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  • giovedì 29 marzo 2018

Qualcuno a Italo se l’è presa con chi scioperava

Sul sistema interno della società sono apparsi epiteti sessisti e omofobi al posto dei nomi di tre dipendenti che scioperavano: l'azienda dice che indagherà e prenderà provvedimenti

Tra martedì e mercoledì notte, durante lo sciopero indetto dal sindacato Orsa per ottenere il rinnovo contrattuale dei dipendenti di Italo, qualcuno all’interno dell’azienda ha sostituito i nomi degli scioperanti con epiteti sessisti e omofobi su un sistema interno visibile a tutti i dipendenti della divisione che opera i treni. Il sindacato ORSA lo ha definito un «gravissimo episodio lesivo della dignità dei lavoratori di Italo». L’azienda ha fatto sapere al Post che approfondirà la vicenda e prenderà provvedimenti nei confronti dei responsabili, che scrivendo insulti sul sistema interno dell’azienda hanno violato il contratto di lavoro con Italo.

Gli insulti sono comparsi a partire dalle 21, ora di inizio dello sciopero, sulla app che i dipendenti dell’azienda usano per verificare i loro turni. Poteva essere vista, quindi, da tutti i circa 700 dipendenti del ramo ferroviario della società. Normalmente sul sistema compaiono i nomi dei dipendenti che sono di turno su ogni convoglio Italo; in caso di sciopero i nomi dei dipendenti assenti vengono eliminati, in modo da fare sapere ai loro colleghi che ci saranno delle assenze durante il loro turno.

Mercoledì sera, però, chi si trovava in servizio nell’ufficio dove viene gestito il sistema di comunicazione dei turni ha sostituito i nomi e cognomi di tre dipendenti scioperanti con termini ingiuriosi, invece che espressioni neutre come si usa di solito. Il nome di uno dei tre scioperanti è stato sostituito con “Stoimbe“. Una dipendente femmina ha visto il suo nome cambiato in “Stazoc“, mentre il terzo dipendente ha avuto il suo nome cambiato in “Stofro”. La app è accessibile da tutti i dipendenti e, nelle ore dello sciopero, è stata consultata da tutti coloro che si trovavano in servizio sui treni dei tre scioperanti e da coloro che su quei treni avevano turni precedenti e successivi.

«In Italo sono riusciti in un sol colpo a offendere la dignità della persona e il diritto al dissenso dei lavoratori», ha detto Michele Formisano, del sindacato ORSA. L’azienda si è dissociata dagli epiteti offensivi e ha detto che prenderà provvedimenti nei confronti degli autori.

Lo sciopero di martedì e mercoledì è stato indetto dal sindacato ORSA per chiedere alla società NTV di utilizzare per il rinnovo del contratto dei dipendenti il Contratto delle Attività Ferroviarie, utilizzato dalla concorrente Trenitalia e più conveniente per i dipendenti rispetto al contratto aziendale utilizzato dalla società a partire dal 2011 e scaduto nel 2015. L’ORSA ha 48 iscritti su circa 500 dipendenti di Italo iscritti al sindacato, cioè circa il 10 per cento del totale. Allo sciopero Italo sostiene che hanno aderito 23 dipendenti sui circa 800 del settore operazioni. L’ORSA rivendica invece l’adesione di 70 dipendenti, cioè il 15 per cento degli iscritti ai sindacati.

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