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  • mercoledì 26 luglio 2017

Gli Stati Uniti non avranno più persone transessuali nelle forze armate

Lo ha deciso Donald Trump, annunciandolo su Twitter: le persone transgender potevano servire nelle forze armate da un anno

(Jessica McGowan/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto su Twitter di aver deciso, dopo essersi consultato con “generali ed esperti militari”, che “gli individui transgender non saranno accettati e non potranno ricoprire nessuno dei ruoli delle forze armate statunitensi”. Trump ha poi aggiunto che le forze armate –definizione che comprende l’esercito, l’aviazione, la marina, il corpo dei marines e la guardia costiera – devono concentrarsi sulla vittoria (non ha specificato quale) e «non possono essere appesantite dai grandissimi costi medici e dai disagi che i transgender porterebbero alle forze armate». Come ha scritto il New York Times, le persone transgender possono fare parte delle forze armate statunitensi  – dichiarandosi tali – dall’anno scorso, a giugno, quando il presidente degli Stati Uniti era ancora Barack Obama.

Non è chiaro cosa succederà alle persone transgender che si sono arruolate nell’ultimo anno, e non è chiaro nemmeno con quali “esperti” abbia parlato Trump: il segretario della Difesa, l’ex generale James Mattis, aveva detto in passato di non essersi ancora fatto un’idea sull’apertura delle forze armate ai soldati transgender, mentre il capo di stato maggiore aveva detto che la decisione non comportava nessun problema. Alcuni Repubblicani al Congresso si erano opposti alla decisione di Obama soprattutto perché impegnava il ministero della Difesa a pagare le spese mediche relative alla transizione di genere dei suoi soldati. Diversi giornalisti statunitensi fanno notare che la decisione ha colto di sorpresa molti dirigenti e alti funzionari delle forze armate e del Pentagono, e pensano che serva al presidente Trump soprattutto per distogliere l’attenzione dal caso Russia.

In base a quanto deciso nel giugno 2016, le persone transgender che già erano nelle forze armate potevano continuare a farne parte “con effetto immediato” anche dopo aver dichiarato apertamente di esserlo. Era anche stato deciso che il dipartimento della Difesa avrebbe coperto i costi medici per il cambiamento di sesso di chi era nelle forze armate e che le nuove reclute avrebbero potuto entrare a farne parte 18 mesi dopo la loro transizione da un sesso all’altro. Secondo uno studio citato dal Guardian, il tutto sarebbe costato ogni anno 3 o 4 milioni di dollari (le cure mediche di tutti i membri delle forze armate statunitensi costano 6 miliardi all’anno circa).

Durante la campagna elettorale del 2016 Trump aveva in alcuni casi detto di essere a favore dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, e che avrebbe mantenuto alcune delle decisioni prese nei loro riguardi dall’amministrazione Obama. Nei suoi primi mesi da presidente Trump ha però già preso alcune decisioni che vanno in direzione opposta: a febbraio ha per esempio cancellato una direttiva dell’ex presidente Obama che chiedeva alle scuole di tutto il paese di lasciar decidere agli studenti transgender quali bagni usare, in armonia con le leggi contro la discriminazione sulla base del genere e dell’orientamento sessuale.

Il senatore Repubblicano John McCain, presidente della commissione del Senato relativa alle forze armate e reduce di guerra, ha commentato i tweet di Trump dicendo che annunci come questi non dovrebbero essere fatti attraverso Twitter e che non c’è motivo di mandare via delle forze armate persone che già vi servono se sono idonei a farlo, a prescindere dalla loro identità di genere.

Le persone transgender sono quelle che si riconoscono nel genere opposto al loro sesso biologico, oppure in un genere intermedio tra il maschile e il femminile; a volte le persone transgender sono anche transessuali, cioè si stanno sottoponendo, o lo hanno fatto in passato, a un’operazione di transizione da un sesso all’altro. Alcune di loro non si definiscono transgender ma semplicemente uomini o donne.

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