ANSA/PAOLO MAGNI
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  • lunedì 28 Novembre 2016

L’Atalanta come il Leicester?

Da due mesi gioca benissimo e vince praticamente sempre, come nessuna altra squadra di calcio in Europa

ANSA/PAOLO MAGNI

All’inizio della stagione di calcio, appassionati e osservatori cercano spesso di indovinare le squadre che potrebbero rivelarsi come “sorprese”, cioè superare di molto le aspettative iniziali: ad agosto in molti di questi elenchi comparivano soprattutto la Sampdoria e il Genoa – che in estate si sono decisamente rinforzate – oppure il Torino allenato da Siniša Mihajlović e il Pescara di Massimo Oddo. A circa un terzo dal campionato, il Torino sta andando molto bene ed è sesto col secondo miglior attacco del campionato; Genoa e Sampdoria sono appena più sotto mentre il Pescara è terzultimo e in grande difficoltà. Pochi avrebbero immaginato che la sorpresa più eclatante di quest’anno sarebbe stata l’Atalanta allenata da Gian Piero Gasperini, che oggi è quinta a cinque punti dalla Juventus prima in classifica e a solo un punto dalle seconde, Roma e Milan. E soprattutto gioca benissimo.

Nelle ultime giornate l’Atalanta ha messo in fila una serie impressionante di risultati utili: solo un pareggio, fuori casa contro la Fiorentina, e poi vittorie consecutive contro Crotone, Napoli, Inter, Pescara, Genoa, Sassuolo, Roma e Bologna. Una squadra per ogni fascia, dalle più forti a quelle in zona retrocessione. In circa due mesi ha guadagnato 25 punti, che l’hanno portata dalle ultime posizioni della classifica fino al terzo posto a pari merito con la Lazio: nello stesso periodo nessun’altra squadra dei principali campionati europei ha ottenuto così tanti punti. Ha un punto in meno di quelli che aveva l’anno scorso in questa fase della Premier League il Leicester City di Claudio Ranieri, che poi vinse a sorpresa il torneo.

Ci sono vari motivi per cui l’Atalanta non finiva mai nell’elenco delle possibili sorprese, e che rendono ancora più incredibile il suo rendimento di queste settimane: in estate ha venduto molti dei suoi giocatori più esperti, preferendo puntare sui giocatori cresciuti nel proprio ottimo settore giovanile, non ha veri fenomeni in rosa ed è guidata da un allenatore apprezzato per le sue grandi conoscenze tattiche ma che non è abituato ad allenare squadre di alta classifica.

La stagione dell’Atalanta non era iniziata nel modo migliore: nelle prime cinque partite l’Atalanta aveva ottenuto quattro sconfitte – contro Lazio, Sampdoria, Cagliari e Palermo – e una sola vittoria contro il Torino. Sembrava la solita squadra da metà classifica di Gasperini, divertente da vedere ma con qualche difetto in più per via di una rosa così così e una difesa rivedibile: l’Atalanta creava molto gioco ma senza concretizzarlo, e il suo approccio aggressivo in attacco creava spesso grossi problemi in difesa. Dopo la sconfitta in casa contro il Palermo, la squadra uscì fra i fischi dei tifosi. Gasperini rimase negli spogliatoi dello stadio fino all’una di notte, uscendo 45 minuti dopo i dirigenti della società. Sui giornali sportivi iniziarono a circolare i nomi dei suoi possibili sostituti.

Le cose hanno cominciato a ingranare alla sesta giornata, con la prima vittoria in trasferta della stagione contro il Crotone, per 3-1. La partita della svolta è stata quella giocata una settimana dopo in casa contro il Napoli, il 2 ottobre: Gasperini sorprese un po’ tutti mandando in campo una formazione diversa dal solito, soprattutto nei giocatori: al centro della difesa esordì Mattia Caldara, difensore 22enne appena tornato da due prestiti in B a Trapani e Cesena, e che fino a quel momento non aveva giocato nemmeno per un minuto. Da mezz’ala giocò Roberto Gagliardini, altro giocatore cresciuto nelle giovanili e reduce da mediocri esperienze in Serie B. Sulla fascia destra Gasperini mise Andrea Conti, che l’anno precedente era stata una discreta riserva per la squadra titolare. L’Atalanta vinse meritatamente 1-0, e da allora non si è più fermata. Nemmeno Caldara, Gagliardini e Conti, che sono diventati titolari e nel frattempo sono stati convocati per lo stage della Nazionale di Gianpiero Ventura. Gagliardini – definito da Gasperini potenzialmente «un Pogba bianco» – è stato inoltre incluso da Ventura nelle convocazioni per le partite contro Liechtenstein e Germania, cosa di cui persino lui stesso si è detto «un attimo stupito».

