(Buda Mendes/Getty Images)
  • Sport
  • domenica 30 Luglio 2017

Il senso di comprare Neymar

Il suo trasferimento al PSG sembra molto vicino, e costerebbe – tra tutto – praticamente mezzo miliardo di euro: ma possono essere soldi ben spesi

(Buda Mendes/Getty Images)

Neymar – l’attaccante brasiliano di 25 anni del Barcellona – è uno dei più forti giocatori di calcio al mondo. Nei prossimi giorni potrebbe diventare anche il più costoso della storia, perché sta diventando sempre più probabile che il Paris Saint-Germain paghi i 222 milioni di euro della sua clausola di rescissione per comprarlo dal Barcellona. Sono tantissimi soldi, anche per il calcio. Sono più o meno quanto il Milan ha pagato per comprare gran parte di quelli che si pensa saranno i suoi nuovi titolari, nella più grande campagna acquisti di sempre, e circa il doppio di quanto un anno fa il Manchester United pagò per comprare il centrocampista francese Paul Pogba dalla Juventus.

Rory Smith del New York Times si è fatto la domanda che si sono fatti un po’ tutti: vale la pena spendere quei soldi per un solo giocatore (che magari poi si infortuna o gioca peggio del previsto)? Vale la pena spenderli per Neymar? La risposta è: forse sì, può avere senso spendere tutti quei soldi per comprare un solo giocatore, soprattutto se è Neymar. Almeno dal punto di vista di Nasser al-Khelaifi, il presidente del Paris Saint-Germain che opera per conto del Qatar Sports Investments, il ramo sportivo del fondo sovrano nazionale del Qatar, che comprò il PSG nel 2012. Sembra essere d’accordo anche Andrés Iniesta, il capitano del Barcellona, che in una recente conferenza stampa ha detto: «Non penso che 200 o 300 milioni di euro farebbero al Barcellona più comodo di continuare ad avere Neymar in squadra».

Per chi non legge la Gazzetta ogni mattina e non guarda almeno mezz’ora di Sky Sport 24 al giorno: la clausola di rescissione è quella cosa che obbliga una squadra a cedere un giocatore a un’altra squadra che offra una determinata cifra, stabilita nel momento della firma del contratto di quel giocatore. Il Barcellona non può decidere di non vendere Neymar, se il PSG paga – tutti e subito – quei 222 milioni di euro. Neymar può però ovviamente decidere se andare al Paris Saint-Germain o restare al Barcellona. E sembra abbia deciso di andare al PSG: i principali giornali sportivi italiani, spagnoli e francesi hanno scritto che lo ha già comunicato ai suoi compagni e Reuters ha scritto che ha annullato un viaggio in Cina, dicendo di essere impegnato per questioni legate al suo trasferimento.

Nel pensare all’eventuale e sempre più probabile trasferimento di Neymar bisogna anche considerare i soldi che il PSG darebbe a lui, oltre a quelli che verserebbe al Barcellona. Si parla di almeno 30 milioni di euro l’anno, per cinque anni: una cifra che lo renderebbe probabilmente il più pagato del mondo, e a cui andrebbero aggiunte percentuali per il suo agente (suo padre) e premi legati ai risultati. Al PSG Neymar potrebbe quindi finire per costare circa mezzo miliardo di euro.

Negli ultimi anni il PSG è diventa una delle migliori squadre d’Europa e per molti anni la migliore in Francia. Nella passata stagione è arrivato secondo in Ligue 1 (la Serie A francese) e ha vinto i quattro campionati precedenti. Nell’ultima edizione della Champions League è stato eliminato agli ottavi di finale (dal Barcellona, con una gran partita di Neymar) ma nelle precedenti quattro edizioni era sempre arrivato ai quarti di finale: va detto, però, che i risultati europei del PSG sono considerati deludenti rispetto a quello che ci si sarebbe aspettati, visti i grandissimi investimenti. Prima del 2012, comunque, il PSG era una squadra decisamente più scarsa: aveva avuto giocatori poi diventati molto forti (George Weah, Youri Djorkaeff e Ronaldinho) ma le cose sono cambiate grazie ai soldi investiti negli anni dal Qatar Sports Investments.

