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  • Mercoledì 31 gennaio 2018

Continuiamo a volere troppi avocado

Da anni sono sempre più diffusi nei ristoranti di mezzo mondo, ma la produzione globale non sta al passo e i prezzi sono sempre più alti

(RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)
(RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)

Sono ormai alcuni anni che la moda degli avocado si è diffusa in Occidente, prima negli Stati Uniti e poi in Europa. Nei menu dei bar e nei ristoranti delle città statunitensi ed europee sono comparsi avocado toast e piatti con il guacamole (una salsa a base di avocado), e hanno aperto i primi ristoranti di poke, un piatto hawaiiano a base di riso, pesce crudo e avocado, che è stata una delle principali mode alimentari degli ultimi due anni. Negli Stati Uniti, tra il 1989 e il 2016 il consumo annuo pro capite di avocado è passato da 0,5 a 3,5 chili.

Ma alcune circostanze hanno reso ancora più complicato per la produzione mondiale di avocado soddisfare questo grande aumento della domanda, con il risultato che i prezzi sono aumentati di molto. Nel settembre del 2017 il prezzo di una cassetta da 48 avocado è salito a 83,75 dollari, dice la American Restaurant Association, rispetto ai 34,45 dollari del settembre precedente. Questo ha avuto delle conseguenze sul settore della ristorazione: la catena di fast food di cucina messicana Chipotle, che basa molti piatti sul guacamole, ha concluso il 2017 con risultati sotto le aspettative, e ha attribuito in parte il problema ai «record storici del prezzo degli avocado».

Il problema non è però soltanto che agli abitanti delle grandi città statunitensi e europee piacciono troppo gli avocado, ma anche che ci sono stati un alto numero di incendi, siccità e condizioni meteo avverse nelle piantagioni in California, Messico e Cile. Qualcuno ha definito queste cause concomitanti “una tempesta perfetta”: nel 2017, la produzione di avocado in California è scesa del 44 per cento, in Messico del 20 per cento, anche per via di alcuni scioperi dei lavoratori.

Dal 75 all’80 per cento degli avocado consumati negli Stati Uniti arriva proprio dal Messico: per via della grande dipendenza nelle importazioni, in molti sono preoccupati che i prezzi degli avocado possano aumentare ulteriormente se il presidente Donald Trump deciderà di rinegoziare o uscire dal NAFTA, l’accordo commerciale che garantisce il libero scambio in Nord America.

La domanda di avocado però non è aumentata solo in Occidente, ma anche in diversi paesi asiatici, e in particolare in Cina, che ha stretto degli accordi commerciali con Cile e Perù, garantendo delle agevolazioni sulle importazioni. Le esportazioni del Perù in Cina, per quanto più piccole di quelle del Cile e del Messico, sono aumentate del 3.700 per cento nel 2016. Canada e Giappone hanno aumentato la domanda per un totale del 32 per cento tra il 2014 e il 2016.

Gli avocado sono arrivati a valere così tanto che in alcuni paesi in cui vengono coltivati c’è un serio problema di furti del raccolto. Tipo in Nuova Zelanda, dove è nato un notevole traffico illegale, portato avanti da bande organizzate che li rivendono al pubblico nelle bancarelle sulle strade oppure direttamente a ristoranti e locali. Ma a volte i problemi con la criminalità non riguardano direttamente il raccolto: in Messico ci sono piantagioni che hanno dovuto assumere vigilantes privati per proteggersi dalle violenze dei cartelli della droga.

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