• Cultura
  • mercoledì 23 novembre 2016

Quand’è che Kanye West si è perso?

Ha iniziato che era un fenomeno, è diventato uno dei più grandi, ma da un po' di tempo sembra confuso: cosa si è rotto, lì in mezzo?

di Stefano Vizio – @stefanovizio
(Christopher Polk/Getty Images for iHeartMedia)

Lunedì 21 novembre il rapper americano Kanye West è stato ricoverato in un ospedale di Los Angeles per un esaurimento nervoso, secondo i media statunitensi. Kris Jenner, la suocera di West, ha spiegato in un’intervista che West è semplicemente stanco per i molti impegni dell’ultimo periodo e che ha bisogno di riposo. La notizia è stata diffusa a poche ore di distanza dall’annuncio della cancellazione delle 21 date rimanenti del suo tour, che era iniziato nell’agosto scorso e che si chiama “Saint Pablo Tour”.

Nelle ultime due date del tour, a San Jose e a Sacramento, West aveva prima detto che se avesse votato alle elezioni americane avrebbe scelto Donald Trump, e poi aveva fatto un discorso sconclusionato di un quarto d’ora in cui se l’era presa con un sacco di gente, compresi Beyoncé e Jay Z, due artisti con cui ha collaborato tante volte e con cui ha sempre avuto un rapporto di amicizia molto stretto. A San Jose, West ha anche esposto una sua bizzarra teoria secondo cui i neri non dovrebbero concentrarsi sul problema del razzismo negli Stati Uniti, ma dovrebbero accettarlo come un dato di fatto. Il concerto di Sacramento si è invece concluso dopo sole tre canzoni, facendo arrabbiare molti spettatori.

West, che è ancora oggi uno degli artisti di maggiore successo commerciale e di critica al mondo, è famoso per le sue uscite provocatorie e per i suoi discorsi confusi. In passato questi episodi sono stati parte integrante del suo personaggio, e sono anzi spesso stati interpretati come coraggiose prese di posizione fuori dagli schemi o come espressione incondizionata delle sue idee. Nonostante i suoi dischi siano ancora molto apprezzati dalla critica, negli ultimi tempi si è diffusa l’opinione che West non sia più l’artista geniale e rivoluzionario che era all’inizio della sua carriera, una decina di anni fa, ma che sia diventato una specie di parodia di se stesso: una celebrità che dà puntualmente spettacolo per attirare attenzioni o perché si prende troppo sul serio.

Da un po’ di tempo per esempio va ripetendo di volersi candidare alle elezioni presidenziali del 2020, con una convinzione e un’insistenza che suggeriscono che non si tratti di uno scherzo o di una trovata pubblicitaria. Con il suo matrimonio con la modella Kim Kardashian, una star dei reality show americani, è diventato una delle personalità più raccontate dai tabloid e dai giornali di gossip. Se c’è un generale consenso sul fatto che West sia stato, per diversi anni, una cosa enorme per l’hip hop e in generale per la musica contemporanea, ce n’è molto meno su quale sia il suo ruolo attuale.

Cos’è stato Kanye West
West, che ha 39 anni, è nato ad Atlanta ed è cresciuto a Chicago, ha iniziato la sua carriera come produttore e non come rapper. Sua madre, Donda West, era una professoressa di letteratura inglese; suo padre era un fotogiornalista e un ex membro delle Pantere Nere, il gruppo rivoluzionario afroamericano. A differenza della maggior parte dei rapper degli anni Novanta, West non crebbe in un ghetto né fu esposto alla criminalità durante la sua adolescenza. Iniziò perfino l’università, prima la American Academy of Art e poi la Chicago State University: smise presto, un po’ perché non aveva i soldi per pagare la retta un po’ perché voleva dedicarsi alla musica. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei 2000 West si fece un nome nel giro dell’hip hop vendendo basi a rapper sempre più importanti, finché iniziò stabilmente a produrre per la Roc-A-Fella Records, l’etichetta fondata tra gli altri da Jay Z, che già allora era molto famoso. Kanye West fu tra i principali produttori dietro a The Blueprint, il disco più famoso di Jay Z, e considerato uno dei migliori della storia del rap.

