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  • venerdì 13 gennaio 2017

Obama ha fatto una sorpresa a Biden

Gli ha attribuito la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, dopo averlo invitato con una scusa alla Casa Bianca: ci sono state molte lacrime

(AP Photo/Susan Walsh)

Giovedì 12 gennaio il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, con una cerimonia a sorpresa e commovente ha insignito il suo vicepresidente Joe Biden con la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, la Medal of Freedom (Medaglia della Libertà). Biden e sua moglie Jill, che sono amici personali e particolarmente stretti di Barack e Michelle Obama, sono stati invitati alla Casa Bianca con la scusa di un ultimo saluto in privato e sono poi stati portati nella East Room, dove li aspettava una piccola platea di amici, conoscenti e colleghi. Obama ha tenuto un discorso di elogio di Biden, parlando delle sue qualità morali e politiche e della loro amicizia, e poi ha spiegato che la Medaglia della Libertà di Biden avrebbe avuto anche la “distinction”, un’ulteriore onorificenza riservata in passato solo a pochissime persone, tra cui Giovanni Paolo II. Ricevendo la medaglia Biden si è molto commosso; poi in un breve discorso ha ringraziato Obama elogiandone a sua volta “l’integrità e la moralità”.

I momenti più importati della cerimonia di ieri:

Tutta la cerimonia, per gli appassionati del genere.

Joe Biden ha una storia politica eccezionale: da ragazzino superò la balbuzie pur di fare politica, fu eletto senatore in Delaware a solo 29 anni e poco dopo l’elezione perse in un incidente stradale la moglie e una figlia: voleva rinunciare al seggio ma il presidente Nixon lo convinse a restare, e prestò giuramento dall’ospedale accanto a suo figlio Beau che era rimasto ferito. Al contrario dei suoi colleghi, che passavano la settimana a Washington e tornavano a casa nel weekend, Biden prese a tornare in Delaware dai suoi figli ogni sera. I continui viaggi in treno lo fecero diventare un grande sostenitore della costruzione di nuove tratte ferroviarie. Per molto tempo organizzò ogni anno a sue spese un barbecue per tutti i dipendenti dell’Amtrak, la società che gestisce le tratte ferroviarie interstatali negli Stati Uniti. Nel 2011 la stazione di Wilmington, da cui Biden partiva e in cui arrivava ogni giorno, gli è stata intitolata a seguito del suo settemillesimo viaggio.

Rieletto per sei volte al Senato, più volte presidente di commissioni importanti come quella sugli Affari esteri, stimato praticamente da tutti, anche dai suoi avversari, Biden si risposò nel 1977 e sua moglie Jill in questi anni non ha mai smesso di lavorare: continua a fare l’insegnante ogni giorno in una scuola in Virginia. È la prima second lady a continuare a esercitare la sua professione durante l’incarico del marito. Nel febbraio del 1988 Biden fu ricoverato d’urgenza a causa di un aneurisma. La situazione era grave al punto che un prete gli diede l’estrema unzione. Si riprese un po’ ma poi ebbe un’embolia polmonare e un secondo aneurisma. Restò per sette mesi in ospedale. Tra le molte cose di cui si è occupato in questi otto anni alla Casa Bianca – le misure economiche per la classe media, la ricerca sul cancro, la lotta contro gli abusi sessuali nei college – forse quella per cui sarà ricordato di più sarà aver forzato la mano di Obama sui matrimoni gay. L’anno scorso Biden ha perso anche suo figlio Beau – ex soldato e promettente politico – per un tumore al cervello; durante il funerale Obama pronunciò un discorso molto commovente e intenso. Il legame tra Obama e Biden è considerato tra i più forti che ci siano mai stati tra un presidente e un vicepresidente americano.

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