La porzione di merito più grande dei recenti successi dell’Atalanta viene attribuita a Gasperini, che ha saputo trovare la giusta collocazione a molti giocatori che prima di passare fra le sue mani erano semplici promesse, oppure giocatori dal talento inespresso. È successo per anni al Genoa, che ha allenato dal 2006 al 2016 con una pausa di tre anni dal 2011 al 2013: la strategia societaria era comprare giocatori da valorizzare per rivenderli a cifre superiori, per continuare a far funzionare il meccanismo. Gli esempi più famosi sono quelli di Thiago Motta e Diego Milito, colonne dell’Inter che vinse tutto con José Mourinho, passati per il Genoa; più di recente si sono messi in mostra al Genoa con Gasperini i due attaccanti esterni titolari del Milan, Suso e M’Baye Niang (8 gol e 8 assist in due, fin qui).

Gasperini fa giocare le sue squadre con il 3-4-3 (che all’Atalanta utilizza spesso nella variante del 3-4-1-2): un sistema di gioco dai meccanismi molto collaudati che assegna ai giocatori pochi compiti ma ben definiti, ed esige una grandissima intensità di corsa. La squadra gioca molto corta (cioè i calciatori e i reparti non sono mai troppo lontani tra loro) e pressano costantemente gli avversari, anche marcandoli a uomo a tutto campo, con l’obiettivo di recuperare palla il più vicino possibile alla porta avversaria e permettere lo sviluppo del gioco perlopiù sulle fasce. Persino i difensori provano spesso l’anticipo, una giocata solitamente molto rischiosa ma che permette di far ripartire l’azione con grande rapidità. I principi del gioco sono così solidi che l’Atalanta riesce comunque ad adattarsi a sistemi di gioco diversi a seconda dell’avversario: contro Roma e Torino ha giocato con una difesa a 4, mentre altre volte Gasperini ha avanzato la posizione della mezz’ala Jasmin Kurtić fino a farlo giocare da trequartista.

Dato che i compiti di ciascuno sono ben definiti, una volta trovata la loro posizione i giocatori scelti da Gasperini hanno la possibilità di sviluppare i propri punti di forza partita dopo partita, facilitati anche da un meccanismo che gira bene intorno a loro. Gagliardini dà il massimo da centrocampista che pressa, un ruolo fondamentale nel 3-4-3 di Gasperini, e infatti da qualche mese a questa parte è diventato uno dei migliori centrocampisti italiani in questo aspetto di gioco. La principale caratteristica di Andrea Petagna, 21enne ex grande promessa della Primavera del Milan che si era un po’ perso, è la disponibilità a giocare con i compagni e difendere il pallone, le due cose principali che Gasperini chiede a un centravanti: e difatti, pur segnando pochino, gioca da settimane ad alti livelli e viene preferito a due attaccanti esperti come Alberto Paloschi e Mauricio Pinilla.

Gagliardini, Conti, Petagna e Caldara non sono gli unici giocatori che stanno rendendo al massimo, anche se forse erano fra i meno attesi. In queste settimane si stanno mettendo in mostra anche altri giocatori della rosa: Alejandro “Papu” Gómez, per esempio, è un attaccante esterno dalla tecnica eccellente che qualche anno fa aveva fatto molto bene al Catania, prima di essere venduto in Ucraina al Metalist di Charkiv. È tornato in Italia nel 2015 dopo una sola stagione, senza troppo clamore, e ci ha messo un po’ per tornare ai livelli di Catania e forse superarli: negli ultimi tempi ha unito alla corsa e al dribbling una grande intelligenza tattica. Al momento ha segnato 3 gol e realizzato 4 assist, entrando inoltre in buona parte delle azioni decisive di ogni partita.

 

Un altro che sta facendo vedere grandi cose è Franck Kessié, un centrocampista ivoriano di 19 anni di cui si dice da tempo un gran bene – ha esordito in nazionale a 17 anni, quando ancora giocava in Costa d’Avorio – e l’anno scorso è stato fra i migliori giocatori del campionato di Serie B, giocato in prestito nel Cesena. Quest’anno ha dimostrato di poter fare tutto: la mezz’ala, l’attaccante esterno, il mediano difensivo, il centrocampista che si inserisce, con grandi qualità sia tecniche che fisiche. Ha già segnato 6 gol in 13 partite, e sembra che sia seguito da molte squadre importanti fra cui Juventus e Manchester United.

Non è ancora chiaro dove potrà arrivare l’Atalanta a fine stagione: da qui a maggio possono succedere moltissime cose, fra cui infortuni e partite storte, ed è possibile che a gennaio qualche giocatore della squadra titolare possa essere comprato da squadre più forti (come spesso accadeva al Genoa di Gasperini). Una delle cose più impressionanti di questa Atalanta, però, è anche il modo in cui ha vinto certe partite, dimostrando di poter giocare in tanti modi diversi: soffrendo e difendendosi contro Napoli, Inter e nel primo tempo contro la Roma, controllando il gioco contro Crotone, Bologna e nel secondo tempo contro la Roma. Come fanno le grandi squadre.