West però voleva cantare, e non solo comporre basi per altri: incontrò molte difficoltà a trovare qualcuno disposto a produrlo. Jay Z, che era in quel momento la persona più indicata per lanciarlo, aveva dei dubbi soprattutto sulla sua immagine, molto lontana dal modello di rapper gangsta che dominava il mondo dell’hip hop. In questo periodo, il 23 ottobre 2003, West ebbe un grave incidente in auto. Si ritrovò in ospedale ridotto molto male ed ebbe l’ispirazione per il suo primo disco. Pochi giorni dopo l’incidente andò in studio e registrò “Through the Wire”, il suo primo vero singolo, con la mascella ancora bloccata. La canzone finì in The College Dropout del 2004, il suo primo disco, che arrivò al secondo posto della classifica di Billboard.

West fu una rivoluzione nell’hip hop. Il suo stile e il suo passato erano completamente diversi da quelli dei principali rapper che avevano dominato il genere per almeno 15 anni, quando con gli N.W.A., il gruppo di Ice Cube, Dr. Dre e Eazy E, avevano inventato il gangsta rap. L’arrivo di West fu interpretato da qualcuno come una sfida alla vecchia guardia dell’hip hop, e a quello che allora era il suo esponente più rappresentativo, 50 Cent. Ma erano anche e soprattutto le canzoni di West a essere diverse. I testi di West non parlavano di ghetti, di sparatorie nei vicoli, di droga, di donne come oggetti. Non c’erano insomma la violenza e il maschilismo tipici di molto hip hop degli anni Novanta: era un rap più riflessivo, che parlava anche di cose positive, di religione, di famiglia. C’erano i temi sociali da sempre al centro dell’hip hop, ma erano affrontati con meno astio e rassegnazione. Per certi versi, West riprese alcuni elementi del rap di gruppi storici come i Wu-Tang Clan e soprattutto degli A Tribe Called Quest e dei Roots, che si erano affermati come alternativi al gangsta rap. L’altra grande novità introdotta da West fu nel modo di costruire le basi delle canzoni rap: fin dal primo disco utilizzò come campioni pezzi soul famosi ma anche sconosciuti, spesso velocizzandoli. Questa tecnica diventò conosciuta come “chipmunk soul”, ed è ancora associata e riconosciuta a West.

La vera rivoluzione di West non fu tanto nel fare canzoni con tutte queste cose, ma nel riuscire a portare queste canzoni ai primi posti delle classifiche. West recuperò temi e caratteristiche di un hip hop più “alto”, che all’inizio degli anni Duemila era poco di moda, e li rese mainstream. Dimostrò che c’era un altro modo di fare hip hop, lontano da alcuni stereotipi che stavano iniziando a logorarsi, e che con questo hip hop si potevano vendere milioni di dischi. Arrivò in un momento in cui il genere stava faticando a trovare una nuova direzione, e stava fossilizzandosi su schemi obsoleti: in un certo senso completò un processo che era iniziato qualche anno prima, grazie a rapper come Jay Z ed Eminem, ma che probabilmente seppe interpretare e promuovere in modo ancora più radicale.

Con il suo secondo disco, Late Registration, West confermò e perfezionò le novità che aveva portato nell’hip hop, e di nuovo cambiò molte altre cose. Introdusse un’orchestra d’archi in alcune canzoni, e iniziò a confezionarne altre in un modo più vicino al pop che al rap, con temi orecchiabili e parti cantate melodiche. Mischiò tanti generi, dal funk al blues al soul, e mise gli strumenti al centro della musica, una cosa insolita per l’hip hop, e soprattutto per l’hip hop di quegli anni. Le campionature soul, a cui aveva già fatto ampio ricorso, ebbero in Late Registration due delle loro espressioni più fortunate: in “Gold Digger”, che contiene “I Have a Woman” di Ray Charles, e in “Touch The Sky”, che utilizza “Move On Up” di Curtis Mayfield.

Più o meno in corrispondenza di Late Registration, West ebbe il primo degli incidenti mediatici che diventarono parte integrante del suo personaggio. Il 2 settembre 2005, in una trasmissione di NBC sull’uragano Katrina, che aveva colpito pochi giorni prima il sud est degli Stati Uniti, West disse che il presidente George W. Bush non si interessava dei neri. Criticò anche come i media stavano raccontando le conseguenze dell’uragano, uscendo dal copione scritto e mettendo in difficoltà le persone in studio con lui. West anni dopo si scusò per quell’uscita, che però in quel momento fu apprezzata ed esaltata da moltissimi critici dell’amministrazione Repubblicana. West aveva poi interpretato un’opinione condivisa da buona parte della comunità afroamericana, che per questo iniziò a vedere in lui un portavoce.

