• Sport
  • giovedì 20 luglio 2017

Dal 2018 le auto di Formula 1 avranno una protezione in più

Si chiama Halo: è un vistoso affare montato davanti alla testa del pilota, per proteggerlo dai detriti in caso di incidente

(Mark Thompson/Getty Images)

Il 19 luglio la FIA – la Federazione Internazionale dell’Automobile, organizzatrice del Mondiale di Formula 1 – ha deciso che dal 2018 tutte le auto di Formula 1 dovranno avere il cosiddetto Halo, che in italiano è noto come “aureola”. È una protezione che si monta intorno alla testa del pilota, per evitare che possa essere colpito da oggetti o detriti causati dai frequenti incidenti durante le gare. La decisione è stata presa a Ginevra, in Svizzera, dopo una riunione dello Strategy Group della FIA – la commissione che studia le regole della Formula 1 – a cui, per la prima volta, hanno partecipato tutte le scuderie di Formula 1. Non è ancora chiaro come sarà fatto esattamente l’Halo: la FIA ha scritto che «con il sostegno delle squadre, alcuni aspetti del suo design potrebbero essere migliorati». Per ora, i modelli che si sono visti nei test in cui alcuni piloti li hanno provati, sono fatti tutti più o meno così:

halo-ferrariL’Halo sulla Ferrari di Kimi Raikkonen, nel 2016 in Spagna (Getty Images/Getty Images)

L’introduzione dell’Halo cambierà molto l’aspetto delle auto di Formula 1 (è un cambiamento molto evidente, non una di quelle cose di aerodinamica praticamente invisibili ai non esperti) e, di conseguenza, l’aerodinamica delle auto, che dovranno adattarsi piuttosto in fretta alla modifica. Di Halo si parla da qualche anno e tutti i piloti ci hanno già fatto alcuni test: Lewis Hamilton, britannico della Mercedes, l’ha provato qualche mese fa prima del Mondiale, definendolo «la modifica esteticamente più brutta» nella storia della Formula 1. Come ha scritto il Guardian, ha però cambiato idea dopo una presentazione che ne spiega i benefici dal punto di vista della sicurezza.

Nel 2016, l’Halo è stato testato dalle 10 squadre del Mondiale di Formula 1. Alcune squadre avevano anche provato a trovare soluzioni diverse: nelle prove libere del Gran Premio di Silverstone, Sebastian Vettel, tedesco della Ferrari, aveva per esempio fatto alcuni giri con quello che è noto come “shield”, una specie di parabrezza, generalmente ritenuto più bello da vedere rispetto all’Halo. Aveva però detto di aver avuto problemi di visibilità e, soprattutto, vertigini.

F1 Grand Prix of Great Britain - PracticeLo “shield” delle Ferrari di Vettel, prima delle prove libere a Silverstone (Dan Mullan/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.