Alberto Villani (ANSA, per gentile concessione della Provincia Pavese)
  • Italia
  • domenica 1 aprile 2018

Cosa sappiamo dell’omicidio di Alberto Villani in Messico

Aveva 37 anni, era di Pavia ed era un consulente finanziario: i giornali messicani parlano di sue presunte attività illecite

Alberto Villani (ANSA, per gentile concessione della Provincia Pavese)

Negli scorsi giorni, vicino a Tlaltizapán, a circa 100 chilometri da Città del Messico, è stato trovato il corpo del cittadino italo-spagnolo Alberto Villani Olivares, morto per due colpi di arma da fuoco alla testa. Il corpo è stato trovato all’interno di un sacco di plastica vicino al quale c’era un biglietto con la scritta «Questo mi è successo perché sono un ladro» in spagnolo. Villani aveva 37 anni, era nato a Valencia ed era residente a Pavia; con lui vivevano la compagna Corina Astrid Rodríguez, che ha 28 anni ed è di origine salvadoregna, e i due figli della coppia, di quattro anni e di quattro mesi.

La polizia messicana sta indagando sull’omicidio tenendo informato il ministero degli Esteri italiano attraverso l’ambasciata. La questura di Pavia sta aspettando una delega dalla procura di Roma per cominciare a sua volta delle indagini. Per ora non ci sono ipotesi sui responsabili dell’omicidio o sul suo movente, ma i giornali hanno comunque raccolto alcune informazioni sul caso.

Villani si trovava in Messico dal 24 febbraio. Era entrato nel paese con un visto turistico, ma Corina Astrid Rodríguez ha raccontato ai giornali e alla polizia che si trovava là per lavoro: stava svolgendo una consulenza per l’apertura di un ufficio di servizi finanziari insieme ad alcuni soci messicani. Alloggiava in un albergo di Cuautla, che si trova a circa 100 chilometri a sud di Città del Messico e come Tlaltizapán fa parte dello stato di Morelos: le due città sono distanti circa quaranta chilometri.

Rodríguez ha denunciato la sua scomparsa alla questura di Pavia il 21 marzo perché dalla sera del giorno prima Villani aveva smesso di rispondere al telefono: i due si parlavano ogni giorno. Nell’ultimo contatto tra Villani e Rodríguez, l’uomo aveva detto alla compagna che si trovava vicino all’aeroporto di Città del Messico per cambiare del denaro. Dai giornali, sia italiani che messicani, non è chiaro quando sia avvenuto il ritrovamento del corpo da parte della polizia messicana – alcuni dicono il 20 marzo stesso, altri il 26. Dopo il ritrovamento e l’identificazione, le autorità messicane hanno informato quelle italiane. Nella stanza in cui alloggiava Villani all’hotel di Cuautla non sono stati trovati i suoi effetti personali.

Secondo i quotidiani messicani, che citano la procura dello stato di Morelos, la polizia italiana ha informato quella messicana che Villani aveva dei precedenti penali. Per questo gli investigatori pensano che l’uomo fosse impegnato in attività illecite in Messico.

Quello dell’omicidio di Alberto Villani è il secondo caso di cronaca nera avvenuto quest’anno in Messico che coinvolge cittadini italiani: lo scorso 31 gennaio tre uomini napoletani – Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino – che si trovavano nello stato di Jalisco, nell’ovest del Messico, erano scomparsi. Proprio il 30 marzo al ministero degli Esteri c’è stata una riunione sul caso, a cui ha partecipato anche Claudio Falleti, l’avvocato dei familiari dei tre uomini: Falleti ha riferito ai giornali che secondo gli investigatori messicani i Russo e Cimmino sono ancora vivi. Quattro poliziotti sono stati arrestati in relazione alla scomparsa: secondo la ricostruzione degli investigatori messicani avrebbero consegnato i tre italiani a un gruppo della criminalità organizzata in cambio di denaro.

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