Nel 2006, West fece alcune date aprendo il Vertigo Tour degli U2: suonare in grandi stadi, di fronte a molte più persone di quelle di un concerto rap, fu un’esperienza che lo influenzò parecchio. Con il suo terzo disco, Graduation del 2007, provò a pensare le sue canzoni perché fossero cantate e ballate da migliaia di persone. Le campionature e le sonorità che scelse per il disco pescavano da generi diversi dal soul: dall’indie rock alla musica dance al progressive rock. “Stronger”, la canzone più famosa del disco, si basa su “Harder, Better, Faster, Stronger”, una delle più famose canzoni dei Daft Punk. Al disco collaborarono anche artisti che non erano rapper, come nel caso del leader dei Coldplay Chris Martin per “Homecoming”.

Dopo aver cambiato l’hip hop, con Graduation West iniziò a cambiare il pop. Portò l’hip hop a un pubblico talmente vasto che diede inizio al fenomeno opposto: il pop cominciò sempre più a essere influenzato dall’hip hop. Questo meccanismo non dipese soltanto da West, ma lui ne fu il principale promotore: e aprì la strada a moltissimi artisti che sono diventati famosissimi negli ultimi anni, da Drake a Kid Cudi a Nicki Minaj. Con il suo quarto disco, 808s & Heartbreak, West cambiò di nuovo le sue influenze: si ispirò principalmente al rock e al pop degli anni Ottanta – da Phil Collins a Boy George – e fece ampio uso di sintetizzatori e drum machine d’epoca. Mentre lavorava al disco, morì sua madre e si lasciò con la sua fidanzata Alexis Phifer. I testi del disco ne uscirono più tristi e riflessivi, e West scelse di cantare più linee melodiche rispetto a un normale disco rap: ricorse molto all’Auto-Tune, il sistema che corregge l’intonazione della voce, e contribuì a sdoganarlo. Secondo molti, 808s & Heartbreak fu la conclusione del percorso artistico di West.

Cos’è diventato Kanye West
Il 13 settembre 2009, durante la cerimonia degli MTV Video Music Awards, Kanye West salì sul palco visibilmente ubriaco mentre la cantante Taylor Swift – allora agli inizi della propria carriera da solista – stava facendo il suo discorso dopo aver vinto il premio per il Miglior video femminile, per la canzone “You Belong with Me”. West le prese il microfono e disse: «Hey Taylor, sono molto contento per te. Ti faccio finire, ma Beyoncé aveva uno dei video più belli di sempre». Lo ripeté, fece spallucce e se ne andò.

Swift ci rimase malissimo e iniziò così una delle faide più famose della musica contemporanea, che si prolungò per anni, con le varie celebrità che si schierarono da una parte o dall’altra (ma soprattutto da quella di Swift). Perfino il presidente degli Stati Uniti Barack Obama commentò l’episodio, definendo scherzosamente West «un cretino».

Anche West uscì provato da quell’episodio. Iniziò a dedicarsi alla moda, che diventò negli anni successivi la sua attività principale insieme alla musica. Quando tornò, lo fece con “Power”, uno dei singoli più potenti – per l’appunto – della sua carriera, che campionava “21st Century Schizoid Man” della storica band progressive rock dei King Crimson. Nel suo quinto disco My Beautiful Dark Twisted Fantasy, West raccolse tutti gli elementi che lo avevano reso famoso, e li concentrò in un disco che secondo la maggior parte della critica è il suo migliore, e uno dei punti più alti nella storia dell’hip hop. È fatto di 13 canzoni che per la maggior parte basterebbero da sole a rendere memorabile un disco, e rimane ancora oggi probabilmente il punto più alto della ricerca musicale di West.

