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  • venerdì 23 agosto 2013

Cos’è il sarin

È il micidiale gas nervino che si sospetta sia stato usato in Siria: quali paesi ce l'hanno, cosa provoca e la storia dell'attentato di Tokyo nel 1995

Dalle prime notizie del bombardamento di mercoledì del governo siriano su alcuni quartieri orientali di Damasco, la capitale della Siria, e del relativo sospetto uso di armi chimiche, si discute sui media di gas nervino e di sarin. Secondo alcuni esperti i sintomi mostrati dalle persone uccise nell’attacco sono compatibili con l’avvelenamento causato da alcuni gas tossici, anche se c’è chi ha avanzato qualche critica e circola naturalmente scetticismo riguardo la possibilità di accertarlo basandosi solo su foto e video.

L’uso delle armi chimiche è proibito – anche in contesti di guerra – nella stragrande maggioranza delle nazioni, che nel 1993 hanno firmato la Convenzione di Parigi sulla Proibizione delle Armi Chimiche. Quest’ultima prevedeva che entro il 2007 i paesi aderenti alla convenzione distruggessero il proprio arsenale chimico e si impegnassero a smantellarne i centri di produzione: molte nazioni hanno però richiesto una proroga per il completamento dell’operazione – come la Russia e gli Stati Uniti – e allo stato attuale si calcola che sia stato effettivamente distrutto il 78,57 per cento dell’intero arsenale chimico mondiale, pari a circa 55.939 tonnellate di materiale. Le uniche nazioni che non hanno voluto aderire alla Convenzione sono Egitto, Siria, Corea del Nord, Angola e Sud Sudan: potenzialmente tutte queste nazioni potrebbero essere dotate di riserve di gas tossici, come il gas sarin.

Il gas sarin è un particolare tipo di gas nervino (cioè un composto di acido fosforico usato in contesti di guerra), sintetizzato per la prima volta nel 1938 da alcuni scienziati tedeschi mentre stavano cercando di creare un pesticida. Non ha colore, odore o sapore: è molto tossico e a contatto con la pelle, oppure se inalato, causa violenti conati di vomito, fuoriuscita di feci e urina e spasmi muscolari. Basta un’esposizione piccolissima per portare entro un minuto alla morte per soffocamento.

Nel 1939, una volta diffusa la notizia della scoperta, il governo tedesco ne ordinò la produzione in massa in vista di un utilizzo da parte dell’esercito: si stima che in questo modo siano stati prodotti almeno 500 chili di gas sarin, anche se non si è mai saputo per certo e c’è chi fa arrivare la cifra fino a 10 tonnellate. Nel corso del dopoguerra il sarin fu adottato come arma chimica – senza essere mai usato, che risulti – sia dalla NATO che dall’esercito degli Stati Uniti.

Si ha notizia di almeno tre occasioni accertate in cui il gas sarin è stato utilizzato: fu usato nel 1988 dai militari dell’Iraq durante un bombardamento contro la città a maggioranza curda di Halabja (morirono tra le 3200 e le 5000 persone) e due volte dalla setta religiosa giapponese Aum Shinrikyo, a Matsumoto nel 1994 e a Tokyo nel 1995.

L’attentato alla metropolitana di Tokyo
È il caso più famoso di attacco con gas sarin. Il 20 marzo del 1995 alcuni attivisti di Aum Shinrikyo, una setta religiosa che fondeva alcuni elementi di buddhismo e induismo, piazzarono poco prima delle otto del mattino vari sacchetti di plastica in alcune delle stazioni più frequentate di Tokyo: i sacchetti contenevano gas sarin in forma liquida. Nei minuti successivi gli attentatori fecero dei fori sui sacchetti senza farsi notare, usando degli ombrelli con attaccati degli spilli, e il gas cominciò lentamente a diffondersi nell’aria: il sarin allo stato liquido evapora molto in fretta. Tra le 7.50 e le 8.10 furono piazzati tutti i sacchetti e la gente cominciò a mostrare i primi sintomi dell’avvelenamento, fra cui svenimenti, perdita temporanea della vista e irritazione: nel giro di dieci minuti arrivarono i primi soccorsi e le varie stazioni furono evacuate entro le 8.35.

Alla fine della giornata i morti furono 12 e i feriti circa 6000. La polizia giapponese scoprì che gli attentatori facevano parte del movimento Aum Shinrikyo e arrestò Shoko Asahara, leader e fondatore del gruppo, che venne condannato a morte nel 2004 (ma è ancora vivo, poiché negli anni stanno emergendo maggiori dettagli sull’attentato e il caso non è definitivamente chiuso). I motivi dell’attentato non sono ancora stati chiariti, a distanza di molti anni: secondo i suoi avvocati Asahara fu tenuto all’oscuro dell’attacco da alcuni membri del movimento, e negli anni ha sempre tentato di appellarsi contro la sentenza.

foto: le forze speciali giapponesi puliscono i vagoni della metropolitana di Tokyo dopo un attacco con gas sarin. 20 marzo 1995. (AFP/Getty Images)