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  • mercoledì 11 aprile 2018

Trump dice che bombarderà la Siria

Lo ha annunciato con un tweet molto duro nei confronti di Assad e della Russia

(Mark Wilson/Getty Images)

Stamattina il presidente americano Donald Trump ha promesso che bombarderà nuovamente la Siria in una serie di tweet molto duri contro il regime del presidente siriano Bashar al Assad e contro la Russia, uno dei suoi principali alleati. Da due giorni l’amministrazione Trump contempla pubblicamente l’ipotesi di un nuovo attacco dopo quello avvenuto ad aprile dello scorso anno, e ieri un annuncio del genere sembrava imminente. Stamattina Trump ha chiarito le sue intenzioni con un tweet molto esplicito, e aggiunto carne al fuoco con altri due tweet successivi. Nel primo tweet, Trump ha scritto:

«La Russia promette di abbattere tutti i missili diretti verso la Siria. Preparati, Russia, perché ne arriveranno di belli, nuovi e “intelligenti”!».

Trump ha fatto capire che l’attacco a cui sta pensando sarebbe una ritorsione per il bombardamento chimico compiuto contro la popolazione di Douma, città controllata dai ribelli vicino a Damasco, nel quale sono state uccise più di 70 persone. Trump non ha aggiunto altre informazioni sull’attacco. Il comportamento mantenuto dal presidente e dalla sua amministrazione impedisce comunque che l’attacco statunitense goda dell’effetto sorpresa.

Non è la prima volta che Trump si trova a dover decidere cosa fare di fronte a un attacco chimico. Era già successo ad aprile dello scorso anno, dopo che Assad aveva usato armi chimiche per attaccare la città di Khan Shaykhun, in provincia di Idlib, uccidendo decine di persone. In quel caso Trump aveva risposto bombardando la base militare siriana da dove erano partiti gli aerei usati per l’attacco chimico: era stato un bombardamento preciso e limitato, per evitare una nuova escalation di violenze. Oggi un’opzione del genere è ancora più difficile, visto che il bombardamento mirato del primo attacco non era servito a molto e che un attacco più ampio potrebbe causare le reazioni di Iran e Russia, i potenti alleati del regime siriano.

– leggi anche: Trump vuole punire Assad per l’attacco chimico, ma come?

In un tweet successivo a quello di stamattina, Trump se l’è presa soprattutto con la Russia, con cui scrive di avere i peggiori rapporti di sempre, «compresi quelli durante la Guerra Fredda». Prima di oggi Trump non aveva mai attaccato direttamente la Russia per il suo coinvolgimento nella guerra siriana, attirandosi le accuse di tenere posizioni eccessivamente vicine a quelle di Vladimir Putin.

Nel terzo tweet, Trump ha dato la colpa dei pessimi rapporti con la Russia all’indagine del procuratore speciale Robert Mueller, che da circa un anno sta indagando sui presunti rapporti fra il governo russo e il comitato elettorale di Trump. Trump accusa Mueller di essere “impazzito” per non essere riuscito a provare i rapporti fra i due. Accuse del genere hanno poco senso: la persona a cui l’inchiesta di Mueller sta creando più problemi è proprio Trump, che alla fine delle indagini potrebbe essere incriminato o sottoposto a un procedimento di impeachment.

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