La preparazione per l'insediamento di Hollande nel 2012 al Palazzo dell'Eliseo (AP Photo/Jacques Brinon, File)
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  • martedì 9 Maggio 2017

Cosa succede ora in Francia, spiegato

Breve calendario dei prossimi appuntamenti: Macron si insedierà alla presidenza entro il 14 maggio, poi ci saranno – in due turni – le importanti e imprevedibili elezioni legislative

La preparazione per l'insediamento di Hollande nel 2012 al Palazzo dell'Eliseo (AP Photo/Jacques Brinon, File)

Domenica 7 maggio il centrista Emmanuel Macron è stato eletto 25esimo presidente della Repubblica francese: ma le elezioni presidenziali non significano la fine degli appuntamenti elettorali e del protocollo, anzi, e i prossimi saranno molto importanti. Ecco il calendario delle principali tappe da qui a giugno.

10 maggio: proclamazione dei risultati ufficiali
I risultati delle presidenziali di domenica 7 maggio sono stati pubblicati qualche ora dopo la chiusura dei seggi sul sito del ministero dell’Interno, ma la proclamazione ufficiale dei dati del secondo turno sarà venerdì 12 maggio alle ore 17.30. È una formalità.

14 maggio: termine ultimo per la consegna
Nel 2012 François Hollande aveva prestato giuramento come nuovo presidente della Repubblica il 15 maggio. Il suo mandato scadrà esattamente alla mezzanotte di domenica 14 maggio e il nuovo presidente eletto dovrà essere investito entro quella data. Il passaggio di consegne tra François Hollande e Emmanuel Macron è infatti anche il giorno dell’insediamento di quest’ultimo. La giornata seguirà un programma abituale che prevede un determinato protocollo. Il presidente eletto andrà all’Eliseo, la residenza ufficiale del presidente della Repubblica francese che si trova nell’ottavo arrondissement di Parigi, visiterà poi la tomba del Milite ignoto vicino all’arc de Triomphe sugli Champs-Elysees e infine il comune di Parigi.

La Costituzione francese non prescrive niente sul giorno del passaggio delle consegne, ma la prassi prevede “cortesia e decoro”. Nel 2012 Hollande si discostò leggermente dalla consuetudine: dopo l’incontro con Nicolas Sarkozy, il nuovo presidente non accompagnò il suo predecessore all’uscita dall’Eliseo ma solo fino alla porta, lasciando Sarkozy scendere le scale da solo con la moglie. Per questo suo atteggiamento Hollande ha espresso rammarico, in un documentario andato in onda su Canal+ lo scorso aprile: «Non volevo dare la sensazione di essere scortese con il mio predecessore (…) Ma se l’ho fatto, ne sono davvero dispiaciuto perché non era affatto l’atteggiamento che volevo avere».

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(Nicolas Sarkozy e Carla Bruni-Sarkozy lasciano l’Eliseo dopo l’insediamento di Hollande, 15 maggio 2012 – AP Photo/Christophe Ena)

Metà maggio: nomina del primo ministro e del nuovo governo
Il nuovo capo del governo sarà nominato il giorno dell’insediamento del nuovo presidente? Questo è quello che è accaduto nel 1974, nel 1981, nel 1995 e nel 2012, anni in cui, proprio come ora, il nuovo presidente non è il vecchio presidente.

Jean-Marc Ayrault era stato nominato il 15 maggio del 2012, dopo che François Hollande aveva giurato come nuovo presidente. Il primo governo era stato formato il giorno successivo ed era composto da una maggioranza di socialisti, ma anche da due ecologisti e da due esponenti della sinistra radicale. Questa prima formazione era stata mantenuta fino a dopo la vittoria della sinistra alle elezioni legislative, che si erano svolte un mese dopo, a cui però erano stati aggiunti alcuni nuovi vice-ministri.

