(GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

L’Unione Europea vuole cambiare la ricetta delle famose patatine fritte del Belgio?

Una nuova misura allo studio della Commissione le renderebbe meno tossiche, ma probabilmente anche meno buone

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Politici e cittadini belgi protestano da giorni contro un’idea circolata all’interno della Commissione europea, che sta studiando una nuova misura che potrebbe modificare la ricetta delle patatine fritte, che il Belgio si vanta di aver inventato e che considera un suo piatto tradizionale: le frites o frieten, come vengono chiamate da quelle parti. La Commissione ha fatto comunque sapere che non ha intenzione di “vietare” la produzione, e che sta solamente preparando una serie di linee guida su come evitare la formazione dell’acrilammide, una sostanza presente in diversi prodotti alimentari: oltre che nelle patatine, la si trova anche nei biscotti, nel caffè, nei crackers e nel pane.

Le patatine fritte belghe sono famose in tutto il mondo per il loro sapore particolare, dovuto al modo in cui vengono preparate. Solitamente si fanno con delle patate di qualità Bintje, che crescono in Belgio e nel nord della Francia: la ricetta tradizionale prevede che vengano lavate, pelate e tagliate a pezzetti di diverse dimensioni (non troppo piccoli, in modo che l’interno resti morbido), prima di essere fritte due volte in grasso di manzo o cavallo. La prima volta da crude, per ammorbidire l’interno, la seconda per rendere l’esterno croccante. La Commissione ha invece fatto circolare l’idea che le patatine vengano bollite prima di esser fritte, per ridurre la quantità di acrilammide nel prodotto finito: è un composto tossico che si può formare durante la frittura quando avviene a temperature superiori ai 120 gradi centigradi.

Leggi anche: Perché le patatine fritte del Belgio sono così buone

Il cambiamento, naturalmente, avrebbe anche effetti sul sapore delle patatine fritte: perché la doppia frittura è una delle cose che rende le patatine fritte del Belgio diverse da quelle britanniche – molto spesse ma un po’ flosce – o da quelle molto sottili che si trovano di solito nei fast food. Il ministro del Turismo belga Ben Weyts ha scritto al commissario europeo per le politiche alimentari Vytenis Andriukaitis, chiedendogli di ripensarci e di non vietare la più «ricca tradizione gastronomica del paese»: «noi abbiamo le nostre tradizioni culturali e sarebbe un peccato se l’Unione Europea le proibisse». A ulteriore scherno, sul rapporto della Commissione le patatine sono chiamate French fries, patatine francesi, cioè il modo in cui vengono solitamente chiamate negli Stati Uniti.

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