Venezia. Italia. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

Le tre mostre da vedere per i 70 anni di Magnum

Cioè la più famosa agenzia fotografica al mondo: Torino, Cremona e Brescia espongono alcuni dei suoi lavori più rilevanti

Nel 1947, settanta anni fa, i fotografi Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e David Seymour fondarono Magnum Photos, una grande e importante agenzia fotografica, ancora oggi la più autorevole e conosciuta al mondo.
 Lo scopo di Magnum era, come spiega l’agenzia stessa, di tutelare i suoi membri e «riflettere la loro natura indipendente, sia come persone che come fotografi – il mix di giornalista e artista che definisce Magnum, sottolineando non solo ciò che vede, ma anche il modo in cui lo vede».

L’agenzia venne fondata come cooperativa, era cioè di proprietà e in gestione dei suoi membri, che erano (e sono) i diretti proprietari del copyright delle proprie fotografie: questa impostazione permise ai fotografi di lavorare con grande flessibilità anche sui progetti a lungo termine a cui tenevano di più, e non solo a quelli commissionati dalle riviste. Diventarne un membro a tutti gli effetti è un grandissimo riconoscimento per la carriera di un fotografo: si viene scelti dopo una rigida selezione e un periodo d’osservazione che dura quattro anni, in cui il lavoro del candidato viene seguito e studiato accuratamente. Per celebrare i suoi 70 anni Magnum organizzerà per tutto il 2017 diversi eventi e iniziative (la settimana scorsa, ad esempio, ha diffuso questo prontuario con consigli per giovani aspiranti fotografi): in Italia al momento sono in corso mostre a Milano, Brescia e Cremona, che ne raccontano pezzi diversi di storia.

L’Italia di Magnum
. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, a Camera di Torino, fino al 21 maggio, espone più di duecento immagini di 20 fotografi che hanno raccontato la storia dell’Italia degli ultimi 70 anni. Ci sono le foto di Robert Capa alla fine della Seconda guerra mondiale, che mostrano un paese in rovina, e quelle di David Seymour che nel 1947 fotografò i turisti che tornavano a visitare la Cappella Sistina. E poi Roma fotografata da Elliot Erwitt, la storica mostra di Picasso a Milano del 1953 fotografata da René Burri e le foto di Cinecittà fatte da Herbert List. E ancora: i funerali di Togliatti con Bruno Barbey, il boom economico sulla spiaggia di Cesenatico con Erich Lessing, la legge sul divorzio con Leonard Freed e la veglia in piazza San Pietro dopo la morte di Papa Giovanni Paolo II con Paolo Pellegrin.

LIFE – MAGNUM. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia, al museo del Violino di Cremona (fino all’11 giugno), racconta de
l rapporto fra la celebre rivista americana LIFE e l’agenzia, con 9 nove reportage fotografici pubblicati dalla rivista che ebbero grande impatto sull’opinione pubblica. Ci sono quello di Werner Bischoff sulla grande carestia del Bihar in India, nel 1951, e in Corea, nel 1952; quello di Robert Capa sulla guerra civile spagnola, lo sbarco in Normandia e la guerra di Indocina; le foto a James Dean di Dennis Stock, e quelle che nove fotografi di Magnum (tra cui Cornell Capa, Henri Cartier-Bresson, Elliot Erwitt, Ernst Haas e Inge Morath) scattarono durante le riprese di Gli spostati, con Marylin Monroe, Clark Gable e Montgomery Clift.

Infine al museo di Santa Giulia di Brescia, fino al 3 settembre, sarà possibile visitare due mostre dedicate ai fotografi di Magnum: Magnum First e Magnum – La première fois. Magnum First con le fotografie che composero la prima mostra organizzata da Magnum, presentata tra il giugno 1955 e il febbraio 1956 in cinque città austriache: le foto sono state ritrovate nel 2006 in due casse dimenticate in una cantina di Innsbruck ed è la prima volta che vengono esposte in Italia da quando sono state ritrovate. Ci sono 83 stampe vintage in bianco e nero di fotografi come Henri Cartier-Bresson, Inge Morath, Werner Bischof, Robert Capa e Erich Lessing, tra gli altri. Magnum – La première fois espone invece le immagini della “prima volta” di 20 fotografi dell’agenzia, quella in cui hanno iniziato a distanziarsi dai loro maestri e a inventare il loro stile. Ci sono Abbas, Bruce Gilden, Christopher Anderson, Alex Webb, Chien-Chi Chang, Olivia Arthur, David Alan Harvey e Thomas Hoepker, tra gli altri.