La vita nelle città, fotografata da Michael Wolf

Pendolari schiacciati in metropolitana e palazzi di Hong Kong che sembrano pattern, tra i lavori più famosi del fotografo tedesco in mostra all'Aia

© Michael Wolf 2018

Fino al 22 aprile il Fotomuseum dell’Aia, nei Paesi Bassi, ospiterà una retrospettiva sul lavoro del fotografo tedesco Michael Wolf, conosciuto per le foto con cui descrive diversi aspetti della vita quotidiana nelle grandi città e il ruolo delle persone sole in mezzo alla massa.

Michael Wolf è nato nel 1954 a Monaco di Baviera. Vive a Hong Kong, ha studiato con Otto Steinert all’università delle Arti Folkwang di Essen e ha iniziato come fotogiornalista per le rivista GeoStern, per poi dedicarsi a lavori personali e più artistici a partire dal 2003. Ha vinto il World Press Photo nel 2005 e nel 2010.

Tra i suoi lavori più famosi e importanti, esposti in mostra, ci sono Tokyo compression (2010-2013) – dove raccoglie ritratti di pendolari giapponesi schiacciati nei vagoni della metropolitana – e Architecture of density (2003 – 2014), una grande raccolta di fotografie dei palazzi di Hong Kong: ripresi da vicino, escludendo qualsiasi riferimento che possa connotarli (dall’inquadratura sono esclusi il cielo e la terra), in maniera piatta, i palazzi, diventano pattern astratti, ripetizioni infinite di moduli architettonici senza persone ma con piccole e mimetizzate tracce di vita umana.

In The transparent city (2006) e Transparent City Details, Wolf si occupa dei temi di voyeurismo e privacy e ingrandisce le sue immagini fino a trovare dettagli di persone nei grandi e trasparenti grattacieli di Chicago che non sapevano di essere fotografate in quel momento, mentre giocano a golf in ufficio, cenano o stringono una pallina antistress. La serie Street View mostra invece foto di strada prese da Google Street View, e si possono vedere persone a terra, un uomo che fa pipì in pubblico o chi alzava il dito medio contro la videocamera di Google.

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