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  • mercoledì 29 marzo 2017

Che cos’è il TAP

È il gasdotto sotterraneo che dovrebbe essere costruito in Puglia e contro cui negli ultimi giorni ci sono stati proteste e scontri

(ANSA)

Nelle ultime settimane ci sono stati proteste e scontri in provincia di Lecce tra la polizia e i manifestanti che protestano contro la costruzione del TAP, un gasdotto che dall’Albania dovrebbe arrivare sulle coste pugliesi e i cui lavori sono appena cominciati. Numerosi comitati locali, oltre al Movimento 5 Stelle, protestano contro la costruzione; anche il presidente della regione Michele Emiliano, candidato alle primarie del PD, ha criticato duramente il progetto. Dopo quasi un anno di ritardi, però, il TAP ha ottenuto quasi tutte le autorizzazioni necessarie, mentre le inchieste che erano state aperte sulla sua costruzione sono state archiviate. I primi lavori, che prevedono l’espianto temporaneo di circa 200 ulivi, sono cominciati martedì 28 marzo.

I lavori sono già stati autorizzati, ha ricordato pochi giorni fa il Foglio, e in parte sono già iniziati in tutti gli altri paesi che dovrebbero essere attraversati dal gasdotto. Il TAP comincia alla frontiera tra Grecia e Turchia, e dovrebbe arrivare in Italia passando per l’Albania e attraversando il Mare Adriatico. Tramite il TAP, e poi attraverso la rete italiana, sarà possibile portare in Europa il gas estratto in Azerbaigian, diversificando l’approvvigionamento del continente che attualmente dipende in buona parte dalla Russia e dai gasdotti che attraversano l’Ucraina.

Il gasdotto sarà lungo in tutto 870 chilometri, di cui circa un centinaio sul fondale dell’Adriatico. Il costruttore è il consorzio svizzero TAP, i cui azionisti principali sono società che si occupano di distribuzione del gas, come l’italiana SNAM. L’opera è stata finanziata con l’aiuto della Banca Europea per gli Investimenti, anche grazie al fatto che l’Unione Europea ha riconosciuto al TAP lo status di “Progetto di Interesse Comune”. I finanziamenti, quindi, sono in parte garantiti dall’Unione e questo ha permesso di raccogliere denaro sui mercati a interessi ridotti.

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Nel tratto italiano l’opera sarà in gran parte invisibile. Dal fondo del mare il tunnel entrerà nel sottosuolo italiano a una distanza di circa 800 metri dal litorale e a una profondità di 25 metri. Questa parte del tunnel sarà scavata da terra, dice il consorzio, partendo da un punto a circa 700 metri dalla spiaggia. Una volta sulla terraferma, il tunnel – che avrà un diametro di circa 1,2 metri – proseguirà interrato a una profondità mai inferiore a 1,5 metri per circa 8 chilometri. Lungo il percorso del tunnel dovranno essere spostati un totale di circa 1.900 ulivi, anche se il consorzio dice che la cifra potrebbe ridursi. Gli alberi saranno rimossi per permettere lo scavo della trincea dove sarà posato il tubo, e saranno rimessi al loro posto al termine dei lavori.

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Nel comune di Melendugno sorgerà il terminale di ricezione (PRT), l’infrastruttura più visibile della parte italiana del progetto. Sarà un’area grande come una dozzina di campi da calcio in cui sorgerà il centro di controllo e immissione del gas all’interno della rete nazionale. Il consorzio TAP dice che l’impianto non dovrebbe produrre una quantità significativa di emissioni, visto che «il gas non richiede alcuna lavorazione e non ne è previsto lo stoccaggio». Ci potrebbero essere alcune ridotte emissioni solo quando sarà necessario riscaldare il gas per adattarne la pressione a quella del resto della rete italiana. Il consorzio dice che anche in questo caso le emissioni saranno una frazione trascurabile di quelle prodotte dal vicino comune di Melendugno.

Il gasdotto dovrebbe essere sufficiente a trasportare 10 miliardi di metri cubi di gas l’anno, che potrebbero essere portati fino a 20 miliardi se fossero costruite nuove infrastrutture per aumentare la pressione all’interno del gasdotto. Secondo gli ultimi dati disponibili, il consumo di gas naturale in Italia è stato nel 2016 pari a circa 70 miliardi di metri cubi l’anno, un aumento di quasi il 15 per cento rispetto al 2014. Attualmente il nostro paese è già attraversato da una vasta rete di gasdotti nazionali e provenienti dall’estero che riforniscono l’intero territorio.

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(SNAM Rete Gas)

Contro il TAP le amministrazioni locali, spesso con l’appoggio del presidente della regione Emiliano, hanno portato avanti diverse iniziative legali, fino a questo momento tutte respinte dalla giustizia amministrativa. Anche le inchieste della magistratura per il momento sono state tutte archiviate. Enti locali e comitati di cittadini, però, dicono che continueranno a protestare contro il gasdotto, un’opera che definiscono inutile e dannosa per la regione. Uno dei punti più delicati è lo spostamento degli ulivi che, secondo alcuni, rischiano di finire danneggiati durante la fase di espianto, quella di trasporto o durante la conservazione in attesa di essere piantati nuovamente sul luogo originale. Gli altri timori riguardano il possibile impatto della costruzione del gasdotto sulle attività tipiche dell’area, come l’agricoltura e il turismo.

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