Alcuni dei molti problemi del voto all’estero, in una sola foto

Un attivista del M5S residente in Germania ha diffuso una foto che conferma i rischi sulla segretezza del voto e il commercio di schede

(ItaliaChiamaItalia.t)

Un attivista del Movimento 5 Stelle residente in Germania ha pubblicato su Facebook una serie di fotografie che mostrano decine di buste elettorali del tipo inviato agli italiani residenti all’estero. Le buste fotografate sono tutte accompagnate da una sorta di “tagliando” del Movimento 5 Stelle, sul quale sembra che siano elencati i nomi dei candidati del Movimento 5 Stelle nella ripartizione Europa. In una di queste foto si vede anche una scheda elettorale estratta dalla sua busta.

Le fotografie postate dall’attivista del Movimento 5 Stelle mostrano 25 buste elettorali, almeno una delle quali è aperta e permette di vedere la scheda piegata. Le foto sono state postate giovedì scorso sulla pagina Facebook di Alessandro Zehentner, candidato con il centrodestra alla Camera nella ripartizione Europa. Zehentner ha raccontato che la scorsa settimana la sua pagina ha ricevuto un insolito numero di commenti aggressivi da parte di attivisti del Movimento 5 Stelle. Gli attacchi sono proseguiti nella sezione “recensioni” della sua pagina, dove Zehentner non poteva rimuoverli né bloccare i loro autori.

A un certo punto tra gli altri commenti ne sono spuntati tre in cui comparivano le immagini delle buste elettorali insieme a commenti sarcastici in cui veniva sottolineato che la parte politica di Zehentner sarebbe stata sconfitta per via del massiccio voto a favore del Movimento 5 Stelle. Zehentner ha detto di non essersi accorto subito delle fotografie ma di essere stato avvertito da Ricky Filosa, coordinatore del MAIE del Nord e Centro America e direttore del sito web Italia chiama Italia, il primo a riportare la notizia delle fotografie. Poco dopo la pubblicazione, tutti i post con le fotografie sono stati cancellati. L’attivista del Movimento 5 Stelle che li aveva postati ha modificato il nome del suo profilo e lo ha reso privato, e al momento è irraggiungibile.

Il senatore Vito Crimi, responsabile degli esteri del Movimento 5 Stelle, ci ha spiegato di aver contattato l’attivista in questione subito dopo aver appreso della pubblicazione delle foto, poiché il caso appariva «grave e inaudito». Secondo Crimi, però, la spiegazione dell’attivista è stata credibile. Le foto sarebbero state scattate la sera di una partita di calcio all’interno di un club di tifosi della Juventus di una città tedesca (nelle fotografie, in effetti, si vedono su uno schermo le immagini della partita Torino-Juventus, che si è giocata lo scorso 18 febbraio).

Secondo il racconto dell’attivista le buste fotografate apparterrebbero al gruppo di tifosi riunito quella sera per vedere la partita che, essendo in gran parte elettori del Movimento 5 Stelle, ne avrebbe approfittato anche per fotografarsi insieme alle loro schede. Non c’è modo di sapere se le cose siano andate veramente così: nessuna delle persone presenti quella sera ha voluto raccontarci di più. Il Movimento 5 Stelle ha spesso denunciato il voto di scambio e le pratiche opache di alcuni candidati nella circoscrizione estero. Lo stesso Crimi ha creato un indirizzo email a cui indirizzare segnalazioni di possibili violazioni.

In passato diversi candidati all’estero sono stati accusati di aver acquistato decine o centinaia di buste con le schede per 5 o 10 euro. La tecnica è stata descritta tra gli altri dal deputato Antonio Razzi, ripreso di nascosto dal programma Le Iene in una puntata andata in onda lo scorso ottobre. Le persone italiane residenti all’estero votano per corrispondenza (qui trovate una spiegazione del meccanismo); ognuna riceve una busta che contiene la scheda elettorale, le informazioni necessarie a votare e una busta precompilata, indirizzata al consolato più vicino, in cui inserire la scheda una volta espresso il proprio voto. L’unico criterio per accedere al voto è la nazionalità, anche nel caso in cui si parli di persone con poca o nessuna conoscenza e frequentazione dell’Italia (perché basta essere figli di italiani per avere la cittadinanza italiana). Con questo sistema – come in tutti i voti per corrispondenza – non c’è modo di assicurarsi al di là di ogni dubbio che chi compila la scheda sia effettivamente la persona che ha diritto di voto. In passato si sono verificati molti casi in cui le schede venivano comprate o rubate, in modo che una sola persona potesse votare più volte senza correre rischi.

Per scoraggiare queste pratiche, la legge impone all’elettore di tutelare la segretezza del proprio voto e di custodire la scheda e la busta indirizzata al consolato fino al momento della spedizione: non è permesso quindi votare in gruppo né tantomeno affidare la propria scheda ad altri. Chi compra o sottrae in altro modo schede per il voto per corrispondenza (per esempio chi riceve a casa le schede per sé e per i suoi parenti e compila anche le schede non indirizzate a lui) rischia da 2 a 12 anni di prigione.

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