Leonardo Benevolo, fotogramma da YouTube

Chi era Leonardo Benevolo

Fu un architetto, urbanista e importante storico italiano dell'architettura: è morto ieri a 93 anni

Leonardo Benevolo, fotogramma da YouTube

Giovedì 5 gennaio è morto Leonardo Benevolo, architetto, urbanista, importante storico dell’architettura e autore di un celebre manuale. Aveva 93 anni. Il Corriere della Sera ha raccontato la sua storia.

Sul suo manuale (la «Storia dell’architettura moderna», pubblicata da Laterza nel 1960 e poi riedito con grande assiduità) si sono formate generazioni intere di architetti. Con la morte a 93 anni, ieri nella sua casa di Cellatica (Brescia), di Leonardo Benevolo se ne dunque va una delle figure più emblematiche della intera storia dell’architettura italiana (ma anche della storia della critica e della urbanistica), un personaggio da sempre attento in particolare ai problemi e ai possibili orizzonti delle città (durante gli anni Ottanta aveva anche animato il dibattito, accademico e non, sulla utilità storica, culturale e sociale dell’abbattimento del Vittoriano , l’Altare della Patria di Roma).

Benevolo era nato a Orta San Giulio (in provincia di Novara) il 25 settembre 1923, e da tempo era malato. Dopo gli studi in architettura all’Università di Roma e la laurea nel 1946 sempre a Roma (avrebbe poi insegnato Storia dell’architettura ancora a Roma e poi a Firenze, Venezia, Palermo) Benevolo sarebbe diventato con Giulio Carlo Argan, Bruno Zevi e Manfredo Tafuri (e da sponde tra loro spesso contrapposte) una delle personalità italiane più influenti per ciò che riguarda la definizione e la storicizzazione dell’architettura moderna, italiana e non solo. Autore di libri fondamentali come «Le origini dell’urbanistica moderna» (1995), «L’architettura del nuovo millennio» (2006) e la lunga-intervista dal titolo «La fine della città» del 2011 (tutti libri pubblicati da Laterza) in cui «affrontava — come aveva scritto Vittorio Gregotti sul Corriere — il minaccioso argomento dei destini della città europea) concretamente connesso al racconto delle sue esperienze di pianificazione di Brescia, Roma, Palermo, Urbino, Venezia».

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