Nel suo articolo per il New York Times, Smith ha scritto che il PSG «non ha mai voluto diventare come il Barcellona, il Real Madrid o il Bayern Monaco», squadre forti ma anche dalla grande tradizione, perché sa che «i soldi non comprano il prestigio». Al contrario, come ha detto Jean-Claude Blanc, direttore generale del PSG ed ex presidente della Juventus, il PSG punta a diventare «la prima squadra dell’epoca digitale». È il motivo per cui, ha scritto Smith, Neymar è l’acquisto giusto, dal punto di vista d’immagine più che da quello sportivo. Forse il più giusto di tutti, per esempio più giusto di quello di Cristiano Ronaldo, di cui si era parlato mesi fa sempre in relazione al PSG.

Il PSG vuole vincere ma vuole anche affermarsi in altro modo, e Neymar è perfetto per questo. Su Instagram, ha 78 milioni di seguaci. Cristiano Ronaldo ne ha più di 100 milioni, ma Messi ne ha 76, la Nike ne ha 73, Rihanna 55, il Barcellona 51, Barack Obama 14 e il Paris Saint-Germain 8. In più, Neymar «ha sette anni in meno di Cristiano Ronaldo e la sua immagine sui social è personale e organica, meno finta e legata agli sponsor; si porta dietro un’autenticità da millennial». Aggiungendo a tutto questo la ovviamente molto rilevante parte sportiva – Neymar è fortissimo e probabilmente uno dei migliori nel dribbling, paragonabile per esempio a Ronaldinho – Smith ha scritto che «comprare Neymar non vorrebbe dire comprare un giocatore: sarebbe come affermare uno status».

Secondo alcuni giornalisti le voci, sempre più insistenti, sul trasferimento di Neymar al PSG sono destinate a diventare solo voci, e a servire a Neymar per farsi fare un contratto ancora migliore dal Barcellona. Smith però ha scritto che l’interesse per Neymar «sembra essere qualcosa di molto vicino a una necessità». Perché fa parte di una specie di fase-2 negli investimenti dei fondi qatarioti nel PSG. Cinque anni fa, quando il Qatar Sports Investments comprò la squadra, il presidente al-Khelaifi disse che voleva vedere la squadra «vincere la Ligue 1 per tre anni» (e ce l’ha fatta) e diventare competitiva in Europa (e ce l’ha fatta).

L’anno scorso ha invece detto: «Il nostro scopo è rendere la squadra un’istituzione rispettata in tutto il mondo. Per farlo dobbiamo vincere la Champions League. Deve diventare la nostra dimensione. Ogni squadra che vince è vista in modo diverso». Dall’anno scorso il PSG non ha però fatto l’ultimo salto necessario, ed è anzi sembrata tornare po’ indietro. Un po’ perché, come ha scritto Smith, «gli ultimi gradini sono i più difficili» (è relativamente facile diventare più forti comprando giocatori forti; è molto più difficile diventare i più forti) un po’ perché dopo i grandi e costosi investimenti dei primi anni il Paris Saint-Germain sembra averli un po’ diminuiti. L’anno scorso, per esempio, Zlatan Ibrahimovic se ne andò dal PSG e al-Khelaifi disse che «dopo cinque anni era tempo di aprire un nuovo ciclo». Smith ha scritto che al-Khelaifi sembra aver trovato in Neymar «l’erede spirituale di Ibrahimovic» e che quando cinque anni fa arrivò al PSG, Ibrahimovic disse che era la squadra del futuro. Quella sensazione sembra però essere svanita e ora «Neymar potrebbe riportarla. E per questa cosa al-Khelaifi è disposto a pagare qualsiasi prezzo».