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  • mercoledì 28 Dicembre 2016

I 10 migliori titoli di testa (e di coda) del 2016

Scelti dagli appassionati che curano il sito di riferimento sul tema: sono brevi, sono belli e magari vi fanno venire voglia di andare oltre

Art of the Title esiste dal 2007 ed è un sito dedicato alla raccolta e all’analisi dei titoli di testa (e di coda) di film, serie, programmi tv, videogiochi e, in generale, ogni cosa che possa avere titoli di testa e di coda. Come ogni anno Art of the Title ha fatto la classifica dei migliori dieci titoli del 2016: una cosa per appassionati – gente come il protagonista di Santa Maradona o come l’Alvy Singer di Io e Annie, che si rifiuta di vedere un film perché si è perso i titoli di testa e l’esperienza di visione non potrebbe essere completa – ma anche per chi spesso non ci fa caso (binge watching e titoli di testa non vanno molto d’accordo).

10. DOOM (videogioco)

È un videogioco sparatutto in prima persona: ci si muove vedendo quello che vede il protagonista passando gran parte del tempo a sparare a questo e quello. È uscito a maggio ed è il seguito di Doom 3, del 2004. È ambientato su Marte e Art of the Title ne ha scelto i titoli di coda perché rappresentano una sintesi del viaggio fatto nel videogioco, da guardare compiacendosi per tutto quello che si è riuscito a fare. In più ogni professionista che ha lavorato al gioco è nominato in un’area apposita (i nomi di quelli che hanno disegnato le varie missioni sono su una mappa, i nomi di quelli che hanno lavorato alle armi del gioco in una stanza dedicata alle armi). «Fa quello che dovrebbe fare ogni sequenza finale: concludere l’esperienza in modo emozionante e celebrare le persone che l’hanno resa possibile».

9. Vinyl (serie tv)

È una serie tv che in un paio di settimane è passata dall’essere una delle più attese a una delle più deludenti dell’anno. Vinyl è una serie tv di HBO prodotta da Martin Scorsese sulla musica rock negli anni Settanta: il protagonista è Richie Finestra, un produttore discografico proprietario della American Century Records, che non è soddisfatto dei dischi che produce e cerca nuovi artisti da reclutare, mentre la sua casa discografica sta per essere venduta alla Polygram (una famosa casa discografica realmente esistita). I titoli di testa raccontano cosa voleva dire la musica negli anni Settanta a New York. Ci sono inquadrature macro, immagini di New York, immagini di concerti: tutto con un gran ritmo. La canzone è “Sugar Daddy”, di Sturgill Simpson.

7. Ppz – Pride and Prejudice and Zombies (film)

L’ambientazione è quella del romanzo di Austen, l’Inghilterra di inizio Ottocento. Anche la trama è a grandi linee quella del libro di Austen, con la differenza che quell’Inghilterra è abitata da zombie assassini. Il film non è piaciuto molto, soprattutto alla critica: Dan Callahan di The Wrap ha scritto che «il film è così terribile perché si vede che è stato fatto da persone intelligenti che hanno cercato di rendersi più stupide, e non c’è niente di più straziante di questa cosa». È andata meglio ai titoli di testa, che riescono a spiegare in poco tempo le bizzarre premesse della storia, e a farlo con eleganza (e senza spendere troppi soldi).

7. St-Nickel (serie tv)

È una serie tv canadese praticamente sconosciuta ambientata a Sudbury, in Ontario, e parla di una famiglia che lotta contro la gentifricazione e finisce per diventare rappresentante di un’intera comunità. Nessuno ne parla come di una gran serie, ma i titoli meritano attenzione. Non raccontano, spiegano o presentano granché, ma sono fatti molto bene, con un’ottima fotografia.

6. El Rey Tuerto (film)

È una commedia dark spagnola diretta da Marc Crehuet. Parla di un manifestante che per colpa di un proiettile di gomma sparato da un poliziotto perde l’uso di un occhio e, per caso, finisce invitato a una cena con quello stesso poliziotto. I titoli di testa si concentrano proprio su quel proiettile (il cerchio nel centro che si allarga sempre più, come se si avvicinasse all’occhio) e hanno uno «stile risoluto», ha scritto Art of the Title. Qui sotto c’è il trailer, i titoli di testa sono qui.

5. Il libro della giungla (film)

I titoli di coda di questo film di Jon Favreau sono un diretto omaggio alle storie di Rudyard Kipling da cui è tratto e al film del 1967 di cui è un remake.

 

4. David Blaine: Beyond Magic (programma tv)

Blane è uno dei più famosi illusionisti degli ultimi anni: questi sono i titoli di testa di un suo programma per il canale tv ABC. Il programma dura 42 minuti e racconta uno dei tentativi di fuga – partendo da proibitive condizioni – per cui è famoso. I titoli sono piuttosto psichedelici e la voce che si sente è quella dell’attore Christopher Walken.

3. Divines (film)

È un film francese della regista franco-marocchina Houda Benyamina: all’ultimo Festival di Cannes ha vinto la Camera d’Or, con cui viene premiata la miglior opera prima di tutte le sezioni. Parla di una ragazza di una banlieue di Parigi che viene da una famiglia molto problematica e incontra per caso una ballerina che le scombussola la vita. Il film inizia con un video – girato in verticale, da un cellulare – e presenta la vita della protagonista e della sua migliore amica della banlieue (non la ballerina, un’altra). I video sono davvero stati girati con i cellulari delle attrici e sono fatti per sembrare video scambiati su Snapchat, con lo scopo di aggiungere realismo alla storia. I titoli sono qui. Quello qui sotto è invece il trailer del film, che è anche su Netflix.

2. Stranger Things (serie tv)

Non poteva non esserci. Per molti critici e spettatori Stranger Things è stata la serie tv dell’estate: è prodotta da Netflix, la prima stagione è composta da otto episodi, ce ne sarà di sicuro una seconda e se ne è parlato benissimo sia negli Stati Uniti che in Italia. La serie è piena di riferimenti a storie – di fantascienza ma non solo – degli anni Ottanta (E.T., War Games, Stand by me, I Goonies) e i titoli di testa sono fatti come se fossero titoli dei libri di Stephen King: il font scelto è il Benguiat. A riguardarli si rischia di voler rivedere il prima possibile tutta la serie, presi da una grande nostalgia. La canzone che si sente è  “Stranger Things” di Kyle Dixon e Michael Stein.

1. Deadpool (film)

È stato uno dei film più originali e divertenti dell’anno. Deadpool racconta la storia di un supereroe sboccato e politicamente scorrettissimo che, tra le altre cose, prende in giro altri supereroi e altri film di supereroi. I titoli di testa sono, così come il film, divertenti (per le scritte) e ben fatti da un punto di vista tecnico. La canzone è “Angel of the Morning”, cantata da Juice Newton; le scritte parlano dei protagonisti come di “un vero idiota, una bella pupa e un cattivo britannico”, ma ci sono anche “un’adolescente umorale e un personaggio fatto a computer”. Gli sceneggiatori sono presentati come “i veri eroi del film” e il regista come “un utensile strapagato”.