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  • giovedì 8 febbraio 2018

Il futuro della Corsica

Che cosa ha fatto e detto Emmanuel Macron durante la sua prima visita ufficiale nell'isola dove alle ultime elezioni hanno vinto gli autonomisti

(PASCAL POCHARD CASABIANCA/AFP/Getty Images)

Martedì 6 febbraio Emmanuel Macron è stato per la prima volta in visita ufficiale in Corsica, dopo essere stato eletto presidente della Francia. In Corsica le elezioni anticipate dello scorso dicembre erano state vinte con ampio margine dalla coalizione autonomista e indipendentista “Pe’ a Corsica” e i due leader del movimento, Gilles Simeoni e Jean-Guy Talamoni, erano stati eletti presidente del Consiglio esecutivo dell’isola e presidente dell’Assemblea di Corsica.

Durante il suo primo giorno giorno di visita, Macron ha inaugurato una targa in onore del prefetto Claude Erignac che il 6 febbraio del 1998 venne assassinato ad Ajaccio da un commando indipendentista. Alla cerimonia in prima fila c’era Gilles Simeoni, che è anche figlio di uno dei “padri” del nazionalismo corso e che divenne famoso innanzitutto come avvocato per aver difeso in tribunale l’indipendentista corso militante Yvan Colonna, condannato all’ergastolo perché accusato di essere l’autore dell’omicidio del prefetto. Ieri, infine, Macron ha fatto un lungo discorso a Bastia. Ha parlato di identità locale e bilinguismo, di tasse e patrimonio naturale e ha respinto con decisione diverse richieste dei nazionalisti dimostrando qualche generica apertura solamente su una loro rivendicazione.

La cerimonia per Claude Erignac
Alla cerimonia in onore di Erignac era presente la vedova del prefetto: «Questo luogo che stiamo inaugurando oggi è un luogo di pace e di fraternità», ha detto. Il presidente Macron ha parlato dopo di lei e ha inaugurato la targa di quella che si chiamerà “Place Claude Erignac” e che si trova ai piedi di un ulivo e davanti all’edificio in cui il prefetto venne colpito. Se lo Stato ieri ha reso omaggio a quell’uomo, nessuna strada in tutta la Corsica, nota Le Monde, porta però il suo nome. Nel suo discorso Macron ha usato parole molto dure: «Quello che è successo qui vent’anni fa non è giustificabile, non può essere spiegato. Un’infamia che disonorerà per sempre i suoi autori».

Emmanuel Macron durante la cerimonia in onore di Claude Erignac, Ajaccio, 6 febbraio 2018 (LUDOVIC MARIN/AFP/Getty Images)

Macron ha poi promesso di «pianificare un futuro per la Corsica senza scendere a compromessi con le richieste che la farebbero uscire dal grembo repubblicano» e ha condannato la violenza dicendo che «chi se ne rende colpevole verrà perseguito, senza amnistie (…) Uniti siamo più forti che divisi». Il presidente ha infine fatto riferimento all’indipendenza citando i movimenti di resistenza della seconda guerra mondiale: «In Corsica si è combattuto per un’indipendenza, è vero: quella della Francia, perché restasse tra i paesi liberi».

La fermezza delle dichiarazioni di Macron è stata ben accolta da coloro che sono preoccupati dalla vittoria alle elezioni di “Pe’ a Corsica”, la coalizione che ha fatto campagna elettorale chiedendo non l’indipendenza ma innanzitutto una maggiore autonomia. Le richieste che i nazionalisti stanno cercando di negoziare con il governo francese dopo la vittoria sono sostanzialmente tre: l’amnistia per i «prigionieri politici», l’ufficialità della lingua corsa e il riconoscimento dello statuto di residenti corsi per opporsi alla compravendita di terreni sull’isola ed evitare speculazioni immobiliari (la richiesta prevede la possibilità di comprare beni immobiliari solo a chi vive nell’isola da cinque anni e di concedere soltanto a loro gli eventuali sgravi fiscali). I nazionalisti chiedono inoltre che la Corsica venga menzionata esplicitamente nell’articolo 74 della Costituzione che ha a che fare con le collettività d’oltremare, quei territori che un tempo facevano parte dell’impero coloniale francese e che oggi sono soggetti a regimi amministrativi e giuridici specifici e molto diversi tra loro. Il riconoscimento della Corsica come collettività d’oltremare potrebbe garantire una maggiore autonomia in materia di gestione dei terreni, sulla fiscalità e sulla lingua.

