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  • martedì 13 marzo 2018

Cosa sono gli agenti nervini

Sono composti chimici altamente tossici, che nel corso del Novecento sono stati usati anche come armi chimiche

(AP Photo/Douglas C. Pizac)

Gli agenti nervini sono sostanze altamente tossiche che se vengono inalate o se entrano a contatto con la pelle anche in piccole quantità possono portare alla morte in pochi minuti. Funzionano intervenendo a livello chimico sul sistema nervoso, facendo perdere il controllo sui muscoli: nei casi di avvelenamento causano spasmi muscolari, conati di vomito, fuoriuscita di feci e urina, arresti cardiaci o respiratori. Gli agenti nervini rimangono di solito allo stato liquido fino ad alte temperature – maggiori di quelle richieste per l’evaporazione dell’acqua – ma il modo con cui sono stati usati in passato in situazioni di guerra (nebulizzandoli) ha fatto sì che spesso ci si riferisca a loro come gas nervini.

Gli agenti nervini furono scoperti nel 1938 dalla IG Farben, la più importante azienda chimica della Germania nazista. Gli scienziati che scoprirono la formula del primo agente nervino – il tabun – stavano cercando di produrre un nuovo insetticida: quando si accorsero del potenziale di quello che avevano trovato informarono le autorità militari, come previsto dalla legge. La Germania nazista investì molto nella ricerca sugli agenti nervini e ne produsse in grandi quantità: fu in quegli anni che vennero inventati anche il sarin – l’agente nervino che è stato usato anche in Siria nel 2013 – e gli altri composti di quella che ora viene considerata la categoria “G” degli agenti nervini. La Germania produsse grandi quantità di sarin ma non arrivò mai a usare la nuova scoperta, di cui gli Alleati vennero a conoscenza solo alla fine della guerra.

Altri agenti nervini più potenti – come quelli della cosiddetta categoria “VX” – furono scoperti negli anni Cinquanta nel Regno Unito, mentre fu l’Unione Sovietica tra gli anni Ottanta e Novanta a scoprire i novichoks (“nuovi arrivati”): ancora più pericolosi degli agenti nervini “VX” per la loro lunga resistenza nell’ambiente dopo essere stati dispersi. Un agente nervino del tipo novichoks è stato usato anche nell’avvelenamento della ex spia russa Sergei Skripal nel Regno Unito.

Gli agenti nervini non sono particolarmente complessi da realizzare, dal punto di vista chimico, ma sono difficili da realizzare senza morire mentre lo si fa. Servono conoscenze, laboratori ed equipaggiamenti costosi e di cui hanno disponibilità solo grandi paesi o organizzazioni. Allo stesso modo, gli agenti nervini non sono semplicissimi da usare: bisogna essere addestrati per maneggiarli senza provocare danni involontari. Fanno eccezione in questo aspetto proprio i novichoks, che possono essere divisi in due composti inerti che diventano pericolosi solo una volta combinati (e che quindi possono essere trasportati con maggior sicurezza).

Dei novichoks, tuttavia, si sa poco altro. Per molti anni dopo averli scoperti l’Unione Sovietica non rese pubblica la loro esistenza e solo nel 2008 uno scienziato russo che si era trasferito negli Stati Uniti diede qualche indicazione sulla loro composizione. Questa scarsa conoscenza potrebbe anche spiegare come mai il Regno Unito abbia impiegato diversi giorni per identificare con certezza la sostanza usata contro Skripal e come mai, una volta scoperta, abbia incolpato con grande certezza la Russia per il tentato omicidio.

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