Un addetto alla sicurezza su un balcone della Grande Sala del Popolo di Pechino, dove da oggi si riunisce l'Assemblea nazionale del popolo, la camera legislativa cinese (WANG ZHAO/AFP/Getty Images)
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  • domenica 5 Marzo 2017

Sono giorni molto fotogenici, per il Partito Comunista Cinese

Oggi è iniziata la riunione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo cinese, l'istituzione più simile a un parlamento che esista in Cina

Un addetto alla sicurezza su un balcone della Grande Sala del Popolo di Pechino, dove da oggi si riunisce l'Assemblea nazionale del popolo, la camera legislativa cinese (WANG ZHAO/AFP/Getty Images)

Oggi a Pechino è iniziata la riunione dell’Assemblea Nazionale del Popolo cinese, l’istituzione più simile a un parlamento che esista in Cina. Di fatto l’assemblea, che si riunisce una volta l’anno a marzo, ratifica le decisioni già prese dal Partito Comunista Cinese. La sessione parlamentare durerà 11 giorni. Oggi il primo ministro Li Keqiang ha parlato davanti all’Assemblea e ha annunciato che per il 2017 l’obiettivo è mantenere il tasso di crescita economica intorno al 6,5 per cento; è una percentuale più bassa di quella fissata per il 2016, che è stato l’anno in cui l’economia cinese è cresciuta meno dal 1990. Li ha fatto anche alcune dichiarazioni sulla salvaguardia dell’ambiente e nei prossimi giorni si dovrebbe parlare di alcune riforme economiche. Un altro annuncio importante, arrivato sabato durante una conferenza stampa, è invece quello che riguarda le spese militari della Cina: nel 2017 saranno aumentate del 7 per cento, la crescita più bassa dal 2010 a oggi; già nel 2016 l’aumento delle spese militari era stato limitato rispetto agli anni precedenti.

L’Assemblea Nazionale del Popolo cinese mette insieme 2987 deputati: 2157 sono membri del Partito Comunista, i restanti 830 del Fronte Unito, il secondo partito cinese, i cui dirigenti sono comunque scelti dal Partito Comunista. I deputati sono eletti ogni cinque anni. Le riunioni avvengono nella Grande Sala del Popolo di Piazza Tienanmen. Non avviene una vera discussione tra le parti, almeno come la intendiamo nelle democrazie occidentali: è più che altro un’occasione per gli amministratori provinciali e gli altri politici partecipanti di ritrovarsi a Pechino e confrontarsi e mediare diversi aspetti delle politiche decise dai vertici del Partito comunista. In occasione dell’Assemblea arrivano a Pechino da tutta la Cina rappresentanti delle minoranze etniche – si riconoscono nelle fotografie per i loro vestiti caratteristici – che fanno parte della Conferenza politica consultiva del popolo cinese, un organo consultivo supervisionato dall’Assemblea che si è riunito nei giorni scorsi.