France New Government

(Il primo governo Hollande con Jean-Luc Ayrault, al centro, come primo ministro, 17 maggio 2012 – AP Photo/Michel Euler)

Nel 2007 François Fillon era stato nominato primo ministro dopo il giuramento di Nicolas Sarkozy. Il suo governo era stato costituito il 18 maggio ed era stato caratterizzato da un’apertura a sinistra. Un mese dopo, e dopo le elezioni legislative, era stato formato un secondo governo senza il ministro dell’Ecologia Alain Juppé, sconfitto nel suo collegio elettorale.

Primo viaggio all’estero
Nel 2012 François Hollande aveva fatto il suo primo viaggio in Germania, lo stesso giorno dell’insediamento. Fu un viaggio piuttosto rocambolesco: il suo aereo venne colpito da un fulmine pochi minuti dopo il decollo e il nuovo presidente fu costretto a tornare indietro e a cambiarlo arrivando con circa un’ora di ritardo all’appuntamento.

Germany France(La cancelliera tedesca Angela Merkel accoglie Hollande a Berlino il 15 maggio del 2012 – AP Photo / Michael Sohn)

Come Hollande, nel 2007 anche Nicolas Sarkozy andò in Germania subito dopo l’investitura per incontrare la cancelliera Angela Merkel. Emmanuel Macron ha già detto che Angela Merkel sarà la prima leader straniera che incontrerà. Ma per il suo primo viaggio all’estero, il 2 maggio su BFM-TV aveva detto: «Andrò a fianco dei nostri militari all’estero» senza specificare però dove o altri dettagli.

11 giugno: primo turno delle elezioni legislative
Alle legislative si eleggerà la futura Assemblea Nazionale, la camera che dà la fiducia al governo e che è composta da 577 deputati. Per il presidente della Repubblica sarà un momento fondamentale perché se si assicurerà una maggioranza assoluta (289 seggi) potrà evitare di negoziare con altri gruppi parlamentari i diversi disegni di legge.

In caso contrario i poteri del presidente della Repubblica saranno molto limitati: al punto, sostengono alcuni esperti, da rendere la Francia una repubblica parlamentare di fatto. Macron avrà dunque bisogno di ottenere un buon risultato, ma dai sondaggi non sembra che le elezioni legislative riusciranno a dare una chiara maggioranza a uno dei partiti. Il movimento di Macron, En Marche!, sembra troppo piccolo e troppo giovane per riuscire a competere alle legislative.

18 giugno: secondo turno delle elezioni legislative
Il secondo turno si svolgerà in tutte quelle circoscrizioni che non avranno eletto un candidato al primo turno. Potranno verificarsi anche molti casi di “triangolari” (tre candidati qualificati) o di “quadrangolari”: i candidati che al primo turno hanno ottenuto almeno il 12,5 per cento dei voti degli iscritti nelle liste elettorali (non dei votanti) potranno accedere al secondo turno.

Nel 2007, con un’astensione del 40 per cento, fu necessario ottenere il sostegno di circa il 21 per cento dei votanti per accedere al terzo posto del secondo turno: quell’anno vi fu una sola elezione triangolare. Nel 2012, con il 42 per cento di astensione, vi furono 34 triangolari. Nel 2017 la situazione potrebbe essere molto diversa: i due principali partiti tradizionali francesi, Socialisti e Repubblicani, sono in crisi e al primo turno delle presidenziali si è verificata un’estrema frammentazione dei voti. Dal primo turno (vinto da Macron e Le Pen) sono usciti quattro blocchi molto vicini come numero di voti: En Marche!, Front National, Repubblicani e France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. E questo nonostante il 40 per cento di astensione. Le Monde ha calcolato che alle prossime legislative, in base ai risultati del primo turno delle presidenziali, ci potrebbero essere ben 82 triangolari.

19 giugno: fine della quattordicesima legislatura
La quattordicesima legislatura della Quinta Repubblica, cominciata il 20 giugno del 2012, terminerà il prossimo 19 giugno, il giorno dopo il secondo turno delle legislative. L’ultima giornata di lavori parlamentari dell’Assemblea Nazionale – che ha sede a Palais-Bourbon sul Quai d’Orsay davanti al Pont de la Concorde a Parigi – è stata il 22 febbraio scorso.