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  • mercoledì 21 febbraio 2018

«L’ebook è un prodotto stupido»

Lo ha detto – argomentando – il capo di uno dei più grandi gruppi editoriali del mondo

(Stephen Brashear/Getty Images)

In un’intervista con il sito di notizie indiano Scroll, Arnaud Nourry, amministratore delegato di Hachette Livre, che è uno dei gruppi editoriali più grandi del mondo, ha detto che «l’ebook è un prodotto stupido». Harsimran Gill, l’intervistatore, gli aveva chiesto: «Gli ebook sono entrati nel mercato con il Kindle poco più di dieci anni fa. Lei ha parlato di un piccolo declino: pensa che il mercato si sia saturato? Ci sono formati diversi dagli ebook che gli editori dovrebbero sperimentare?». Al che Nourry ha risposto:

«Ci sono due diverse geografie da tenere in considerazione per parlare di questa cosa. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito il mercato degli ebook è il 20 per cento del mercato editoriale complessivo, mentre altrove è pari al 5-7 per cento perché negli altri paesi i prezzi non sono mai scesi abbastanza da rendere competitivi gli ebook. Penso che la stabilizzazione, o meglio il leggero declino che si è visto negli Stati Uniti e nel Regno Unito non si invertirà. È il limite del formato ebook. L’ebook è un prodotto stupido. È uguale al libro di carta, solo che è elettronico. Non c’è creatività, miglioramento, vera esperienza digitale. (…) Noi editori abbiamo provato a migliorare o arricchire gli ebook, ma non ha funzionato. Abbiamo provato app e siti: i successi sono stati uno o due su centinaia di fallimenti».

Nel seguito della risposta Nourry ha detto dove secondo lui dovrebbe spostarsi l’attenzione delle grandi case editrici:

«Sono convinto che ci sia qualcosa che possiamo inventare usando i nostri contenuti e il digitale che vada oltre gli ebook, ma sono giunto alla conclusione che non abbiamo le capacità e i talenti necessari per questo nelle nostre aziende perché gli editori e gli editor sono abituati a prendere un manoscritto e metterlo su una pagina. Non conoscono a pieno il potenziale del 3D e del digitale. Per questo negli ultimi due anni abbiamo comprato tre società produttrici di videogiochi, per attrarre talenti di industrie diverse e vedere come possiamo arricchirci gli uni gli altri e andare oltre l’ebook. Dobbiamo offrire esperienze diverse ai nostri clienti».

In Italia nel 2016 il mercato degli ebook è cresciuto meno del previsto, arrivando a essere pari al 5 per cento del mercato totale dei libri.

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