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  • martedì 27 febbraio 2018

L’omicidio del giornalista slovacco Ján Kuciak

È stato ucciso la scorsa settimana insieme alla sua compagna, secondo la polizia per il suo lavoro investigativo

Due poliziotti davanti alla casa in cui il giornalista investigativo slovacco Ján Kuciak e la sua fidanzata Martina Kušnírova sono stati uccisi, a Velka Maca, a est di Bratislava, il 26 febbraio 2018 (VLADIMIR SIMICEK/AFP/Getty Images)

Il 22 febbraio, in Slovacchia, il giornalista di 27 anni Ján Kuciak è stato ucciso insieme alla sua fidanzata: secondo la polizia gli omicidi sono molto probabilmente legati al lavoro investigativo di Kuciak, per il sito di notizie slovacco Aktuality. Se fosse confermato si tratterebbe del primo caso di un giornalista ucciso per il suo lavoro in Slovacchia, e il secondo in poco tempo in un paese dell’Unione Europea, dopo quello di Daphne Caruana Galizia avvenuto a Malta lo scorso ottobre.

Il corpo di Kuciak è stato trovato insieme a quello di Martina Kušnírova, anch’essa 27enne, nella sua casa di Velka Maca, una località dell’ovest della Slovacchia, poco lontana dalla capitale Bratislava. Il giornalista è morto per un colpo d’arma da fuoco al petto, la sua fidanzata alla testa. Kuciak lavorava da tre anni per Aktuality, che appartiene a Ringier Axel Springer, un’azienda di periodici svizzero-tedesca, e si era occupato di casi di corruzione e truffe intorno ai fondi strutturali dell’Unione Europea, quelli pensati per favorire la crescita economica dei paesi membri con economie più deboli e che ad esempio servono per rimborsare l’IVA a chi fa certi investimenti in questi paesi. La polizia sta facendo delle indagini sui temi su cui Kuciak stava lavorando negli ultimi mesi, per capire chi potrebbe averlo ucciso.

Il giornalista investigativo slovacco Ján Kuciak in una foto senza data (Aktuality via AP)

In passato Kuciak si era occupato di casi di evasione fiscale in aziende legate a uomini d’affari slovacchi molto conosciuti, alcuni dei quali in rapporti stretti con il partito di governo, il Partito Socialdemocratico del primo ministro Robert Fico, e con due politici in particolare: il ministro dell’Interno Robert Kalinak e l’ex ministro delle Finanze Ján Pociatek. Gli articoli più recenti di Kuciak invece si erano concentrati sull’imprenditore Marian Kocner e sulle sue aziende; lo scorso anno Kocner era stato accusato di frode ed evasione fiscale, ma poi il caso che lo riguardava era stato archiviato.

Il governo della Slovacchia ha offerto una ricompensa da un milione di euro a chiunque possa fornire informazioni alla polizia sugli omicidi, ma ha ricevuto delle critiche dopo la morte di Kuciak. Infatti lo scorso ottobre il giornalista aveva raccontato su Facebook di aver sporto denuncia contro Kocner, che aveva accusato di averlo minacciato dicendo che avrebbe «raccolto informazioni sporche» su di lui e sulla sua famiglia fino a quando non avesse smesso di scrivere. In quell’occasione, parlando ai giornalisti della questione delle minacce, il ministro Kalinak aveva detto che erano ciò che si ottiene «scavando nel fango». Due politici dell’opposizione hanno chiesto le dimissioni di Kalinak, sostenendo che la polizia non abbia saputo proteggere Kuciak, il quale aveva raccontato che alla sua denuncia non erano seguite indagini. Kocner ha diffuso un comunicato in cui si dice dispiaciuto degli omicidi, ma aggiungendo che le accuse secondo cui avrebbe minacciato Kuciak sono “assurde”.

Su Politico il giornalista investigativo Tom Nicholson, che conosceva e aveva collaborato con Kuciak, ha avanzato l’ipotesi che il suo omicidio sia legato a un’altra indagine, che riguarda il trasferimento fraudolento di fondi europei a cittadini italiani residenti in Slovacchia e con presunti legami con la ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale calabrese. Il caporedattore di Kuciak ad Aktuality aveva detto a Nicholson che Kuciak stava lavorando con alcuni giornalisti investigativi italiani per confermare le identità e le eventuali attività illecite dei cittadini italiani su cui stava indagando in Slovacchia.

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