West era all’apice della sua carriera e della sua popolarità. Nel 2011 uscì Watch the Throne, il disco che fece con Jay Z, che vendette quasi mezzo milione di copie nella prima settimana solo negli Stati Uniti, e fu acclamato dalla critica. Yeezus, il suo settimo disco, uscì nel 2013 ed è considerato da qualcuno uno dei più sperimentali della carriera di West: ha sonorità meno immediate e più underground di altri suoi dischi, con influenze nella acid music, nell’elettronica e nel punk, ed è molto più minimalista di My Beautiful Dark Twisted Fantasy. Nonostante fosse evidente il tentativo di West di continuare a innovare la propria musica, l’impatto di Yeezus non è stato paragonabile a quello che ebbero i suoi primi dischi, considerando che arrivarono quando West non aveva ancora la credibilità e la rilevanza che acquisì negli anni successivi. Fu il suo disco di minor successo nella classifica di Billboard e divise i fan. A molti sembrò che qualcosa si fosse rotto, che la sua capacità di rendere grandi hit radiofoniche delle canzoni innovative e originali fosse in qualche modo venuta meno.

Nel frattempo West si fidanzò con Kim Kardashian, famosissima negli Stati Uniti per essere una ricca ereditiera, per un sex tape e per la sua partecipazione al reality show Keepin Up With the Kardashian, che raccontava le vicende della sua famiglia. West e Kardashian diventarono una delle “power couple” più famose dello show business americano, secondi solo a Jay Z e Beyoncé. Il suo fidanzamento con Kardashian, però, fu visto come una specie di tradimento da una parte dei fan di West, soprattutto tra quelli neri. Kardashian è bianca e ha origini europee, proviene da un contesto sociale e culturale molto diverso da quello di West, e più in generale del mondo dell’hip hop.

Nonostante molti fan difesero West sostenendo che non ci fosse niente di male nell’innamorarsi di una persona non nera, non tutti presero bene la cosa. Una diffusa lettura “alla Yoko Ono” sostiene che il declino di West sia strettamente legato al suo matrimonio con Kardashian, e alla sua influenza giudicata frivola rispetto agli standard a cui West aveva abituato. Il suo stesso passaggio graduale dall’hip hop al pop più mainstream, che lo portò ad avere centinaia di migliaia di nuovi fan e a ottenere gli apprezzamenti dei molti che avevano visto in questa transizione la sua forza, gli fece perdere il consenso di molti dei suoi fan dei primi tempi, e dei puristi dell’hip hop. Il video di “Bound 2”, uno dei singoli di Yeezus, sembrò confermare le preoccupazioni di molti.

Ma buona parte della trasformazione dell’immagine percepita di West dipende dal suo insistere e esagerare con le uscite controverse e con i comportamenti eccentrici. Con il suo egocentrismo esibito, negli ultimi anni West si è attirato molte antipatie: in un’intervista del 2013, il conduttore di talk show Jimmy Kimmel gli chiese conto di tutte le persone che lo credevano un idiota. Lui rispose di essere un «genio creativo», e che voleva avere sulla Terra lo stesso impatto che avevano avuto Steve Jobs, Walt Disney, Leonardo Da Vinci o Gesù. L’anno scorso, al festival di Glastonbury, ha detto al pubblico che stava guardando la più grande rockstar vivente.

West ha sempre sbandierato una grande e probabilmente eccessiva consapevolezza dei propri mezzi: già nel 2006 era apparso sulla copertina di Rolling Stone con una corona di spine in testa, e da tempo il suo soprannome era Yeezus (che suona come Jesus). L’impressione però cominciava a essere che, nonostante avesse già dimostrato di essere uno dei più importanti artisti del decennio, le sue esagerazioni sul suo talento non fossero più supportate dalla sua musica. Forse il problema era che mantenere i livelli dei primi dischi, soprattutto per quanto riguarda l’originalità, non era facile. Forse era che aveva abituato troppo bene i suoi fan. Ma dal 2010 in poi, dopo My Beautiful Dark Twisted Fantasy, West aveva perso la spinta dei primi sei anni della sua carriera, almeno nella percezione del grande pubblico.

Il rapporto complicato tra West e le sue dichiarazioni pubbliche peggiorò quando iniziò a usare Twitter. Soprattutto negli ultimi anni, si è infilato in diverse liti, che hanno coinvolto tra gli altri Kimmel, la sua ex fidanzata Amber Rose e il rapper Wiz Khalifa. Su Twitter, West ha spesso scritto celebrazioni di se stesso e della propria musica («Puoi avere talento, ma non sei Kanye West»), e ha fatto commenti controversi su molti argomenti, come quando scrisse platealmente che Bill Cosby, accusato da oltre 50 donne di aggressioni sessuali, era innocente.

