Cosa dicono i sondaggi politici

Oggi è l'ultimo giorno in cui si possono pubblicare: il centrodestra è vicino al 40 per cento, il centrosinistra è sotto il 30, il Movimento 5 Stelle è in mezzo

(ANSA)

Oggi è l’ultimo giorno in cui si possono pubblicare e diffondere i risultati dei sondaggi politici in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo: dalla mezzanotte di oggi la loro diffusione sarà vietata per via di una delle norme più discusse e criticate di una legge molto discussa e criticata, quella sulla “par condicio”. Per questo oggi quasi tutte le società di rilevazioni statistiche hanno pubblicato le loro stime sui principali quotidiani e siti di informazione. I sondaggi naturalmente continueranno a essere fatti fino al giorno delle elezioni, solo non potranno essere diffusi: e quindi in conseguenza della legge rivedremo presto anche i soliti articoli con i dati dei sondaggi mascherati.

Comunque: secondo gli ultimi sondaggi pubblicabili la situazione dei partiti è rimasta simile nel corso delle ultime settimane. A oggi, nessuna coalizione o lista dovrebbe riuscire a raggiungere una chiara maggioranza dei seggi in Parlamento.

– Come funzionano i sondaggi politici?

Più nel dettaglio, se si votasse oggi la coalizione di centrodestra – composta da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia – dovrebbe raccogliere il maggior numero di voti, arrivando poco sotto il 40 per cento. Il Movimento 5 Stelle è dato a poco meno del 30 per cento, poco più del risultato attribuito all’intera coalizione di centrosinistra, composta invece da Partito Democratico, +Europa, Civica Popolare e Insieme (il PD da solo, invece, è dato da quasi tutte le società sotto il 25 per cento). Infine, Liberi e Uguali dovrebbe superare la soglia di sbarramento del 3 per cento e arrivare intorno al 5 per cento. Di nuovo, questa è la situazione se si votasse oggi: se i risultati del 4 marzo dovessero essere diversi potrebbero aver sbagliato questi sondaggi ma potrebbero anche semplicemente essere cambiate le cose, visto che mancano ancora due settimane e ci sono moltissimi elettori indecisi.

Secondo l’Istituto Piepoli, che ha pubblicato i suoi risultati sulla Stampa, le intenzioni di voto degli italiani non sono cambiate molto nel corso degli ultimi due mesi. Il PD ha continuato a perdere consensi, Forza Italia è cresciuta poco ma abbastanza da superare la Lega Nord, il Movimento 5 Stelle è rimasto stabile. I risultati dell’ultimo sondaggio, che ha un margine di errore di circa il 3 per cento, mostrano la coalizione di centrodestra al 37 per cento, quella di centrosinistra al 29,3 per cento (con il PD al 24,5 per cento) e il Movimento 5 Stelle al 27 per cento.

Demos, che ha pubblicato il suo sondaggio su Repubblica, assegna al centrodestra circa il 35 per cento, al Movimento 5 Stelle il 27,8 per cento, al centrosinistra il 25 per cento circa, con il PD al 22 per cento e +Europa sopra la soglia di sbarramento con il 3,5 per cento. Secondo IPSOS, l’unica grande società multinazionale che effettua regolarmente sondaggi politici in Italia, il centrodestra è al 35,6 per cento, il Movimento 5 Stelle al 28,6 per cento e la coalizione di centrosinistra al 27,9 per cento (con il PD al 22,6 per cento e +Europa oltre la soglia di sbarramento al 3,1 per cento).

Sul Sole 24 Ore sono stati pubblicati i dati del sondaggio realizzato dal Centro Italiano Studi Elettorali dell’università LUISS, che mostrano il Movimento 5 Stelle a poco meno del 30 per cento e con il centrodestra sopra il 35 (Lega e Forza Italia sarebbero entrambe al 15 per cento in questa stima). Infine, sul Messaggero sono stati pubblicati i dati di SWG, che mostrano il Movimento 5 Stelle tra il 27 e il 29 per cento e due punti percentuali di differenza tra Lega e Forza Italia a vantaggio di quest’ultima, col centrodestra tra il 34 e il 36 per cento.

I sondaggi pubblicati oggi sembrano fornire un quadro sostanzialmente simile a quello della supermedia di YouTrend, realizzata facendo la media tra i principali sondaggi pubblicati fino al 15 febbraio, cioè fino a ieri. La supermedia assegna oggi al centrodestra il 36,8 per cento, al Movimento 5 Stelle il 28,1 e al centrosinistra il 27,4 per cento; Liberi e Uguali sarebbe al 5,7 per cento. Nessun sondaggio mostra un calo del Movimento in seguito agli scandali delle ultime settimane, ma a questo bisogna aggiungere che il partito fondato da Beppe Grillo non vede nemmeno migliorare i suoi consensi oramai da mesi.

Con questi risultati sembra molto complicato che un’unica alleanza – tra quelle che si candidano alle elezioni – possa riuscire a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Secondo i calcoli degli esperti di questo sistema elettorale, con circa il 40 per cento dei consensi è possibile raggiungere la maggioranza assoluta, ma serve ottenere un risultato particolarmente buono nei collegi uninominali, dove lo spostamento anche di pochi voti può determinare grossi cambiamenti (qui c’è una spiegazione di tutto ciò che c’è da sapere sulla legge elettorale, il Rosatellum). Nessuna forza politica è stimata sopra il 40 per cento e anche il centrodestra è dato da quasi tutti a un paio di punti dalla soglia in cui raggiungere la maggioranza diventa possibile. Molte cose però possono ancora cambiare: ci sono due settimane di campagna elettorale e il 20-30 per cento degli elettori ha dichiarato di essere ancora indeciso su come votare.

Nel caso da qui al 4 marzo non ci fossero grossi cambiamenti rispetto a quanto stimato dai sondaggisti, l’esito più probabile del voto è un Parlamento diviso in tre blocchi. A quel punto l’unica possibilità per formare una maggioranza sarebbe una coalizione larghissima, che dovrebbe comprendere non solo tutto il centrosinistra e Forza Italia, ma anche numerosi parlamentari provenienti da altre forze politiche. Un altro scenario possibile di maggioranze alternative a quelle odierne – un’alleanza “sovranista” tra Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Lega – al momento sembra improbabile, ma non si può escludere.

Mostra commenti ( )