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  • Venerdì 24 marzo 2017

Il video dell’omicidio di un ex parlamentare russo anti-Putin a Kiev

È stato diffuso oggi, mostra un uomo che spara diverse volte a Denis Voronenkov in una strada di Kiev, in pieno giorno

Un'immagine tratta dal video dell'omicidio di Denis Voronenkov a Kiev
Un'immagine tratta dal video dell'omicidio di Denis Voronenkov a Kiev

Oggi è stato diffuso un video che mostra l’uccisione di Denis Voronenkov, ex deputato della Camera bassa del Parlamento russo, in una strada di Kiev, in pieno giorno. Voronenkov, noto critico del presidente russo Vladimir Putin, è stato ucciso giovedì di fronte a un hotel del centro della capitale ucraina. Il video – che è piuttosto forte e impressionante – mostra Voronenkov mentre cammina su un marciapiede a fianco della sua guardia del corpo. A un certo punto si avvicina un altro uomo con il cappuccio. L’uomo spara diverse volte a Voronenkov e colpisce anche la sua guardia del corpo, che rimane a terra qualche secondo. Poi la guardia del corpo tira fuori la pistola e spara a sua volta verso la direzione in cui è scappato l’uomo col cappuccio. L’assalitore, hanno raccontato i giornali, è morto qualche ora dopo in ospedale a causa delle ferite riportate nella sparatoria.

Attenzione: il video è molto forte

Voronenkov era stato eletto nel 2011 con il Partito Comunista russo, il secondo partito del paese per numero di seggi dopo Russia Unita, la forza politica il cui leader è Putin. Alle elezioni dello scorso autunno non era stato rieletto e si era trasferito con la moglie in Ucraina, dove aveva preso la cittadinanza. Aveva detto che era stato costretto a lasciare la Russia perché i servizi segreti russi lo perseguitavano, ma non si hanno molte informazioni al riguardo. Da qualche mese era diventato un attivo critico di Putin, soprattutto riguardo alla politica decisa dal governo russo verso l’Ucraina. Le posizioni di Voronenkov non erano sempre state così anti-Putin: per esempio il 20 marzo 2014 Voronenkov aveva votato a favore dell’annessione della Crimea alla Russia (lui disse poi che aveva votato così perché aveva subìto pressioni politiche). Lo stesso Partito comunista, quello di cui faceva parte Voronenkov, è considerato una delle forze politiche russe che appartengono alla cosiddetta “opposizione sistemica”, cioè quella che ha rappresentanza parlamentare – e quindi è tollerata dal partito di Putin – ma che molto spesso, soprattutto sulle questioni più importanti, vota in linea con il governo.

Sembra che Voronenkov temesse per la sua vita da diverso tempo. Ilya Ponomarev, l’ex parlamentare russo diventato famoso per essere stato l’unico a votare contro l’annessione della Crimea alla Russia, ha raccontato al Guardian di averlo sentito per telefono di recente: «Mi disse che stava ricevendo delle minacce dall’FSB [i servizi segreti russi, l’organizzazione erede del KGB]. A essere onesto, pensai che fosse un po’ paranoico». Ponomarev ha aggiunto che Voronenkov aveva chiesto ai servizi segreti ucraini una scorta armata perché temeva per la sua sicurezza. Voronenkov aveva anche in programma di fornire la sua testimonianza nel processo contro l’ex presidente ucraino filo-russo Viktor Yanukovych, che lasciò l’Ucraina durante le proteste del 2014 e che si trova tuttora in Russia. Un mese prima di morire, Voronenkov aveva detto in un’intervista alla televisione Radio Free Europe (organizzazione fondata e finanziata dal Congresso statunitense): «Credo che succederà quello che succederà. Non voglio nascondermi. Penso anche che i servizi segreti ucraini siano molto migliorati negli ultimi tre anni, perciò non sono preoccupato».

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha accusato dell’omicidio la Russia, e ha definito l’uccisione di Voronenkov un atto di “terrorismo di stato”. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha negato qualsiasi accusa e la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha detto che il “regime omicida” di Kiev “farà del suo meglio per assicurarsi che nessuno sappia mai la verità su quanto successo”.