Negli ultimi due anni è diventata opinione comune che questi suoi comportamenti strampalati e arroganti siano diventati soprattutto ridicoli, e sempre meno fan li giustificano contestualizzandoli nel suo personaggio. Ciononostante West non li ha ridotti, anzi. Alla cerimonia dei Grammy del 2015, quando il cantante Beck vinse il premio per il Disco dell’anno, West salì per un attimo sul palco: le telecamere ripresero le facce spaventate di Jay Z e Beyoncé (che si vede dire “No, non di nuovo”), ma West scese subito. Lì per lì si pensò che volesse fare uno scherzo, imitando l’episodio con Swift. Dopo la cerimonia, però, disse ai giornalisti che davvero pensava che Beck dovesse dare il premio a Beyoncé.

Negli ultimi anni, West è sembrato sempre più confuso e intrappolato nel suo personaggio. Il suo ottavo disco doveva uscire per l’inizio del 2016, ed era tra i più attesi dell’anno. Prima che uscisse aveva già cambiato tre volte il nome, almeno secondo gli annunci di West su Twitter: da So Help Me God diventò SWISH, poi Waves e infine The Life Of Pablo, il nome con cui è uscito in esclusiva sul servizio di streaming Tidal lo scorso 14 febbraio. Ci lavorava da tre anni, e la versione che venne diffusa al pubblico conteneva modifiche fatte all’ultimo momento. Ma anche quella versione fu cambiata nei giorni successivi da West, finché il disco che uscì su tutti i principali servizi di streaming il primo aprile era abbastanza diverso dall’originale.

The Life of Pablo è molto diverso dai precedenti dischi di West: le canzoni sono apparentemente più sconnesse, a volte incomplete, e la struttura del disco non è chiara come nei suoi altri lavori. Fare dischi che non sembrano finiti è una moda recente della musica pop, e West stesso spiegò questi apparenti problemi di produzione dicendo che il disco era da intendersi come «un’espressione creativa vivente, che respira e che cambia». The Life of Pablo è stato comunque un gran successo di critica, ed è stato apprezzato soprattutto per come condensa molti aspetti e temi della musica black degli ultimi 50 anni, portando a un nuovo livello la ricerca di West per quanto riguarda i campionamenti e l’interpolazione di vecchie canzoni soul e funk.

Intorno al primo singolo del disco “Famous”, però, è scoppiato l’ennesimo casino “alla West”. Il testo dice a un certo punto «credo che io e Taylor potremmo ancora fare sesso. L’ho resa famosa, quella stronza/troia». West usò la parola “bitch”, molto diffusa nello slang americano e che nella maggior parte dei contesti non significa “troia” (la usò anche per parlare di sua moglie, nella canzone “Perfect Bitch” del 2012). Swift si arrabbiò, venne fuori che West le aveva telefonato per chiederle il permesso di parlare di lei nella canzone, ma non si è mai capito bene se lei sapesse esattamente quale sarebbe stato il testo (probabilmente no): qui c’è la storia. Ci fu in ogni caso chi si chiese se West, alla sua età e nella sua posizione, avesse davvero bisogno di ritirare fuori una lite di sette anni prima con un’altra cantante, che sembrava essersi chiusa.

Quello che West ha detto nei concerti della scorsa settimana è sembrato una specie di riassunto della situazione apparentemente confusa in cui si trova. Ha detto che avrebbe votato Trump, che apprezza per i suoi metodi comunicativi. Ha detto che gli afroamericani devono accettare che gli Stati Uniti sono razzisti, e pensare ad altro. Se l’è presa inspiegabilmente con Beyoncé, che ha accusato di essere sostanzialmente troppo competitiva, e ha chiesto a Jay Z di non mandargli i suoi “sicari” e invece di parlargli da uomo. Negli ultimi anni West ha investito moltissime energie e risorse nella sua carriera da stilista, con risultati altalenanti. È co-proprietario di Tidal, e continua a gestire la sua etichetta discografica, GOOD Music. Secondo quanto ha detto sua suocera Kris Jenner, il suo esaurimento nervoso dipende dai molti impegni che ha avuto nell’ultimo periodo. TMZ ha scritto che il medico di West ha detto che il suo paziente soffriva di «privazione del sonno e disidratazione».