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  • lunedì 15 gennaio 2018

Le proteste in Sudafrica contro H&M, accusata di razzismo

Diversi negozi sono stati devastati e chiusi dopo la pubblicazione della foto di un bambino nero con una felpa con scritto "la scimmia più carina della giungla"

Un negozio di H&M in un centro commerciale a Sandton City danneggiato dalle proteste, 13 gennaio 2018 (WIKUS DE WET/AFP/Getty Images)

L’azienda svedese di abbigliamento H&M ha chiuso momentaneamente alcuni negozi in Sudafrica, devastati da alcuni manifestanti nel weekend dopo una settimana di polemiche e proteste. H&M era stata accusata di razzismo per aver pubblicato sul suo negozio online la foto di un bambino nero con una felpa con su scritto “coolest monkey in the jungle”, “la scimmia più carina della giungla”; altre due felpe a tema giungla ma senza riferimenti alle scimmie erano indossati da bambini bianchi.

La pubblicità rimossa dal sito di H&M

Lunedì e poi di nuovo martedì scorso H&M si era scusata per l’immagine, l’aveva rimossa dal sito e aveva ritirato la felpa dai negozi. Nel frattempo il cantante The Weeknd e il rapper G-Eazy hanno detto che non collaboreranno più con H&M, mentre la madre del modello, Terry Mango, ha definito le polemiche inutili: quello era solo uno tra i tantissimi vestiti indossati da suo figlio per le pubblicità.

In Sudafrica però le polemiche si sono tradotte in manifestazioni organizzate sabato dal partito di opposizione, i Combattenti della Libertà Economica, davanti a molti negozi di H&M a Città del Capo, Pretoria, Johannesburg e altre città, con decine di persone che rovesciavano manichini e vestiti. Il leader del partito Julius Malema – già agguerrito e populista leader del movimento giovanile del partito di governo sudafricano – ha detto: «Non ci scusiamo per quello che i combattenti hanno fatto oggi contro il negozio chiamato H&M» e ha aggiunto che prendere di mira i negozi è stato «solo l’inizio: bisogna occuparsi di qualsiasi negozio che offenda i neri, dev’essere chiuso».

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