Marco Alpozzi/LaPresse
  • Italia
  • martedì 21 Novembre 2017

Cose da sapere sullo sciopero dei taxi di oggi, martedì 21 novembre

Fino a quando durerà e le altre informazioni utili

Marco Alpozzi/LaPresse

Fino alle 22 il servizio dei taxi è sospeso in tutta Italia, per via di uno sciopero dei tassisti iniziato alle 8 di stamattina . Lo sciopero dei taxi è stato proclamato dai sindacati di categoria, tra cui Unica-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl-Taxi, Federtaxi-Cisal, Usb-Taxi. Lo sciopero è organizzato per protestare contro quella che secondo i tassisti è una deregolamentazione, da parte del governo, del trasporto pubblico non di linea a vantaggio dei servizi concorrenti come Uber. Potete leggere per esteso le ragioni delle associazioni di categoria sul sito dell’Unione di rappresentanza italiana dei tassisti.

Il servizio Taxi, in assenza di regole certe che dovrebbero essere ripristinate dal decreto attuativo, subisce giornalmente l’assalto di soggetti che utilizzano impropriamente i titoli autorizzativi, nonché attacchi da parte di soggetti strutturati e supportati da multinazionali che invadono il mercato disconoscendo le regole più elementari del trasporto pubblico non di linea, producendo gravi scompensi nel servizio e verso l’utenza con vere e proprie operazioni di dumping. […] La Categoria non è più disposta a operare in contesto senza regole o peggio con regole solo per alcuni; rivendichiamo una stringente regolamentazione per chiunque operi nel settore del trasporto persone non di linea.

Nel febbraio del 2017, i tassisti avevano protestato per giorni nelle principali città italiane contro un emendamento al cosiddetto decreto “milleproroghe”. La norma serviva a rimandare di un anno l’obbligo per il ministero dei Trasporti di approvare un regolamento sul trasporto abusivo di passeggeri, un tema che i tassisti speravano di utilizzare per ridurre o eliminare la concorrenza di servizi come Uber. Dopo le proteste, i rappresentanti dei tassisti avevano incontrato il governo per concordare l’emissione entro trenta giorni di un decreto attuativo, che avrebbe dovuto regolamentare definitivamente il servizio dei taxi in Italia. Il decreto, però, è stato presentato con molto ritardo, e non è stato ritenuto sufficiente dai tassisti.