I resti della Grenfell Tower, a Londra, il 16 giugno 2017 (Carl Court/Getty Images)
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  • sabato 17 giugno 2017

I due italiani che erano dispersi nell’incendio della Grenfell Tower sono morti

La polizia di Londra ha detto che almeno 58 persone sono disperse e si ritengono morte nell'incendio

I resti della Grenfell Tower, a Londra, il 16 giugno 2017 (Carl Court/Getty Images)

Sono morti Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due italiani che risultavano dispersi nell’incendio alla Grenfell Tower, il palazzo di Londra completamente bruciato nella notte tra martedì e mercoledì. Lo ha confermato il ministero degli Esteri italiano alle loro famiglie, anche se i soccorritori avevano già detto nei giorni scorsi che le decine persone ancora disperse erano con ogni probabilità morte nell’incendio. Trevisan e Gottardi avevano entrambi 27 anni, venivano dal Veneto e lavoravano come architetti. Sabato pomeriggio la polizia ha aggiornato il bilancio dei morti nell’incendio: almeno 58 persone sono disperse e si ritengono morte. Questo numero comprende anche le 30 persone la cui morte era stata confermata venerdì, anche se soltanto 16 cadaveri sono stati recuperati e si trovano ora all’obitorio. Secondo quanto scrivono i principali giornali britannici, però, i dispersi sarebbero di più, circa 70. Dodici dei ventiquattro feriti ancora ricoverati, poi, sono in condizioni gravi. Finora la polizia di Londra ha comunicato l’identità di tre dei trenta morti, in aggiunta a quella di Trevisan e Gottardi. Il comandante della polizia Stuart Cundy ha detto di sperare che il bilancio finale «non raggiunga le tre cifre».

La Grenfell Tower è alta 24 piani e aveva circa 120 appartamenti. Nei piani più alti, dove si sono raggiunte le maggiori temperature, è stata carbonizzata quasi ogni cosa e sarà quindi più difficile l’individuazione dei corpi tra le ceneri e le macerie; il lavoro di ricerca sarà svolto utilizzando anche i cani molecolari. In molti casi per l’identificazione dei corpi sarà necessario l’esame del DNA. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, e la prima ministra del Regno Unito, Theresa May, hanno promesso che saranno svolte tutte le inchieste necessarie per verificare eventuali responsabilità nell’incendio.

Ieri molte persone hanno protestato contro il governo per come è stata gestita l’emergenza dopo l’incendio e hanno chiesto più informazioni per le famiglie di morti e feriti. Anche per oggi sono in programma delle manifestazioni di protesta. Theresa May è stata criticata anche per non essere andata a incontrare subito le persone sopravvissute all’incendio, come hanno fatto Khan e il leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn. Oggi la regina Elisabetta II, che ieri ha fatto una visita al centro di accoglienza per le persone sfollate a causa dell’incendio, ha diffuso un messaggio, come fa ogni anno in occasione del suo “compleanno ufficiale” (che non è quello vero), e che quest’anno cade il 17 giugno. Nel messaggio la regina ha ricordato le «terribili tragedie» avvenute negli scorsi mesi nel Regno Unito e ha detto: «Messo alla prova, il paese è stato deciso nell’affrontare le avversità. Uniti nel lutto siamo determinati, allo stesso modo, a sostenere chi è stato colpito e ha subito delle perdite a ricostruire la propria vita».

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