• Scienza
  • mercoledì 12 luglio 2017

Quel gigantesco iceberg si è staccato dall’Antartide

È più grande della Liguria, era tenuto attaccato alla Penisola Antartica da una stretta sezione di ghiaccio che ora si è spezzata

Un'immagine della profonda crepa nella sezione C della piattaforma di Larsen, Antartide (John Sonntag, NASA)

Un enorme iceberg di quasi 6mila chilometri quadrati (più grande della Liguria) si è staccato dalla costa orientale della Penisola Antartica, l’estremo settentrionale del continente che si protende verso le coste del Sudamerica. Il distacco, atteso da settimane, è stato annunciato dai ricercatori del progetto MIDAS ed è stato confermato dal’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che da tempo tiene sotto controllo l’area con i satelliti. L’iceberg che si è formato è tra i più grandi mai osservati nella storia dell’uomo e ha modificato in parte la geografia della Penisola Antartica. Fino a pochi giorni fa, la grande massa di ghiaccio era tenuta attaccata al continente da uno strato ampio circa 5 chilometri. Stando alle rilevazioni, ora l’iceberg non è più vincolato al resto della Penisola e dovrebbe iniziare lentamente ad andare alla deriva, galleggiando nell’antistante Mare di Weddell.

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Il nuovo iceberg si è originato da una delle più grandi piattaforme glaciali dell’Antartide, la sezione C della piattaforma Larsen. L’area è stata oggetto di numerose ricerche e analisi, in seguito alla formazione di una vastissima e profonda crepa lunga più di 190 chilometri. La sezione C della Penisola è ora più piccola del 10 per cento, cosa che comporta quindi un cambiamento sensibile nel profilo della costa e più in generale nella geografia dell’Antartide. Con i suoi 5.800 chilometri quadrati, il nuovo iceberg è tra i 10 più grandi mai osservati ed è circa la metà del B-15, la gigantesca formazione di ghiaccio che nel 2000 si staccò dalla Barriera di Ross, la più grande piattaforma glaciale nel sud dell’Antartide (è grande più o meno quanto la Francia).

Le rilevazioni più accurate intorno alla formazione del nuovo iceberg sono state effettuate dall’ESA grazie agli strumenti di CryoSat-2, un satellite lanciato nel 2010 per tenere sotto controllo l’estensione e le variazioni dello spessore degli strati di ghiaccio ai poli. Il satellite ha particolari sensori per calcolare la profondità raggiunta dagli iceberg, la cui porzione più grande di ghiaccio resta sott’acqua. Dall’orbita terrestre, CryoSat-2 usa i suoi radar per misurare la porzione emersa dell’iceberg: applicando poi alcuni modelli matematici è possibile ricostruire con precisione il volume complessivo del blocco di ghiaccio.

CryoSat-2

I ricercatori dell’ESA stimano che la parte emersa sia alta circa 30 metri, quanto un palazzo di una decina di piani. Lo spessore medio dell’iceberg è stimato in 190 metri, con punti massimi intorno a 210 metri. Conoscerne dimensioni e caratteristiche è importante per prevedere come si potrebbe muovere e verso quale direzione, soprattutto per garantire la sicurezza delle rotte commerciali vicine all’Antartide.

Il grande spessore del ghiaccio potrebbe comunque ostacolare la deriva dell’iceberg. Le acque intorno alla Penisola Antartica sono relativamente basse, quindi l’enorme massa di ghiaccio si potrebbe incagliare sul fondale e restare a lungo bloccata a poca distanza dal punto in cui si è staccata. Grazie alle rilevazioni satellitari, i ricercatori conoscono l’andamento del fondale marino intorno alla Penisola e possono quindi prevedere quanto lontano potrà andare l’icerbeg, a seconda della sua deriva. Succede spesso che gli iceberg si incaglino, restino fermi per un po’, ruotando lievemente su loro stessi, prima di riuscire a superare le asperità del fondale e raggiungere acque più profonde. Un iceberg di dimensioni così grandi potrebbe impiegare molti mesi prima di riuscire ad andare oltre i bassi fondali del Mare di Weddell.

iceberg

Al momento i ricercatori non escludono la possibilità che l’iceberg resti in prossimità del punto in cui si è staccato, formando una sorta di isola ghiacciata permanente nel Mare di Weddell. È già successo in passato che altri iceberg, seppure più piccoli, si fossero incagliati senza possibilità di proseguire la loro deriva nel medio periodo, diventando parte integrante della superficie ghiacciata che contorna la Penisola a oriente. Il nuovo iceberg si trova comunque in una posizione che potrebbe favorire il suo passaggio in una delle correnti che spingono verso nord, oltre l’Antartide.

È ancora presto per dire se il riscaldamento globale abbia avuto un ruolo diretto nella formazione del nuovo iceberg: grandi pezzi di ghiaccio si distaccano di continuo dall’Antartide, in un processo ben noto ai ricercatori.

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