Nikolas Cruz, l'autore della sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, ripreso durante un'udienza alla Broward County Courthouse il 15 febbraio 2018, a Fort Lauderdale (Susan Stocker - Pool/Getty Images)
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  • sabato 17 Febbraio 2018

L’FBI aveva ricevuto una segnalazione sull’autore della strage in Florida

A gennaio fu informata che Nikolas Cruz possedeva un fucile e diceva di voler sparare in una scuola, ma l'agenzia non seguì il protocollo previsto

Nikolas Cruz, l'autore della sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, ripreso durante un'udienza alla Broward County Courthouse il 15 febbraio 2018, a Fort Lauderdale (Susan Stocker - Pool/Getty Images)

Lo scorso 5 gennaio l’FBI, l’agenzia investigativa della polizia federale statunitense, aveva ricevuto una segnalazione su Nikolas Cruz, il 19enne autore della strage alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, in cui sono state uccise 17 persone. Qualcuno che conosceva Cruz aveva informato l’FBI che Cruz possedeva un fucile e diceva di voler fare una strage in una scuola, ma l’informazione non era stata passata all’ufficio di Miami, come prevede il protocollo. Un’altra segnalazione riguardo a dei commenti scritti online da Cruz era stata fatta quattro mesi prima.

L’FBI ha ammesso di aver commesso un errore. Il direttore dell’agenzia Christopher Wray ha anche detto: «Abbiamo parlato con le famiglie delle vittime, e ci dispiace molto per il dolore aggiuntivo che questa negligenza sta causando a tutte le persone colpite da questa tremenda tragedia». Il governatore della Florida Rick Scott, Repubblicano, ha chiesto le dimissioni di Wray, che ha sostituito lo scorso giugno James Comey, sostenendo che il fatto che non ci siano state indagini a partire dalla segnalazione sia «inaccettabile». Il senatore della Florida Marco Rubio, anche lui Repubblicano, ha chiesto al Congresso di avviare un’indagine sulla questione.

Wray ha detto di essere deciso a scoprire perché non ci siano state indagini sulla segnalazione e di voler rivedere la procedura con cui l’FBI risponde alle segnalazioni di questo tipo, per capire perché nel caso di Cruz non abbia funzionato. Non è la prima volta che l’FBI riceve delle critiche per non aver evitato una strage pur avendone avuto delle avvisaglie: l’autore della sparatoria del 2009 a Fort Hood, in Texas, era noto all’agenzia, che aveva ricevuto delle informazioni anche su uno dei due fratelli autori dell’attentato alla maratona di Boston del 2013, e aveva investigato per mesi su Omar Mateen, l’autore della strage di Orlando del 2016. Riguardo a Cruz, l’FBI non era l’unico organo di polizia che aveva ricevuto segnalazioni: l’ufficio dello sceriffo della Broward County Scott Israel aveva ricevuto circa 20 telefonate di segnalazioni negli ultimi anni.

L’ammissione di negligenza dell’FBI ha esposto l’agenzia a una serie di attacchi da parte di politici Repubblicani, compreso il procuratore generale Jeff Sessions, che ha accusato l’FBI di essere troppo impegnata nell’indagine sui rapporti tra i collaboratori del presidente Donald Trump e la Russia per occuparsi di altre cose importanti.

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