Dopo la cerimonia Macron è stato avvicinato dalla moglie di Yvan Colonna, l’uomo condannato all’ergastolo per l’assassinio del prefetto Claude Erignac e che attualmente è detenuto nel carcere di Arles: la donna ha detto a Macron che il figlio di sei anni non vede il padre da un anno e mezzo e il presidente le ha risposto: «Il fatto che le persone detenute nel nostro paese possano vedere le loro famiglie fa parte delle cose che vogliamo assicurare».

Il discorso di Macron
Nel suo secondo giorno di visita in Corsica, a Bastia, Macron ha parlato in modo esplicito delle richieste dei nazionalisti. Si è detto «favorevole» al fatto che la Corsica venga menzionata nella Costituzione: ha invitato ad avviare una discussione nei prossimi mesi, ma non ha parlato di un articolo in particolare della Costituzione. Finora le posizioni del governo sembrano orientate non a una modifica dell’articolo 74, ma a un rafforzamento dell’articolo 72, quello che si occupa delle collettività territoriali della Repubblica francese e che stabilisce che ci possano essere delle deroghe dal diritto comune solo «a titolo sperimentale e per un oggetto e per una durata limitata».

Macron ha poi respinto l’idea dell’attuazione di uno statuto di residenti in Corsica dicendo che non è «la risposta giusta» ai problemi immobiliari dell’isola: «Oggi, quando i prezzi salgono e la terra viene venduta, raramente sono le persone non corse a trarne beneficio». Macron si è dunque impegnato a «promuovere la costruzione di alloggi» e a «semplificare le regole della pianificazione urbana». Sulle tasse ha spiegato che può essere lasciata la libertà di stabilire nuove tasse locali, ma che non è pensabile che il prodotto delle tasse imposte in Corsica rimanga in Corsica, senza poi garantire la stessa cosa ad altre regioni».

Il presidente si è espresso anche contro la “co-ufficialità” della lingua corsa affermando che «nella Repubblica francese esiste una sola lingua ufficiale: il francese». E ha annunciato la «tolleranza zero» verso ogni forma di delinquenza e criminalità organizzata. Emmanuel Macron si è infine impegnato a garantire sull’isola la copertura totale dei telefoni cellulari entro il 2020. Se necessario «ci saranno sanzioni per gli operatori» che non rispetteranno il piano già approvato. Nel suo discorso a Bastia Macron non è tornato sulla questione dell’amnistia (che aveva però escluso il giorno prima ad Ajaccio) né su quella dell’avvicinamento dei “prigionieri politici” alle loro famiglie.

I nazionalisti corsi hanno descritto la visita di Macron come «un’opportunità mancata» e hanno dichiarato che il discorso del presidente è stato «molto al di sotto delle aspettative e dei problemi». Jean-Guy Talamoni ha parlato di una «triste serata per la Corsica», ha detto di essere «sconcertato dal livello delle risposte che vengono date» e ha detto che loro, forti del sostegno dei corsi, resteranno comunque sereni e fermi nelle loro richieste. Simeoni ha infine commentato la dichiarazione fatta ieri da Macron in onore del prefetto Claude Erignac, vent’anni dopo il suo assassinio: «Quel discorso non è stato solo simbolico o commemorativo, ma fondamentalmente politico (…) con la scelta di parole volutamente offensive». Lo ha anche definito un «discorso della vendetta».

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