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  • martedì 6 marzo 2018

È iniziata la riunione annuale dell’Assemblea Nazionale del Popolo cinese

Cioè l’istituzione più simile a un parlamento che esista in Cina e che di fatto ratifica le decisioni già prese dal Partito Comunista

(FRED DUFOUR/AFP/Getty Images)

A Pechino è iniziata la riunione dell’Assemblea Nazionale del Popolo cinese, l’istituzione più simile a un parlamento che esista in Cina. Di fatto l’assemblea, che si riunisce una volta l’anno a marzo, ratifica le decisioni già prese dal Partito Comunista Cinese. Oggi, il primo ministro Li Keqiang ha parlato degli obiettivi dei prossimi cinque anni e ha fatto riferimento, soprattutto, al presidente Xi Jinping, uscito molto rafforzato dal Congresso dello scorso ottobre quando la sua visione politica venne aggiunta nella Costituzione del Partito come “pensiero di Xi Jinping”, una decisione che finora era stata riservata solo a un altro leader del partito, Mao Zedong. Durante l’Assemblea Nazionale Xi Jinping farà molto probabilmente approvare l’abolizione del limite dei due mandati presidenziali per poter governare anche oltre la scadenza. Tra le altre cose, Li Keqiang ha anche annunciato un aumento della spesa militare pari all’8 per cento circa.

In occasione dell’Assemblea arrivano a Pechino da tutta la Cina i rappresentanti delle minoranze etniche che fanno parte della Conferenza politica consultiva del popolo cinese e che si possono riconoscere nelle fotografie dai vestiti caratteristici.

Le riunioni dell’Assemblea Nazionale del Popolo cinese avvengono nella Grande Sala del Popolo di Piazza Tienanmen. Non avviene una vera discussione tra le parti, almeno come la intendiamo nelle democrazie occidentali: è più che altro un’occasione per gli amministratori provinciali e gli altri politici partecipanti di ritrovarsi a Pechino e confrontarsi e mediare diversi aspetti delle politiche già decise dai vertici del Partito comunista.

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