La foto di una simulazione effettuata dalla polizia (LaPresse - Claudio Furlan)
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  • giovedì 17 Agosto 2017

C’è un secondo arresto per il rapimento della modella a Milano

Il fratello dell'uomo che ha rapito la modella Chloe Ayling è stato arrestato nel Regno Unito

La foto di una simulazione effettuata dalla polizia (LaPresse - Claudio Furlan)

Mercoledì la polizia britannica ha arrestato a Birmingham Michal Konrad Herba, 37 anni, fratello maggiore di Lukasz Pawel Herba, 30 anni, l’uomo ritenuto responsabile dello strano rapimento di Chloe Ayling, 20 anni, la modella che lo scorso luglio è stata sequestrata per una settimana a Milano. Michal Herba è stato arrestato per ordine dei magistrati italiani dopo essere stato intercettato al telefono con suo fratello, che si trova attualmente nel carcere di Opera.

Secondo quanto scrive Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, Lukasz avrebbe chiesto al fratello un aiuto per far sparire alcune prove. Al telefono con la madre avrebbe detto: «Mamma, è venuta la polizia? Chiama mio fratello Michael, deve cancellare tutti i messaggi, ti detto la password… Deve andare via subito… far sparire la macchina in garage». Altre prove della complicità tra i due sarebbero emerse nel corso delle indagini.

A quanto sembra Michal è sempre stato informato delle intenzioni del fratello, sia durante la preparazione del sequestro che a sequestro avvenuto. In una mail che si erano scambiati, Lukasz gli parlava di un borsone, quello che sarebbe stato usato per trasportare Chloe Ayling dopo il rapimento: «Sai per cosa serve, quindi sai che dovrà essere molto grande». Dopo il rapimento, Michal consigliava al fratello come comportarsi: «Prendile una pizza e mangiala assieme, così sarai un mega grande amico», per poi chiedergli: «Le hai detto che, se pagano i soldi, al suo ritorno riguadagnerà rapidamente i soldi facendo le interviste?».

Non è ancora chiaro se i due fratelli abbiamo compiuto insieme il rapimento. Ayling dice di aver visto cinque persone durante il suo sequestro, ma per il momento l’unica persona la cui presenza sembra essere confermata sul luogo del sequestro è Lukasz.

La storia del rapimento di Ayling è stata fin dall’inizio molto strana. Secondo la ricostruzione fatta fino a oggi dagli investigatori, Ayling è stata attirata in Italia con la promessa di un servizio fotografico. Una volta arrivata da Londra al luogo dell’appuntamento è stata drogata, nascosta in un borsone e portata in una baita sulle montagne torinesi, dove ha sviluppato un rapporto di amicizia con il suo rapitore, al punto da andare a comprare insieme a lui un paio di scarpe. Dopo aver tentato senza troppa convinzione di ottenere un riscatto, il suo rapitore è tornato a Milano dove ha consegnato Ayling al consolato britannico e dove lui stesso è stato arrestato.

Le storie diverse con cui i due hanno spiegato i fatti sono particolarmente incredibili. Herba, il rapitore, sostiene di essere un malato terminale e di essere stato costretto a rapire Ayling da un gruppo di rumeni di Birmingham e di averla liberata per un rimorso di coscienza. La storia che racconta lei è ancora più incredibile. Dice di essere stata rapita da cinque persone per ordine di una misteriosa organizzazione criminale internazionale chiamata “Black Death”. Questo gruppo si occupa di rapire e vendere in Medio Oriente donne europee, che quando annoiano i loro acquirenti vengono date in pasto a branchi di tigri. Ayling ha spiegato che i suoi rapitori l’hanno liberata dopo aver scoperto che ha un figlio perché a quel punto sarebbe stato contro le regole continuare a tenerla sequestrata.

Le incongruenze e l’assurdità del racconto dei due hanno fatto pensare a molti che Ayling ed Herba fossero in qualche modo d’accordo nell’organizzare il rapimento, una circostanza negata con forza da Ayling e dai suoi avvocati. Oggi sul Corriere Ferrarella scrive che ci sarebbero nuove conferme del fatto che la ragazza sia stata effettivamente rapita, per esempio i segni delle manette sui polsi e tracce della sostanza con cui sarebbe stata narcotizzata.