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Come nacque il famoso manifesto “I Want YOU”, 100 anni fa

Lo disegnò James Montgomery Flagg, usandosi come modello e ispirandosi a un altro manifesto britannico, per una campagna di reclutamento dell'esercito

di Travis M. Andrews – The Washington Post
(AP Photo)

Un pizzetto bianco su una faccia scolpita. Delle sopracciglia folte sopra due occhi infuocati. Una chioma argentea che fluisce da sotto un cilindro decorato con delle stelle. E un dito ossuto che punta in direzione di chi osserva. Queste caratteristiche appartengono allo Zio Sam, nel famoso manifesto “I want YOU for U.S. Army”, che contribuì a reclutare legioni di giovani americani per combattere nella Prima e Seconda guerra mondiale. La prima apparizione del manifesto risale a cento anni fa, nel periodo in cui gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Germania entrando nella Prima guerra mondiale, il 6 aprile 1917. Il manifesto si rivelò efficace e fu stampato oltre 4 milioni di volte nel corso dell’ultimo anno della guerra, secondo la Biblioteca del Congresso statunitense. Un articolo del New York Times del 1961 sosteneva che il numero finale superò le 5.350.000 copie.

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Il manifesto ideato da Flagg all’esterno di una base per l’arruolamento a Washington, l’8 dicembre 1961 (Bob Schutz/AP)

Le caratteristiche fisiche ritratte nel manifesto appartenevano a James Montgomery Flagg, l’illustratore che diede vita al moderno Zio Sam. Flagg usò se stesso come modello, cosa che colpì il presidente Roosevelt a tal punto da spingerlo a dire all’artista: «Mi congratulo con lei per l’ingegnosità con cui si è risparmiato l’assunzione di un modello. Si direbbe che lei abbia degli avi Yankee».

Nonostante la comparsa del manifesto risalga al 1917, la raffigurazione moderna dello Zio Sam fatta da Flagg fu pubblicata originariamente sulla copertina della rivista Leslie’s Weekly il 6 luglio 1916, accompagnata dal titolo «E VOI cosa state facendo per essere pronti?». Flagg era un artista di talento – vendette il suo primo disegno a 12 anni e iniziò a collaborare con la rivista Life a 14, secondo lo Smithsonian National Museum of American History – ma ebbe delle difficoltà per il lavoro per Leslie’s Weekly. «Flagg aveva una scadenza a breve termine ed era a corto di idee. Non aveva nemmeno un modello nel suo studio con cui lavorare. Aveva però il suo riflesso, quello di un uomo alto e allampanato, con dei penetranti occhi blu e dei capelli mossi», ha scritto Christopher Capozzola in Uncle Sam Wants You. Flagg aveva trovato un modello; ora aveva bisogno di un’ispirazione.

A dargli il là fu un manifesto di propaganda britannico del 1914, disegnato da Alfred Leete per reclutare soldati che combattessero per la British Expeditionary Force. Ritraeva Lord Kitchener, il segretario di Stato alla Guerra britannico, che puntava il dito verso chi osservava. Sotto la sua faccia baffuta, in grassetto campeggiava la scritta «Il tuo paese ha bisogno di TE». «Flagg cancellò la didascalia, prese in prestito la posa di Kitchener, e sostituì la faccia dell’inglese con la sua, aggiungendo poi le rughe, i baffi e i capelli grigi, giusto per metterci qualcosa in più», ha scritto Capozzola.

Durante la Prima guerra mondiale Flagg ideò 46 manifesti di propaganda per il governo americano (una cosa un po’ ironica, considerando il fatto che «Flagg non è interessato alla politica», come scrisse il Washington Post nel 1937). Molti dei suoi manifesti includevano lo Zio Sam. A volte veniva disegnato con le maniche tirate in su per mostrare le sue braccia muscolose, allontanandosi notevolmente dalle precedenti rappresentazioni del personaggio. Alcune raffigurazioni passate ritraevano lo Zio Sam come «un uomo anziano affabile e genuino», stando al libro From Jeeves to Uncle Sam: The Legacy of James Montgomery Flagg.

Prima di Flagg, la raffigurazione più famosa dello Zio Sam era quella del vignettista Thomas Nast. La sua versione tendeva al caricaturale, mentre quella di Flagg era «austera e muscolare», e «cambiò per sempre il mondo in cui sarebbe stato visto il personaggio». Nel 1937 il Washington Post suggerì che fu Flagg a dare allo Zio Sam «un’aura di dignità». La sua versione più mascolina e affascinante del personaggio non fu una grande sorpresa. «Sono sempre stato un adoratore della bellezza della forma umana che si scorge in alcuni uomini e donne», scrisse Flagg nella sua autobiografia, Roses and Buckshot. Flagg diventò famoso disegnando donne bellissime e la sua idea di bellezza si discostava dagli standard dell’epoca. Come riporta Appearing Modern: Women’s Bodies, Beauty, and Power in 1920s America, all’epoca le aspettative sociali riguardo alla bellezza femminile non contemplavano le curve. «La parola d’ordine è magra», scrisse Jesse Henderson sul Washington Post nel 1921, «una bellezza rotonda ha poche possibilità di diventare popolare in questi tempi anemici».

Una rapida occhiata ai moltissimi disegni sensuali di donne realizzati da Flagg – che sosteneva fossero «la cosa prodotta più abbondantemente in America» – dimostra come l’artista non condividesse certamente il canone dell’epoca e non fosse interessato a rappresentarlo nella sua arte. «Non gli piacque mai una donna che non fosse bella, e la sua idea di bellezza prevedeva un seno pieno, la pelle chiara, un naso all’insù e labbra voluttuose», scrisse il Washington Post nel 1960. Alla sua morte, nel 1960, il sommario del New York Times diceva «l’artista era noto per i suoi manifesti di guerra patriottici e per i suoi disegni di donne sulle riviste».

Una volta Art Wood, autore di Great Cartoonists and Their Art, visitò lo studio di Flagg, notando come fosse pieno di modelle nude. «Queste ragazze bellissime erano distese su delle poltrone sistemate intorno al suo studio. Una di loro fumava una sigaretta, con una lunga gamba sopra il bracciolo della poltrona, mentre l’altra leggeva una rivista. Sembrava una scena uscita da un quadro di Renoir, con colori e posti simili. Anche solo concentrarsi su James Montgomery Flagg era difficile».

La raffigurazione dello Zio Sam realizzata da Flagg è sopravvissuta fino a oggi. Oltre a essere stata adattata per la Seconda guerra mondiale, l’immagine è spesso usata per promuovere altre cause. Il dipartimento dell’Agricoltura statunitense, per esempio, ha usato la posa per un manifesto che raffigura l’Orso Smokey, una mascotte ideata per aiutare a prevenire gli incendi dei boschi. Come il Lord Kitchener di Leete e lo Zio Sam di Flagg, l’orso indica direttamente a chi osserva, e proprio come nei manifesti di Leete e Flagg sotto l’immagine compare uno “YOU” in maiuscolo.

© 2017 – The Washington Post 

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