(NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images)
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  • martedì 15 Agosto 2017

Alla fine Trump ha condannato la destra razzista

Parlando dell'attentato di Charlottesville ha detto che «il razzismo è il male», in un discorso giudicato bene ma arrivato con qualche giorno di ritardo

(NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images)

Il 14 agosto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di nuovo dell’attentato del 12 agosto di Charlotte, in Virginia, in cui un’auto ha investito una folla di manifestanti che si opponevano a un raduno di estremisti di destra uccidendo una persona e ferendone più di 20. Parlando dalla Casa Bianca, Trump ha detto che «il razzismo è il male» e che «quelli che generano violenza nel suo nome sono criminali e delinquenti». A differenza di quanto fatto nei giorni precedenti, in cui era stato criticato per non aver condannato espressamente in manifestanti razzisti e neonazisti, Trump ha anche nominato il KKK (la sigla con cui è noto il Klux Klan, l’organizzazione di suprematisti bianchi più famosa degli Stati Uniti), i neonazisti, i suprematisti bianchi e altri gruppi che, ha detto «sono la negazione di tutto quello in cui crediamo in quanto americani».

Trump ha letto il suo discorso da un teleprompter, una sorta di gobbo elettronico, e ha parlato per poco più di cinque minuti. Prima di fare riferimento ai fatti di Charlottesville ha però fatto un preambolo sui successi economici della sua amministrazione. Trump ha iniziato a parlare di Charlottesville dopo circa un minuto: come ha fatto notare Politico, Trump – che ha detto che «la giustizia farà il suo corso» – non ha mai parlato dell’attacco come di un atto di terrorismo, una definizione che molti altri politici, anche Repubblicani e anche dell’amministrazione di Trump, hanno invece usato.

Il Guardian ha scritto che Trump ha fatto il suo discorso dopo essere arrivato alla Casa Bianca dal suo golf club nel New Jersey e dopo essersi incontrato con il procuratore generale Jeff Session e con il nuovo capo dell’FBI, Christopher Wray. Nel suo discorso, Trump ha anche fatto riferimento a un precedente discorso: quello in cui, sabato 12 agosto, aveva parlato genericamente di «odio, fanatismo e violenza» di «tutte le parti», ricevendo moltissime critiche, anche dai Repubblicani.

Il nuovo discorso di Trump è stato in genere più apprezzato e diversi commentatori e politici, anche Democratici, hanno detto che era il discorso giusto da fare e sufficientemente “presidenziale”, solo che con qualche giorno di ritardo.

Proprio a causa delle parole troppo vaghe usate da Trump nel suo primo discorso, il 14 agosto gli amministratori delegati di tre importanti società hanno deciso di abbandonare il loro posto nell’American Manufacturing Council, un comitato in cui le più importanti personalità di molte tra le più importanti società statunitensi (tra cui  Boeing e General Electric) si riuniscono per offrire aiuto al presidente e per sostenere insieme cause comuni. Il primo a lasciare il consiglio è stato, il 14 agosto, Kenneth C. Frazier, amministratore delegato della società farmaceutica Merck. Dopo di lui hanno fatto la stessa cosa anche Brian Krzanich, CEO di Intel, e Kevin Plank, fondatore e amministratore di Under Armour, famosa società di abbigliamento sportivo.