(AP Photo/Warner Brothers)

Humphrey Bogart era unico

Morì 60 anni fa ed è stato uno dei più grandi attori di sempre e un grandissimo personaggio, divenuto semplicemente "Bogart"

(AP Photo/Warner Brothers)

Per spiegare certi grandi attori a chi non li conosce si usano i loro film migliori. Humphrey Bogart – che morì a 57 anni il 14 gennaio di 60 anni fa – si può spiegare anche senza. Non perché non fu un grande attore – vinse comunque un Oscar e fece molti ottimi film – ma perché fu soprattutto un grande personaggio del cinema, inimitato. Uno di cui si può davvero dire “star”: la migliore di tutte, secondo l’American Film Institute che lo mise al primo posto della sua classifica degli attori più leggendari di sempre.

Humphrey Bogart ha fatto Gli angeli con la faccia sporca, Il mistero del falco, Il grande sonno, Acque del sud, Sabrina, Il tesoro della Sierra Madre e Casablanca ma oltre che un grande attore di grandi film è stato Humphrey Bogart. Uno di cui si racconta che lo scrittore Raymond Chandler abbia detto: «L’unica cosa che Bogart deve fare per dominare la scena è entrarvi». Bogart – che era alto solo un metro e 73 – aveva una faccia speciale e unica nella storia del cinema: erano tempi in cui tra i grandi divi erano apprezzate molto più di oggi le facce adulte, i fascini maturi, piuttosto che le bellezze molto giovani, ma anche in questo contesto Bogart aveva una inconfondibile “faccia da Bogart”, e ruoli conseguenti di fascino serio, autorevole, vissuto. La parte più notevole in questo senso fu probabilmente quella di Casablanca, ma anche in una commedia leggera e leggendaria come Sabrina, la sua parte girava intorno al confronto tra la sua gravità autorevole e la leggerezza giovanile di Audrey Hepburn. Bogart aveva la faccia di uno che ride solo se gli scappa da ridere, o se si sta compiacendo di una propria battuta.

Tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta fece decine di film da protagonista – tanti noir, tanti in cui faceva il personaggio con una forte morale, anche se non sempre buono – e divenne un personaggio (personaggio stesso che a sua volta divenne centrale in Provaci ancora Sam, con Woody Allen). Fu riconoscibilissimo per il cappello borsalino che spesso indossava, per la sua voce bassa, sporca e quasi nasale, anche per via della cicatrice sopra al labbro (pare a causa di un pugno mentre era militare), per l’impermeabile e per il viso. Ernest Hemingway disse: «Il volto d’uomo più interessante che abbia mai conosciuto».

Bogart – nome completo Humphrey DeForest Bogart – era nato a New York, ma il quando è un problema. Sembra fosse nato il 25 dicembre 1899, la data scritta sulla sua tomba, ma per anni circolò una storia, messa in giro dal New York Times e poi smentita, secondo cui la Warner Bros decise di spostare la data a Natale, avanti di due o tre giorni, per renderlo ancora più leggendario. Il padre di Bogart faceva il chirurgo, la madre faceva l’illustratrice e fu anche una suffragetta. Bogart studiò da medico, ma già intorno ai vent’anni iniziò a recitare a teatro. Iniziò anche a fumare, decine di sigarette al giorno, e a bere molto: gli è stata attribuita la frase «diffido di tutti i bastardi che non bevono».

Nel 1930 Bogart firmò un contratto con la Fox (al tempo gli attori erano dipendenti di un solo studio, con cui firmavano contratti che duravano diversi anni e molti film), ma il suo primo importante film lo fece per la Warner Bros, che girò La foresta pietrificata, tratto da uno spettacolo teatrale in cui aveva recitato. Andò benissimo e iniziò la carriera di Bogart. In Casablanca recitò nel 1942.

Uno degli ultimi famosi film di Bogart fu L’ammutinamento del Caine, girato nel 1954 mentre Bogart era già malato di cancro alla gola. Morì nel sonno il 14 gennaio 1957, nella sua casa di Hollywood.

Bogart si sposò quattro volte con quattro attrici, ma il matrimonio più raccontato fu il quarto, con la grande attrice Lauren Bacall, quella di questo sguardo e di altrettanto straordinario fascino: si conobbero durante Acque del sud – quando lui aveva 44 anni e lei 19 – ebbero due figli, recitarono insieme in Il grande sonno, La fuga e L’isola di corallo, e restarono insieme fino alla morte di lui.

Bogart fu uno dei fondatori del Rat Pack, un gruppo di famosi personaggi dello spettacolo – diventato poi famoso soprattutto per Dean Martin e Frank Sinatra – noto e seguito dai media per la condivisione di estese parti delle rispettive carriere e vite pubbliche e private, in genere anticonformiste e tendenzialmente amanti della notte e dell’alcol. Dei pomeriggio sugli yatch, anche.

Bogart è anche diventato una parola di slang inglese: “bogarting” vuol dire fare un tiro particolarmente lungo e cinematografico mentre ci si fa una canna, così come Bogart faceva nei suoi film con le sigarette.

Bogart è famoso anche per due film poi diventati celebri che hanno parlato di lui. Provaci ancora, Sam, del 1972, di Woody Allen (Play it again, Sam), il cui titolo cita la sua frase più famosa in Casablanca: «Play it once, Sam»; e Fino all’ultimo respiro, del 1960, di Jean-Luc Godard, gran film con Jean Paul Belmondo che è un giovane ladro di Marsiglia che ha Bogart come modello.

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