di Avicii

 

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