Le Olimpiadi invernali di una volta

Grandi fotografie di maschere, tute improbabili e un sacco di bianco, dalle prime di Chamonix fino alle ultime di Sochi

Il saltatore norvegese Stein Gruben si prepara a percorrere un tratto di discesa con la torcia olimpica nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Lillehammer (Bob Martin/ALLSPORT)

Le Olimpiadi di Pyeongchang — che iniziano fra meno di un mese — saranno i ventitreesimi Giochi olimpici invernali, la cui prima edizione si tenne nel 1924 a Chamonix, città francese ai piedi del Monte Bianco. Se si contano anche i Giochi estivi, saranno inoltre i secondi organizzati dalla Corea del Sud dopo Seul 1988 e i quinti ospitati da un paese asiatico dopo le edizioni di Sapporo e Nagano (Giappone) Seul e Pechino (Cina). Nella lunga storia delle Olimpiadi moderne, ciascuna edizione dei Giochi ha portato con sé momenti storici, novità e cambiamenti, nelle regole, nelle discipline e nell’organizzazione.

Quest’anno, per dirne una, le Olimpiadi permetteranno a una delegazione di atleti nordcoreani di attraversare la zona demilitarizzata che divide i due paesi dal 1953, e forse vedremo anche nordcoreani e sudcoreani sfilare assieme nella cerimonia inaugurale. Nelle gare, invece, uomini e donne gareggeranno insieme in alcuni eventi di sci alpino e nel curling. Le discipline a cui gli atleti parteciperanno saranno quindici in tutto: nel 1924 furono sei e solamente nel 1992 arrivarono ad essere dieci, per poi aumentare rapidamente negli ultimi anni. Nel corso delle varie edizioni, le gare olimpiche sono cambiate moltissimo, più di quelle dei Giochi estivi, per via della necessità di attrezzature ed equipaggiamenti, senza i quali non sarebbe possibile. Se si dà un occhio alle foto delle edizioni passate, queste differenze sono evidenti.

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