Il presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski (Juan Osorio/picture-alliance/dpa/AP Images)
  • Mondo
  • mercoledì 21 marzo 2018

Il presidente del Perù si è dimesso

Dopo l'ennesimo scandalo per corruzione che ha coinvolto il suo governo, e anticipando di un giorno un voto di sfiducia in Parlamento

Il presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski (Juan Osorio/picture-alliance/dpa/AP Images)

Il presidente del Perù, Pedro Pablo Kuczynski, ha annunciato oggi le sue dimissioni a causa dell’ennesimo scandalo di corruzione che ha colpito il suo governo. Kuczynski ha anticipato di un giorno la mozione di sfiducia che sarebbe stata votata domani dal Parlamento peruviano, la seconda negli ultimi tre mesi. La mozione era stata presentata dalle opposizioni per il coinvolgimento di Kuczynski nell’enorme scandalo Odebrecht, che ha portato alla più grande indagine per corruzione nella storia dell’America Latina e che da mesi sta paralizzando l’economia del Perù. Martedì sera il principale partito di opposizione del paese, Fuerza Popular, ha diffuso dei video che mostravano alcuni sostenitori di Kuczynski mentre tentavano di corrompere diversi parlamentari peruviani per convincerli a non appoggiare la mozione di sfiducia.

Odebrecht è la più grande società edile dell’America Latina. Anni fa un’indagine avviata in Brasile su un caso di corruzione portò alla scoperta delle complesse attività della “divisione delle operazioni strutturate” di Odebrecht, a tutti gli effetti un reparto di corruzione, che stando alle accuse avrebbe gestito pagamenti illeciti per centinaia di milioni di euro. In sintesi, la società pagava tangenti ai governi per garantirsi enormi appalti nel settore dell’edilizia.

La posizione di Kuczynski, soprattutto a causa dello scandalo, era debole da diverso tempo. Lo scorso dicembre Kuczynski era stato sottoposto a un primo voto di impeachment da parte del Parlamento, che avrebbe dovuto dichiararlo “moralmente incapace”. Per la sua rimozione servivano 87 deputati favorevoli su 130, ma alla fine la mozione di impeachment aveva ottenuto solo 78 sì, contro 19 no e 21 astensioni. Tre giorni dopo il voto, Kuczynski aveva dato la grazia a un altro ex presidente, Alberto Fujimori, che dal 2007 era in carcere per corruzione, abuso di potere e violazione dei diritti umani. Alcuni politici di opposizione avevano sostenuto che la grazia fosse stata concessa come parte di un accordo tra il governo e una fazione “dissidente” del principale partito di opposizione peruviano: sembra che l’accordo si basasse sulla concessione della grazia in cambio di un voto contrario all’impeachment. Ad ogni modo la decisione del presidente aveva portato a enormi proteste di piazza.

Non è chiaro se il Parlamento controllato dall’opposizione accetterà le dimissioni di Kuczynski o procederà comunque al voto di sfiducia.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.