Il portiere del Pordenone Simone Perilli (ANSA / MATTEO BAZZI)
  • Sport
  • mercoledì 13 dicembre 2017

Il Pordenone ha quasi eliminato l’Inter dalla Coppa Italia

E per una squadra di Serie C è una cosa notevole: la partita è finita ai rigori

Il portiere del Pordenone Simone Perilli (ANSA / MATTEO BAZZI)

Il Pordenone – una squadra di Serie C – è quasi riuscito ad eliminare l’Inter agli ottavi di finale di Coppa Italia, perdendo solo dopo i calci di rigore in una partita giocata ieri sera allo stadio San Siro di Milano e finita 5-4.

Alcuni dei molti tifosi del Pordenone arrivati ieri a Milano per la partita (ANSA / MATTEO BAZZI)

Il Pordenone gioca nel girone B della Serie C (cioè la vecchia Lega Pro, cioè la vecchia Serie C) ed è la miglior categoria a cui abbia mai partecipato nonostante la scorsa estate fosse arrivato vicino alla promozione in Serie B. In Coppa Italia aveva sorpreso molti, arrivando fino agli ottavi di finale dopo aver eliminato il Venezia, che gioca in Serie B, e poi il Cagliari, che gioca in Serie A. Anche contro l’Inter, che in questo momento è prima in classifica in Serie A, il Pordenone ha fatto un’ottima partita, giocando in modo compatto per 120 minuti, difendendosi bene e creando anche diverse occasioni da gol. L’Inter, pur avendo dominato nel possesso di palla e avendo attaccato per quasi tutta la partita, non è riuscita a segnare e negli ultimi minuti ha provato invano a raddrizzare la situazione mettendo in campo alcuni dei suoi giocatori più forti, lasciati inizialmente in panchina in favore di altri che avevano fino a oggi giocato meno. I tempi regolamentari e i supplementari sono finiti 0-0.

Arrivare ai rigori contro un avversario molto più debole per l’Inter è stato motivo di un certo imbarazzo e anche un notevole rischio: perché ai rigori la qualità dei singoli giocatori è meno importante e il Pordenone avrebbe davvero potuto vincere. Lo stesso allenatore dell’Inter Luciano Spalletti, dopo la partita, ha detto che uno dei suoi giocatori aveva chiesto di non calciare il suo rigore cedendo il posto a un compagno e ha spiegato la cosa parlando della paura dei calciatori di commettere un errore contro una squadra molto più debole. Sbagliare un rigore in una finale di Champions League, paradossalmente, può far meno paura di sbagliarne uno contro il Pordenone.

Giocatori del Pordenone abbracciati durante i calci di rigore (ANSA / MATTEO BAZZI)

Anche i rigori sono stati molto combattuti. L’errore iniziale per il Pordenone di Gianvito Misuraca è stato pareggiato poco dopo da un altro errore del difensore dell’Inter Milan Škriniar, e dopo il tiro fuori di Luca Lulli c’è stata una grande parata del portiere del Pordenone Simone Perilli sul rigore tirato da Roberto Gagliardini. Dopo i gol di Stefani, Icardi, Ciurria e Vecino, si è arrivati agli ultimi decisivi rigori: Giulio Parodi del Pordenone ha sbagliato e il giapponese Yuto Nagatomo ha segnato il gol decisivo per l’Inter, che ha passato il turno.

Il difensore dell’Inter Yuto Nagatomo festeggia il gol decisivo nella partita (ANSA / MATTEO BAZZI)

Dopo la partita i calciatori del Pordenone hanno insistito per scambiarsi le maglie con i loro più famosi colleghi dell’Inter e hanno ricevuto complimenti e pacche sulle spalle un po’ da tutti, sia giornalisti che altri calciatori. Su Twitter, dove il Pordenone si era fatto notare prima della partita per una serie di post molto divertenti, la sconfitta contro l’Inter è stata commentata così:

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.