Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)

Cosa succede oggi?

Nel pomeriggio ci sarà la direzione nazionale del PD in cui probabilmente si capiranno le intenzioni di Renzi, mentre il Senato ha approvato la legge di bilancio

Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)

Dopo la vittoria del No al referendum costituzionale e dopo due giorni di ipotesi, commenti, richieste, oggi accadranno due cose che chiariranno un po’ la situazione: si è cominciato votando la legge di bilancio (ed è dopo la sua approvazione che il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, come chiesto dal presidente della Repubblica) e ci sarà la direzione nazionale del Partito Democratico, nella quale si discuterà la linea da tenere anche in vista del prossimo congresso. Si saprà soprattutto che cosa farà Matteo Renzi e se manterrà la carica di segretario.

La direzione del PD
Alle 17.30 è stata convocata invece la direzione nazionale del PD, durante la quale Matteo Renzi, che non parla pubblicamente da domenica sera, dovrebbe annunciare le sue intenzioni. All’interno del PD la maggioranza ha sostenuto Renzi e la riforma costituzionale, ma una parte, di minoranza, si è invece opposta e ha votato No.

In queste ore, girano molte voci su cosa dirà Renzi. Alcuni dicono che annuncerà le sue dimissioni anche da segretario del PD, secondo altri chiederà al partito di votare una mozione sulle elezioni anticipate, secondo altri ancora proporrà un governo di responsabilità che abbia la priorità di approvare una nuova legge elettorale.

Da ieri i giornali sostengono che l’opzione preferita da Renzi sarebbe quella di elezioni anticipate. Diversi esponenti della minoranza del PD, come Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza, hanno invece spiegato di essere contrari a questa ipotesi così come, stando sempre a quanto scrivono i quotidiani, il presidente della Repubblica. Mattarella comincerà domani, o al massimo venerdì, le consultazioni con i vari partiti. Potrebbe chiedere allo stesso Renzi di guidare un nuovo governo di responsabilità nazionale o potrebbe decidere di affidarlo a qualcun altro e circolano diversi nomi. Il candidato più “istituzionale” e neutro sarebbe Piero Grasso, presidente del Senato, la carica a cui tradizionalmente il presidente della Repubblica assegna il compito di verificare se è possibile trovare una nuova maggioranza in caso di crisi complesse. Un altro candidato potrebbe essere Pier Carlo Padoan, attuale ministro dell’Economia. I giornali parlano molto anche dell’attuale ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, e del ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio. Sono entrambi esponenti del PD, ma mentre Franceschini è considerato un leader con un certo seguito all’interno del partito e autonomo da quello di Renzi, Delrio è più vicino a Renzi e dotato di minore autonomia rispetto a Franceschini.

Anche su come dovrebbe essere un eventuale governo di scopo ci sono diverse posizioni all’interno del PD: c’è chi vorrebbe un governo politico e composto dall’attuale maggioranza senza dunque Forza Italia (Roberto Speranza, ad esempio) e chi invece, come Gianni Cuperlo, pensa che si dovrebbe allargare anche alle opposizioni per approvare con una larga condivisione la nuova legge elettorale.

Il problema principale è che attualmente Camera e Senato hanno due leggi elettorali completamente diverse. Inoltre la prima, cioè l’Italicum, potrebbe essere stravolta da una sentenza della Corte Costituzionale attesa per il prossimo 24 gennaio (dunque in piena campagna elettorale, se si decidesse di andare a elezioni in primavera). Fuori dal PD, il Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia hanno ribadito che il loro obbiettivo è comunque quello di andare al voto il prima possibile. Parte del PD, Area Popolare (ormai ridotta al solo Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano dopo l’uscita di ieri dell’UDC), Ala di Denis Verdini e Forza Italia sarebbero invece per un nuovo governo. Per ora, a chiedere esplicitamente le dimissioni di Renzi dalla segreteria del partito, è solo il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia.

La legge di bilancio
L’altro appuntamento molto atteso per la giornata di oggi era il voto sulla legge di bilancio. Intorno alle 14 e 30, il Senato ha approvato con 173 voti l’articolo 1 della legge, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. In questo modo sono stati eliminati tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione e l’approvazione della legge potrà procedere molto rapidamente e terminare entro sera. L’approvazione della legge di bilancio è un momento importante perché autorizza il governo a raccogliere entrate e a pagare le spese per l’anno successivo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva chiesto a Matteo Renzi di ritardare la presentazione delle sue dimissioni proprio per portare a termine in Senato l’iter della legge di bilancio.