Simone Favaro parla alla stampa prima dell'inizio della Coppa del Mondo di rugby (FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)
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  • sabato 5 Agosto 2017

La strana scelta di Simone Favaro

Uno dei più forti e apprezzati rugbisti italiani giocherà con la squadra della Polizia di Stato in un campionato semi-professionistico, l'Eccellenza: poi si arruolerà

Simone Favaro parla alla stampa prima dell'inizio della Coppa del Mondo di rugby (FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)

Chi segue il rugby conosce molto bene Simone Favaro. Chi invece si affaccia soprattutto quando l’Italia gioca nel Sei Nazioni, lo avrà sicuramente notato. È uno dei migliori rugbisti che l’Italia abbia avuto negli ultimi anni e uno dei migliori placcatori in attività: è uno dei pochi che in partita è in grado di effettuare un numero impressionante di placcaggi “puliti” — cioè sempre efficaci ed evitando brutti impatti con gli avversari — senza mai perdere lucidità. Per questi motivi è uno dei rugbisti più apprezzati dai tifosi e incarna un po’ il giocatore di rugby ideale: sempre a contatto con gli avversari, sporco di terra, con il volto ferito e con gli occhi gonfi, sempre in prima linea.

Dopo due anni passati in Scozia con i Glasgow Warriors, alla fine della stagione è andato in scadenza di contratto. Negli ultimi mesi si sono interessate a lui diverse importanti squadre, ma nessuna di queste alla fine lo ha ingaggiato. Ora, a meno di un mese dall’inizio della nuova stagione, Favaro ha trovato un accordo con le Fiamme Oro, la sezione rugbistica della divisione sportiva della Polizia di Stato che gioca in Eccellenza, il primo campionato italiano di rugby, che però è un campionato semi-professionistico (e in cui giocano pochi giocatori della Nazionale).

Un video con le migliori azioni di Favaro realizzato dal capo degli analisti dei Glasgow Warriors.

Almeno per chi l’ha osservata da fuori, la carriera di Favaro ha subìto una strana piega dallo scorso marzo, quando i Glasgow Warriors hanno scelto di non rinnovargli il contratto biennale. Nei due anni precedenti Favaro aveva disputato due stagioni di altissimo livello e al termine del campionato 2015/2016 era stato eletto dai tifosi miglior giocatore della squadra. Nei mesi precedenti, tuttavia, Favaro era stato alle prese con parecchi problemi fisici, gli stessi per cui decise di saltare le ultime due partite del Sei Nazioni 2015 e tutto il Sei Nazioni del 2016, motivando così la sua scelta: «Purtroppo, nonostante tutto, il recupero fisico non è stato semplice, anzi. Sono riuscito a recuperare molto bene ma non ancora al cento per cento. Ahimè non sono ancora il giocatore che vorrei essere, specialmente perché quando si parla di indossare la maglia dell’Italia mi sento in obbligo di farlo nelle migliori condizioni possibili».

Gli infortuni gli hanno impedito di giocare regolarmente con i Warriors ma non gli hanno impedito di disputare incontri ad alti livelli, quando è stato bene, sia con il club che con l’Italia. Proprio con la Nazionale, lo scorso novembre fu uno dei migliori in campo nella storica vittoria nel test match di Firenze contro il Sudafrica.

Alla scadenza del contratto con i Warriors, un po’ tutti erano quasi sicuri di rivederlo con una squadra di prima fascia europea. In primavera si era iniziato a parlare di un possibile interessamento dello Stade Français di Parigi, una delle squadre più prestigiose d’Europa. A Parigi, Favaro avrebbe trovato Sergio Parisse, il capitano dell’Italia e anche dello Stade Français, e la sua presenza sembrava potesse facilitarne l’ingaggio. Le voci però sono rimaste tali e a quel punto la scelta logica sembrava il ritorno alla Benetton Treviso, poiché Favaro è originario di Zero Branco, comune della provincia trevigiana, è cresciuto nella Benetton e ci ha giocato in prima squadra dal 2012 al 2015. Invece non se n’è fatto niente.

In un’intervista pubblicata nell’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport, Favaro ha parlato della scelta di andare a giocare con le Fiamme Oro e di come ci è finito, e ha detto: «È il mercato, non me la prendo con nessuno. Certo è che io potrò guardare sempre tutti dritto negli occhi, gli altri non so. Avevo già il desiderio di entrare nelle Fiamme, anche se avrei preferito giocare un altro anno ad alto livello per far fare un esame di coscienza a chi non ha creduto in me. Non entro in dinamiche di budget e rose, come immutata resta la mia stima verso Antonio Pavanello [direttore sportivo della Benetton] ma la cosa che mi ha fatto più male è stata sentirmi abbandonato da casa mia, Treviso».

Nel comunicato stampa con cui le Fiamme Oro hanno ufficializzato l’ingaggio di Favaro, il direttore sportivo della squadra ha commentato le condizioni che hanno reso possibile l’accordo. Si legge: «È riuscito a stupirci quando ci ha detto che avrebbe scelto le Fiamme Oro, non solo perché crede nel progetto tecnico, ma soprattutto perché nel suo futuro, quando smetterà di giocare a rugby, vede la divisa della Polizia di Stato; infatti, si aggregherà alla squadra come “esterno” e parteciperà al prossimo concorso previsto per l’arruolamento».

Non si conoscono le ragioni dietro il mancato ingaggio di Favaro con le squadre a cui era stato accostato negli ultimi mesi — tra cui c’erano anche i Central Cheetahs, una franchigia sudafricana — e per alcuni l’ipotesi più probabile riguarda la sua condizione fisica, che avrebbe reso rischioso averlo in squadra Ma è appunto un’ipotesi. La sua posizione con la Nazionale italiana, tuttavia, potrebbe anche non cambiare, considerando la sua importanza per il rugby italiano e la sua esperienza con la Nazionale, con cui ha 36 presenze e di cui è stato anche capitano.