Una visione generale di quello che resta dopo l'esplosione dell'autobomba avvenuta ieri nel centro di Mogadiscio (MOHAMED ABDIWAHAB/AFP/Getty Images)
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  • domenica 15 ottobre 2017

Ci sono almeno 189 morti a Mogadiscio

Ieri ci sono state due esplosioni, la più potente delle quali causata da un'autobomba: non è ancora arrivata alcuna rivendicazione

Una visione generale di quello che resta dopo l'esplosione dell'autobomba avvenuta ieri nel centro di Mogadiscio (MOHAMED ABDIWAHAB/AFP/Getty Images)

Ieri almeno 189 persone sono morte a causa di due esplosioni a Mogadiscio, la capitale della Somalia: lo ha scritto Associated Press, citando fonti mediche e di polizia. I feriti sono almeno 200. Ci sono state due esplosioni: la più potente è avvenuta tramite un’autobomba nel quartiere Hodan, molto trafficato e pieno di hotel, ristoranti, negozi e uffici governativi. Non c’è ancora stata nessuna rivendicazione, ma si potrebbe trattare di un attentato del gruppo islamista al Shabaab, alleato di al Qaida, per mettere in difficoltà il governo sostenuto dall’ONU.  Associated Press ha scritto che è l’attentato che ha fatto più morti nella storia della Somalia.

Al Shabaab, che in arabo significa “la gioventù”, si è sviluppato dall’Unione delle Corti Islamiche, una rete di gruppi islamici che all’inizio del 2006 prese il controllo di Mogadiscio. È un gruppo estremista che raggiunse la sua massima espansione qualche anno fa, ma che negli ultimi mesi ha intensificato molto i suoi attacchi nel centro-sud del paese. Dal 2007 al 2011 arrivò a controllare Mogadiscio e diverse città della Somalia. Nel 2014 aveva subito diverse sconfitte dopo una più intensa offensiva militare delle forze dell’Unione Africana, e sembrava che la sua minaccia si fosse ridotta. Dopo l’attacco, il presidente somalo Mohamed Abdullahi Farmaajo ha indetto tre giorni di lutto nazionale.

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