(Da "Baby Boss")

Stasera cinema?

Un apprezzato film drammatico con Isabelle Huppert, una commedia con Omar Sy e una con Woody Harrelson, poi "Baby Boss" e "Boston - Caccia all'uomo"

(Da "Baby Boss")

Ci sono molti film francesi nei cinema italiani. Questa settimana sono due (anche se uno in realtà è una co-produzione franco-tedesca): uno – Le cose che verranno, con Isabelle Huppert – è drammatico; l’altro – Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse, con Omar Sy, è una commedia. Tra i film in sala questa settimana c’è però molta varietà: c’è il film d’animazione Baby Boss (un po’ per bambini un po’ per adulti, e forse è proprio questo il suo problema, dicono); c’è Boston – Caccia all’uomo (che parla dell’attentato alla maratona di Boston del 2013) e c’è la commedia americana indipendente Wilson, la cui cosa migliore secondo i critici è il suo protagonista Woody Harrelson.

Baby Boss

È un film d’animazione della DreamWorks e parla dell’alleanza tra un neonato – parlante, con giacca-cravatta-e-valigetta – e il fratello di sette anni per ostacolare i malvagi piani di una società. Il neonato è una specie di spia dal futuro, anche. Il regista è Tom McGrath, che ha diretto il primo e il secondo Madagascar. Nella versione in lingua originale tra i doppiatori ci sono Steve Buscemi, Jimmy Kimmel e Alec Baldwin, che dà voce al neonato. Nella versione italiana quella voce è del doppiatore Massimo Rossi.

È difficile dire se Baby Boss sia piaciuto o no ai critici: è uno di quei casi in cui il “dipende a chi chiedete” è particolarmente vero. Più o meno la metà delle recensioni di Rotten Tomatoes ne parla in modo positivo e la sintesi fatta dal sito è: «Il cast [con riferimento a quello statunitense] è pieno di gente di talento e ci sono lampi di umorismo e creatività visiva, ma queste cose non riescono a sopperire a una scadente premessa e alla scelta di accontentarsi di battute per bambini». Neil Genzlinger ha scritto sul New York Times che «il contrasto dato dal vedere un neonato dire, fare e pensare certe cose funziona bene» ma che alla fine è un po’ troppo concettuale se si pensa che è un film per bambini. In effetti questa è una critica piuttosto ricorrente: ci sono battute per adulti e battute per bambini, e si finisce per non accontentare davvero nessuno. Certi adulti noteranno tra l’altro una citazione di questa scena di I predatori dell’arca perduta.

Wilson

È una commedia tratta dall’omonimo graphic novel di Daniel Clowes (considerato il massimo esponente del fumetto indipendente americano), pubblicato in Italia dalla casa editrice Coconino. Il protagonista Wilson (interpretato da Woody Harrelson) è un eccentrico uomo di mezza età che scopre che la sua ex moglie ha dato in adozione la figlia avuta da lui, ormai adolescente, e decide di conoscerla. Clowes si è occupato anche della sceneggiatura del film, in cui l’ex moglie di Wilson è interpretata da Laura Dern (recentemente potreste averla vista, un po’ meno sorridente, in Big Little Lies). Il regista è Craig Johnson, che ha già diretto Uniti per sempre.

Non sarà in tantissimi cinema (meno di 100) e nemmeno questo è stato recensito in modo particolarmente positivo. Anzi, cercando di tirare fuori una sintesi sensata da decine di recensioni, si può dire sia piaciuto anche meno di Baby Boss. Un concetto ricorrente è “non è un buon film, ma si ride” (secondo qualcuno ogni tanto, secondo qualcun altro spesso). Kenji Fujishimka ha scritto su Slant Magazine che il film non riesce a decidere cosa essere e rimbalza «dalla toccante malinconia alla comicità da cartone animato, senza decidere che tono avere». L’unica cosa che quasi tutti hanno apprezzato è invece l’interpretazione di Harrelson, che di recente ha anche girato un film trasmesso in diretta nei cinema.

Boston – Caccia all’uomo

Parla dell’attentato del 2013 alla maratona di Boston e, soprattutto, della successiva ricerca dei responsabili. È tratto dal libro Boston Strong di Casey Sherman e del giornalista Dave Wedge: il film è diretto da Peter Berg e nel cast ci sono Mark Wahlberg, J. K. Simmons, John Goodman, Kevin Bacon e Michelle Monaghan. Il film si concentra soprattutto sulla ricerca dei responsabili dell’attentato.

Diversi critici hanno parlato bene di Boston – Caccia all’uomo dicendo che si tratta di un buon e avvincente thriller, che però riesce a essere soprattutto un tributo a chi morì in quell’attentato e a chi ne trovò i responsabili. Peter Debruge di Variety ha scritto che è «intrinsecamente intrattenimento da multisala, arricchito da una approfondita ricerca, da attori che sanno quello che fanno e messo in scena con un uguale livello di rispetto e professionalità».Ty Burr, il critico cinematografico del Boston Globe, ha invece scritto che «nel migliore dei casi è non necessario, nel peggiore è una specie di insulto». Berg, il regista, sembra essersi appassionato ai film su recenti storie americane: meno di un anno fa uscì in Italia Deepwater – Inferno sull’oceano, un film drammatico e d’azione – e pure un po’ thriller – che racconta la storia dello sversamento di petrolio cominciato il 20 aprile 2010 sulla piattaforma Deepwater Horizon della società petrolifera British Petroleum (BP), durante la realizzazione di un pozzo a 1.500 metri di profondità.

Le cose che verranno 

È il film grazie al quale Hanse-Løve ha vinto l’Orso d’argento al festival del cinema di Berlino. Parla di una professoressa di filosofia (interpretata da Isabelle Huppert) che deve vedersela con la morte della madre, i tradimenti del marito e il licenziamento dal posto in cui lavora.

Andrew Pulver e Alan Evans Guardian hanno scritto che è un film «elegante, misurato e con stile», oltre che molto-molto triste. Le cose che verranno – L’avenir è piaciuto molto anche ad A. O. Scott, il critico del New York Times: l’ha definito un «dramma domestico e meditativo» e l’ha paragonato a Elle di Paul Verhoeven. In entrambi i casi la protagonista è Huppert e di lei Scott ha scritto che «trascende ogni limite. È insieme l’attrice più ferocemente intuitiva e la più serenamente intelligente in circolazione».

Ma anche

Questa settimana sono usciti anche una commedia francese e una italiana. Quella francese è Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse, che è interpretato da Omar Sy (l’attore di Quasi amici) e parla di un uomo a cui una ex compagna lascia una bambina di pochi mesi. È sua figlia e lui, che fino a un attimo prima faceva tutt’altra vita, deve iniziare a prendersene cura. Poi passano gli anni e succede un’altra cosa. Quella italiana è Lasciami per sempre: è diretta da Simona Izzo e con Barbora Bobulova, Max Gazzè, Valentina Cervi, Vanni Bramati, Marco Cocci, Myriam Catania, Andrea Bellisario. Entrambe le commedie, soprattutto quella francese sono andate bene nel loro primo giorni nei cinema italiani. È uno di quei film che parla di una famiglia – grande e variegata – che si riunisce.

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