© Kyle Thompson

Le foto surreali di Kyle Thompson

E i suoi autoritratti in mezzo a foreste, laghi e luoghi abbandonati, in mostra alla Reggia di Caserta

© Kyle Thompson

Fino al 4 giugno la Reggia di Caserta ospiterà Open Stage, una retrospettiva dedicata al fotografo statunitense Kyle Thompson, conosciuto per i suoi autoritratti surreali e quasi onirici. Thompson ha 26 anni, è nato a Chicago, e descrive il suo lavoro come “fotografia concettuale surreale”. Le sue immagini – la maggior parte autoritratti – sono spesso scattate tra case abbandonate, foreste, fiumi e laghi intervenendo sulla scena con acqua, fumo o svariati oggetti per parlare del rapporto tra ambiente urbano e natura.

Thompson ha spiegato di aver iniziato a fare autoritratti per timidezza: «Necessitavo di un modo per incanalare le mie emozioni. Sentivo che gli autoritratti le esprimevano. Senza dover ricorrere alle parole. Avevo una terribile difficoltà a rapportarmi con le persone, quindi ho finito per usarmi in quasi tutte le mie foto, passando parecchie ore ogni giorno nel girovagare da solo attraverso foreste vuote facendomi autoritratti grazie al timer delle mie fotocamere».

Le foto in mostra sono organizzate in una serie di dittici composti da una foto più grande, con l’autoritratto dell’artista nella natura, e una più piccola, che rivela l’ambiente urbano in cui si trovava la foto precedente, mostrando contemporaneamente la surrealità del ritratto e la realtà del contesto.