Da dove arriva l’espressione “la notte dei lunghi coltelli”

La stanno usando molti giornali per descrivere l'agitata sessione notturna del PD: ha un'origine piuttosto cruenta

Questa notte il Partito Democratico ha approvato i nomi delle persone che candiderà alle elezioni politiche il prossimo 4 marzo. La riunione era inizialmente programmata alle 10.30 di venerdì mattina nella sede romana del partito ma è stata rinviata più volte per le tensioni sulla lista finale ed è finita attorno alle quattro di notte. Si è parlato di disaccordi e tensioni, e per questo motivo molti quotidiani oggi hanno definito la seduta notturna del PD come “la notte dei lunghi coltelli”, anche se l’espressione ha un’origine piuttosto cruenta.

Con “la notte dei lunghi coltelli” si intende di solito il nome che venne dato alla notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934, in cui il capo del Partito Nazionalsocialista Tedesco Adolf Hitler iniziò a sbarazzarsi dei suoi avversari politici, sia interni al partito sia all’esterno, in varie città della Germania fra cui Monaco e Berlino. In quella notte le Schutzstaffel di Heinrich Himmler, l’organizzazione paramilitare del Partito Nazionalsocialista Tedesco nota come SS, fecero irruzione in un albergo nella località termale di Bad Wiessee, in Baviera, dove era in corso un raduno delle Sturmabteilung — le SA — il primo e più vecchio gruppo paramilitare del Partito Nazionalsocialista. Le persone presenti a quella riunione, quasi un centinaio, vennero imprigionate e uccise. In quella data, e per i giorni immediatamente successivi, si stima che Hitler uccise e imprigionò più di mille avversari politici.

La vera origine dell’espressione “la notte dei lunghi coltelli” deriva tuttavia da un antico episodio della storia medioevale germanica: il massacro dei celti compiuto nel Quinto secolo da mercenari sassoni in quella che sarebbe dovuta essere la conferenza di pace di Salisbury Plain, nell’Inghilterra centrale.