Un'immagine di come è stato pubblicizzato e di come in realtà si presentava il Fyre Festival
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  • sabato 29 aprile 2017

Il festival musicale peggiore della storia?

In questi giorni alle Bahamas doveva tenersi un evento "di lusso" con biglietti fino a 250mila dollari, ma è andato tutto storto

Un'immagine di come è stato pubblicizzato e di come in realtà si presentava il Fyre Festival

Questo weekend alle Bahamas si sarebbe dovuto tenere il Fyre Festival, un evento musicale organizzato tra gli altri dal rapper Ja Rule e che era stato annunciato come uno dei più importanti ed “esclusivi” dell’anno, per via del costo molto alto dei biglietti. Per via di una serie di ragioni ancora poco chiare, però, è andato tutto storto e il festival è stato annullato proprio durante la prima esibizione, quando ancora era presente solo una piccola parte di spettatori, che però si stava già lamentando molto visibilmente sui social network. Da ieri si sono occupati del fallimento del Fyre Festival tutti i principali giornali internazionali, che per descriverlo hanno usato parole come “disastro”, “fiasco”, “caos” e così via.

Già da settimane circolava molta diffidenza sulle strutture organizzative del festival, che è alla sua prima edizione e di cui nessuno sembrava sapere nulla. Le cose sono definitivamente precipitate venerdì 28 aprile: i Blink-182, uno dei principali gruppi musicali che avrebbero dovuto suonare al Fyre, hanno annunciato improvvisamente che non avrebbero partecipato all’evento, mentre la modella Kendall Jenner, che era stata ingaggiata insieme ad altre decine di celebrità e influencer internazionali nella campagna promozionale, ha cancellato dal suo account Instagram ogni riferimento al festival. Nel frattempo chi invece aveva pagato il costosissimo biglietto di ingresso, ha trovato sull’isola un’accoglienza molto diversa da quella promessa, paragonando lo scenario al film Hunger Games o ad un campo profughi. Uno dei messaggi più frequenti che si potevano leggere in quelle ore seguendo l’hashtag #FyreFestival era “veniteci a salvare”, più o meno.

L’evento era stato annunciato in grande stile dallo stesso Ja Rule come “impareggiabile per qualità della musica, del cibo, del design e dell’accoglienza”. Come location era stata scelta un’isola privata delle Bahamas – dove pare abbia vissuto anche il celebre narcotrafficante Pablo Escobar – mentre gli alloggi venivano descritti come lussuosi “igloo”.

I partecipanti avrebbero inoltre goduto di un servizio di catering ricercato e ascoltato grosse band come Blink-182, Major Lazer e Disclosure. Le intenzioni erano quelle di creare un festival musicale di lusso – al contrario di quelli più popolari come Glastonbury, o il Coachella – dove ricchi adolescenti avrebbero potuto ascoltare buona musica e soprattutto mescolarsi con modelle e celebrità come Kendall Jenner, Bella Hadid e le altre influencer che avevano partecipato alla campagna di promozione online. Tutto questo dopo aver pagato un biglietto di entrata di un costo variabile tra i mille e i 250mila dollari (in uno dei pacchetti più costosi erano compresi tutti i giorni del festival e la disponibilità di uno yacht privato).

Una volta arrivati sull’isola di Exumas, la situazione è apparsa chiaramente diversa ed è stata ampiamente documentata su Twitter e Instagram dai partecipanti: in sintesi, sembra che sull’isola nulla fosse davvero pronto per ospitare un festival di quelle dimensioni e soprattutto di lusso, come promosso nelle settimane precedenti.

I problemi sono iniziati all’arrivo sull’isola, nelle prime ore di venerdì: alcuni partecipanti sono rimasti ore sulla pista dell’atterraggio dell’isola prima che fosse permesso scendere, e una volta sbarcati nessuno sapeva bene dove andare e cosa fare. Già si parlava di “disastro totale”.

Al posto degli alloggi, poi, erano state allestite tende molto simili a quelle che vengono utilizzate in caso di disastri naturali, e al posto dell’esperienza culinaria unica i partecipanti hanno ricevuto scatole con dentro due fette di pane, due di formaggio e un po’ di insalata come contorno.

I Blink 182, tra gli artisti più importanti che si sarebbero dovuti esibire, avevano già annunciato giovedì sera, a un giorno dall’inaugurazione dell’evento, che non si sarebbero esibiti al Fyre Festival perché non erano sicuri di poter garantire una performance di qualità. Il dj Daniel Cowel, l’unico artista che si è esibito al festival, ha suonato per un’ora, durante il quale è arrivata la notizia che il governo delle Bahamas aveva cancellato l’evento. Cowel ha continuato a suonare, incoraggiato dal suo manager, poi a un certo punto è saltato completamente il sonoro. Intanto, sui social continuavano a circolare lamentele sugli ambienti comuni del festival, sulle cucine e le cattive condizioni dell’isola.

A quel punto è intervenuto il Ministero del Turismo delle Bahamas, con una dichiarazione nella quale cancellava l’evento mostrando un certo disappunto per la cattiva organizzazione, e sottolineanva inoltre l’estraneità dell’amministrazione nella gestione del festival.

In tutto questo, non era chiaro dove si trovasse Ja Rule, il rapper newyorkese tra i maggiori organizzatori dell’evento. Ja Rule è ricomparso venerdì sera con un tweet dove si è scusato per come sono andate le cose, specificando che non si era trattato di una truffa – come invece avevano ipotizzato in molti, a quel punto – e che lui e gli organizzatori stavano lavorando affinché tutti venissero rimborsati.

Sul sito ufficiale, gli organizzatori hanno scritto che “a causa di circostanze al di fuori del loro controllo, le strutture non erano state predisposte per tempo” e che stanno “lavorando senza sosta per fare in modo che tutti tornino a casa in modo sicuro e nel più breve tempo possibile”. Hanno poi aggiunto che “il festival è stato posticipato”, senza specificare a quando, “affinché si possa creare quell’esperienza di altissima qualità” che avevano immaginato. Non è ancora chiaro se tutti i partecipanti abbiano effettivamente lasciato l’isola di Exumas.

Parlando con BuzzFeed, il co-organizzatore del festival Billy McFarland ha spiegato che l’organizzazione si è ritrovata ad avere a che fare con molte più persone di quante avesse immaginato, che le strutture sull’isola erano più arretrate di quello che pensavano e che in generale la struttura organizzativa del festival era troppo ridotta. McFarland ha aggiunto che “verrano fissate nuove date per maggio 2018 che si terranno negli Stati Uniti” e il tema del mare e della vita da spiaggia sarà mantenuto. Il nuovo evento sarà gratis per tutti quelli che avevano già acquistato il biglietto per questo festival e per ogni biglietto venduto “l’organizzazione donerà un dollaro e mezzo alla Croce Rossa delle Bahamas”.

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