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Carrie Fisher non sarà ricreata in digitale

Lo ha annunciato la casa di produzione di Star Wars dopo le voci degli ultimi giorni: la principessa Leia interpretata da Fisher apparirà per l'ultima volta nell'ottavo film, poi basta

La Lucasfilm, la casa di produzione di proprietà della Disney che possiede i diritti della saga di Star Wars, ha fatto sapere con un comunicato che nei suoi prossimi film non intende ricreare con gli effetti speciali digitali la figura di Carrie Fisher, la celebre attrice americana morta a 60 anni martedì 27 dicembre 2016. Nella saga di Star Wars, Fisher interpretava la principessa Leia, uno dei personaggi principali: Fisher ha recitato nei primi tre film della saga, usciti fra 1977 e 1983, oltre che nel settimo film, uscito nel 2015. Sarà presente anche nell’ottavo film della saga, dato che le riprese sono finite nell’estate del 2016, ma avrebbe dovuto recitare anche nel nono film.

Negli ultimi giorni erano circolate parecchie voci su come la Lucasfilm intendesse gestire la morte di Fisher in relazione al personaggio di Leia. Lo Hollywood Reporter, solitamente molto informato sul mondo del cinema americano, aveva scritto che il personaggio di Leia avrebbe dovuto avere un ruolo chiave nella trama del nono film, e che la Lucasfilm stava considerando di ricreare il personaggio di Leia in computer grafica per conservare la sceneggiatura originale. La notizia è sembrata credibile anche a diversi appassionati perché in “Rogue One”, il primo film che fa da spin-off alla saga, uscito il 15 dicembre 2016, un importante personaggio della “vecchia” trilogia è stato interamente ricreato grazie alla computer grafica, dato che l’attore che lo interpretava è morto da tempo.

La Lucasfilm ha smentito queste voci con un comunicato sul proprio sito, in cui scrive: «vogliamo rassicurare i nostri appassionati. La Lucasfilm non ha in programma di ricreare in digitale la performance di Carrie Fisher nel ruolo della principessa (e generale) Leia Organa».

Le riprese di Star Wars: Episodio IX (è un titolo provvisorio) inizieranno nel 2017 e il regista Colin Trevorrow, Derek Connolly – il co-sceneggiatore – e la Disney non hanno ancora detto cosa pensano di fare, per ovvie e giuste questioni di rispetto e perché è una decisione complicata che riguarda in modo rilevante un business da miliardi di dollari. A prescindere dalla bravura di Fisher e dalla bellezza del personaggio di Leia/Generale Organa, non sarà però facile adattare una storia in cui lei era chiaramente un personaggio centrale, con molti possibili sviluppi. Le opzioni in ballo sono probabilmente due: la prima è far morire Leia, magari nel film del 2017 o in quello del 2019. Nel primo caso andrebbero rigirate e adattate alcune scene del film, e c’è il tempo tecnico per farlo. È quello che si scelse di fare per il personaggio interpretato da Philip Seymour Hoffman – morto nel 2014 – che nei film di Hunger Games aveva interpretato lo stratega Plutarch Heavensbee.

Oppure si può fare un recast, scegliere cioè di non far finire con una morte cinematografica la storia della principessa Leia e far recitare la sua parte a una nuova attrice. È quello che è successo per esempio dopo la morte di Richard Harris, che aveva interpretato Albus Silente nei primi due film di Harry Potter. Dopo la sua morte, nel 2002, è stato sostituito da Michael Gambon. Era impossibile eliminare il personaggio di Silente e non c’era altra soluzione. La sostituzione fu relativamente facile per una questione molto pragmatica: Silente ha lunghi capelli e una lunga barba, quindi parte del viso è coperta e resta molto riconoscibile al di là dell’attore. E poi Silente esisteva già, come personaggio letterario, prima che Harris lo interpretasse. Esiste già un indizio secondo cui la Lucasfilm potrebbe fare questa scelta: il fatto che nel finale di “Rogue One” (occhio agli spoiler) la parte della Principessa Leia è stata interpretata dall’attrice norvegese Ingvild Deila (anche se solo per pochi secondi).